La rinascita della chiesa di Santa Felicita entra nel vivo. Sono ufficialmente partiti i lavori di riparazione e miglioramento sismico dell’edificio religioso, uno dei luoghi più identitari del centro storico, duramente colpito dagli eventi sismici del 2016 e 2017.
A dare impulso concreto all’intervento è stata la liquidazione del primo acconto del 30% – pari a 134.081 euro – disposta dall’Ufficio Speciale Ricostruzione in favore della Diocesi di Ascoli, soggetto attuatore dell’opera. Il contributo complessivo stanziato ammonta a 496mila euro.
«Le opere sono state concepite per essere il meno invasive possibile e per rispettare la natura storica e decorativa dell’edificio, che conserva ancora oggi interventi significativi come le pitture realizzate tra il 1897 e il 1900 dal pittore ascolano Luigi Galanti e una storica lapide del 1901 – spiega il commissario straordinario Guido Castelli –. Con questo primo acconto, la sua ricostruzione entra nel vivo, ponendo le basi per restituire alla comunità un luogo di culto sicuro, rinnovato e pienamente fruibile. Ringrazio ovviamente la Diocesi, l’Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».
Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. «Un ringraziamento speciale al senatore Castelli e all’Ufficio ricostruzione, sempre attento e vicino alle problematiche dovute al sisma che ha colpito le nostre comunità e ha portato alla chiusura della chiesa di Santa Felicita – dichiara il sindaco Luca Morganti –. Con questo intervento si andrà a consolidare e risanare la struttura, rendendola antisismica e pronta a essere riaperta e restituita ai cittadini».
Costruita a partire dal 1796 su progetto dell’architetto Pietro Maggi e aperta al culto nel 1813, la chiesa ha subito danni diffusi: fessurazioni, criticità alla facciata con rischi di ribaltamento, lesioni agli apparati decorativi della volta e problemi strutturali nella torre campanaria, oltre a infiltrazioni d’acqua e degrado delle murature esterne.
Il progetto punta a mettere definitivamente in sicurezza l’intero complesso, salvaguardandone al tempo stesso il valore storico-artistico. Tra gli interventi previsti figurano il consolidamento delle murature e della torre campanaria, il recupero della volta, la ricostruzione del solaio ligneo deteriorato, il risanamento delle coperture e il miglioramento generale della durabilità dell’edificio. Non mancheranno l’adeguamento degli impianti e l’installazione di sistemi permanenti per la sicurezza.
Un passo decisivo, dunque, per restituire alla comunità di Colli del Tronto non solo un edificio, ma un simbolo della propria identità.
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