di Andrea Pietrzela
Una beffa clamorosa a causa di mala gestione e inadempienze altrui. Questo è quello che rischia di subire l’Ascoli a causa della situazione societaria della Ternana, che è vicina dal fare la stessa fine del Rimini andando dunque a togliere 6 punti ai bianconeri (cancellando due vittorie) e 1 all’Arezzo (cancellando un pari) facendo precipitare i marchigiani a -5 dal primo posto a due gare dal termine. Decisiva potrebbe essere la volontà finale della famiglia Rizzo, proprietaria del club umbro. Ma andiamo con ordine: di seguito la situazione nel dettaglio.

Ternana in festa dopo il gol di Panico alla Samb (foto Ternana Calcio instagram)
LA TERNANA “CHIUDE” – Lunedì 13 aprile, la Ternana è stata ufficialmente dichiarata in stato di liquidazione volontaria. Cosa significa? Che i proprietari hanno scelto di “chiudere”, di non investire più soldi nel club, i cui debiti ad oggi ammonterebbero a circa 20 milioni di euro. Compito del liquidatore – nominato Fabio Lacalamita – è quello di gestire il passivo della società provando a soddisfare i creditori e procedere alla cancellazione dal Registro delle Imprese, in modo pianificato e senza obblighi imposti dal tribunale.
NIENTE 3-0 – L’unico precedente di liquidazione volontaria è proprio quello, fresco, del Rimini. Ad Ascoli c’è chi spera nel buon senso: a due giornate dalla fine si potrebbe davvero falsare così un campionato? La risposta, purtroppo, è sì. La regola che infatti consegnava la vittoria a tavolino per 3-0 nelle ultime tot giornate in caso di match contro una squadra esclusa dal torneo durante il girone di ritorno, senza riscrivere la classifica – articolo 53 del Noif (Norme Organizzative Interne Federali), comma 4 – è stata infatti abrogata nel 2019. Non esiste più. Con il comma 3 che recita: “Qualora una società si ritiri dal Campionato o ne venga esclusa per qualsiasi ragione, tutte le gare disputate nel corso del campionato di competenza non hanno valore per la classifica, che viene formata senza tenere conto dei risultati delle gare della società rinunciataria od esclusa“.

Bandecchi e la Ternana (foto archivio Ternana Calcio)
FUORI DALLA C – Esclusione che, nel caso della Ternana, avverrebbe proprio per la liquidazione, come recita l’articolo 16.7 sempre del Noif: “II Presidente Federale delibera la revoca della affiliazione di una società alla Figc in caso di liquidazione della società stessa ai sensi del codice civile“. Tradotto, per usare le parole di ieri di Bandecchi, sindaco di Terni nonché ex presidente del club rossoverde: «Sembra che la Ternana venga sospesa dal campionato, tutte le gare saranno annullate e si riscriverà la classifica». Se la liquidazione volontaria venisse concretizzata, infatti, la società sarebbe esclusa e morirebbe immediatamente e definitivamente, senza la possibilità di esercizi provvisori e di continuare a giocare fino a fine anno, indipendentemente dal numero di partite mancanti. Infatti l’esercizio provvisorio – quella pratica che permette di continuare ad operare almeno fino al termine della stagione – è possibile solo in caso di avviamento della procedura di liquidazione giudiziale classica (generalmente nota come “fallimento”). Sarebbe stata una strada percorribile per la Ternana, strada che però evidentemente la famiglia Rizzo ha voluto evitare.
I RIZZO – I Rizzo hanno una loro azienda, operano nella sanità: una delle ipotesi è che non vogliano essere intaccati da un fallimento, che per loro avrebbe conseguenze a livello imprenditoriale e che sarebbe anche aggravato dalla massa debitoria della Ternana che aumenterebbe ancora giorno dopo giorno, se l’azienda restasse “aperta” (costi di gestione quotidiani). Con la liquidazione volontaria, invece, i Rizzo bloccherebbero intanto la crescita della massa debitoria. Poi, probabilmente, punterebbero a trovare accordi con i creditori, perdendo sì dei soldi ma evitando un fallimento. I proprietari della Ternana, in pratica, stanno scegliendo di non fallire (almeno per ora) andando così però a “rovinare” un intero campionato, che intanto dimostra ancora una volta (cinque club persi quest’anno, due lo scorso anno) tutta la sua fragilità.

