Casa del custode, lavori in corso per diventare dormitorio pubblico 3
Mentre il Commissario Straordinario Stentella vaglia il testamento con il quale la famiglia Rambelli-Cerboni dispose la donazione della Villa Rambelli e del parco annesso, compresa la casa del custode, al Comune di San Benedetto, la Cooperativa Sociale On The Road precisa di non essere coinvolta nella gestione del possibile dormitorio.
«In riferimento agli articoli recentemente pubblicati riguardanti il progetto di realizzazione di un dormitorio pubblico presso Villa Rambelli, nel quartiere Sant’Antonio del Comune di San Benedetto del Tronto, la Cooperativa sociale On the Road ritiene opportuno fornire alcune precisazioni – si legge nella nota – On the Road non è attualmente coinvolta nel progetto del dormitorio di Villa Rambelli. Allo stato dei fatti, non risultano pubblicate procedure di evidenza pubblica né bandi di affidamento rivolti a enti del Terzo Settore per la gestione della struttura. Di conseguenza, risultano infondate le affermazioni comparse su diverse testate che fanno riferimento alla presenza di un presunto “operatore dell’associazione On the Road” all’interno del suddetto dormitorio».
Continua: «È inoltre necessario precisare che On the Road non è un’associazione di volontariato, come erroneamente riportato, ma una cooperativa sociale attiva da oltre trent’anni a livello regionale e nazionale. La Cooperativa opera stabilmente sui temi della vulnerabilità sociale, della grave marginalità adulta e del contrasto alla tratta e allo sfruttamento, collaborando con enti locali, istituzioni, servizi territoriali e organizzazioni del Terzo Settore in un’ottica di co-progettazione, responsabilità condivisa e tutela dei diritti delle persone».
«In una fase in cui il tema dell’accoglienza e della grave marginalità è al centro del dibattito pubblico, On the Road ribadisce il proprio impegno nel mettere a disposizione del territorio la propria esperienza e professionalità maturate in oltre trent’anni di lavoro a fianco delle persone più vulnerabili, con competenza tecnica, responsabilità sociale e spirito di collaborazione con tutti gli stakeholder istituzionali e sociali» precisa la cooperativa.
«Allo stesso tempo, richiediamo la medesima responsabilità nella corretta citazione e nel coinvolgimento delle organizzazioni, affinché i riferimenti avvengano esclusivamente sulla base di evidenze, atti formali e fonti verificate» conclude il comunicato.
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