
“Gentilezza che cura”, la presentazione dell’evento in programma il 27 marzo
di Emanuela Voltattorni
La qualità della relazione di cura torna al centro del dibattito sanitario. È questo il focus di “Gentilezza che cura”, l’evento formativo e culturale in programma il 27 marzo, dalle ore 14 alle 19.30, ad Acquaviva Picena, presso la Sala Auditorium San Giacomo della Banca del Piceno, promosso dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (Opi) di Ascoli Piceno.
L’iniziativa affronta una delle questioni più rilevanti della sanità contemporanea: il ruolo della dimensione relazionale nei percorsi assistenziali. La gentilezza viene proposta non solo come valore etico, ma come vera e propria competenza professionale, sempre più necessaria nei contesti clinici. Il confronto è aperto a medici, infermieri, operatori sanitari, istituzioni e cittadini.
Il programma analizzerà il tema da diverse prospettive: dalla dimensione biologica alle applicazioni nei contesti ad alta complessità, come il pronto soccorso, fino al rapporto tra benessere psicologico, alimentazione e qualità della vita.
Tra i relatori figurano Benedetta Rosetti, Gianfilippo Renzi, Valentina Artoni, Marica Ivonne Crognale, Marida Andreucci, Emidio Scarpellini e Monica Neroni. Ospiti anche Daniel Lumera, scrittore e divulgatore sui temi del benessere e della consapevolezza, e Aurelio Filippini, che approfondirà il tema della “gentilezza delegabile” nelle organizzazioni e nei sistemi di cura.
«La cura – evidenzia il direttore generale dell’Ast di Ascoli Piceno, Antonello Maraldo – cresce dove mettiamo il cuore. È uno dei binari lungo i quali si muove questa Direzione. Non dobbiamo mai perdere di vista l’umanità nella relazione tra professionisti e pazienti. Essere gentili non è un gesto accessorio, ma una componente essenziale dell’atto di cura: significa ascoltare con attenzione, rispettare la dignità della persona, riconoscere le fragilità e accompagnare ogni paziente con empatia e rispetto. Promuovere una cultura della gentilezza all’interno delle nostre strutture è una responsabilità condivisa. Anche la gentilezza è segno di professionalità».
Sulla stessa linea il presidente della Banca del Piceno, Sandro Donati: «È importante riportare l’attenzione sul valore umano della cura, perché in ambito sanitario la competenza tecnica è fondamentale ma non sufficiente al reale benessere del paziente. In un’epoca segnata dalla fragilità e dalla paura della solitudine, la relazione umana diventa indispensabile quanto la capacità medica e parte integrante della terapia».
Alla presentazione dell’iniziativa sono intervenuti Marida Andreucci, coordinatrice regionale dell’Accademia delle Scienze Infermieristiche; Monica Neroni, dell’Ast e componente del gruppo giovani soci della Banca del Piceno; Francesco Tonelli, coordinatore dei giovani soci della Banca del Piceno; e Mirko Porfiri, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Ascoli Piceno.
L’evento è patrocinato da Ast Ascoli Piceno, Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Ascoli Piceno, Ats 21 e Asi, con il sostegno della Banca del Piceno.
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