Il presidente della Lega Pro Matteo Marani
REVOCA UNICO APPIGLIO – Soltanto se la proprietà stessa della Ternana decida di fare un passo indietro, revocando questa decisione di liquidazione volontaria, le cose potrebbero cambiare, come spera anche il presidente della Lega Pro Matteo Marani, che proprio in queste ore sarebbe impegnato in fitti colloqui con i Rizzo per trovare una soluzione che consenta di condurre in porto almeno la regular season e salvare il salvabile, senza riscrivere la classifica ancora una volta.
QUESTIONE DI ORE – Ma se i Rizzo non dovessero cambiare idea, non appena la delibera di ieri riceverà pubblicità – tramite la trascrizione ufficiale del Notaio in Camera di Commercio -, la Ternana verrà definitivamente cancellata con l’annullamento di tutte le partite disputate e con revoca dell’affiliazione e del titolo sportivo da parte della Lega. A quel punto la revoca della scelta di liquidazione volontaria non sarebbe più possibile. E l’Ascoli scivolerebbe a -5 dall’Arezzo. Dovrebbe essere una questione di ore o di pochi giorni, entro il weekend la vicenda dovrebbe arrivare a conclusione.

L’Ascoli sceso in campo a Forlì
Al momento tale revoca sembra dunque molto complicata, ma in linea teorica ancora possibile: nel caso arrivasse, i Rizzo potrebbero avviare una procedura di fallimento giudiziale e quindi esercizio provvisorio per l’ordinaria gestione fino a fine campionato. Quello che è successo alla Samb nel 2021, con tanto di playoff disputati. Nel caso tale marcia indietro arrivi, il campionato sarebbe giocato fino alla fine senza stravolgimenti ma, nel frattempo, la massa debitoria della Ternana, come detto, aumenterebbe giorno per giorno: per i Rizzo l’esborso finale sarebbe superiore. E se il 16 aprile (e poi a giugno) non saranno pagate – come sembra – le scadenze federali, la società futura si ritroverà con tantissimi punti di penalizzazione (almeno 20?) e 20 milioni di euro di debiti…
VERSO IL -5 – Se le cose andranno dunque avanti seguendo la corrente attuale – e nulla, almeno per il momento, lascia pensare che i Rizzo possano davvero fare retromarcia all’ultimo secondo -, la Ternana scomparirà dalla classifica e l’Ascoli si ritroverebbe a -5 dall’Arezzo (e a +1 sul Ravenna) a due giornate dal termine della regular season. Novità, ribadiamo, sono attese a breve.
AGGIORNAMENTO – Rispetto a quanto detto, si apre un piccolo spiraglio di luce. Nel corso della trasmissione “Area Rossoverde” su Umbria15, Riccardo Corridore, ex vicesindaco di Terni, ha aggiornato spiegando che: «È stata depositata in tribunale a Terni un’istanza giudiziale di liquidazione della società da parte di un creditore, un procuratore. Quello che una volta si chiamava “ricorso di fallimento“, per intenderci – le sue parole – E questo, proprio perché arrivato prima della trascrizione dell’atto notarile, di fatto paralizza anche la federazione per la delibera di liquidazione volontaria fatta dalla società, in quanto arriva prima della trascrizione dell’atto. Questo vuol dire che, da ora, qualunque imprenditore volesse investire per salvare la Ternana, con 5 milioni di euro (cioè coprendo i soli debiti federali, ndr) può acquisire il ramo d’azienda, mantenere il titolo sportivo e far partecipare la Ternana al prossimo campionato di Serie C. Si sa che la scadenza federale del 16 non verrà onorata e si comincerebbe con una penalizzazione in punti molto forte, secondo me non inferiore a 14 o 15 punti. Ora scatta la procedura normale, con la nomina di un curatore che dovrà verificare se sussistano gli estremi per un esercizio provvisorio».
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