Telecamere sempre più numerose, ma soprattutto capaci di “leggere” ciò che accade davanti all’obiettivo. Monteprandone prova a fare un salto tecnologico sul fronte della sicurezza urbana e mette in campo l’intelligenza artificiale per potenziare il sistema di videosorveglianza già presente sul territorio.
È questo il cuore del progetto “Monteprandone più sicura – L’Intelligenza artificiale applicata alla Sicurezza Urbana”, approvato dal responsabile del 5° Settore-Polizia Locale, comandante Eugenio Vendrame. L’atto rappresenta il passaggio necessario per partecipare al bando nazionale destinato al finanziamento dei sistemi di videosorveglianza nell’ambito dei Patti per la sicurezza urbana.
L’obiettivo è consolidare una rete che il Comune considera già un punto di riferimento per il controllo del territorio. Monteprandone, infatti, è stato tra i primi Comuni della provincia a dotarsi di un impianto integrato di videosorveglianza, utilizzato non soltanto per la tutela dell’incolumità pubblica e del patrimonio comunale, ma anche per contrastare il degrado urbano, alcuni reati contro l’ambiente e, più recentemente, l’abbandono dei rifiuti.
La novità più significativa è rappresentata dal software di nuova generazione che dovrebbe essere inserito nell’attuale sistema. Il programma consentirà di elaborare attraverso l’intelligenza artificiale le immagini raccolte dalle telecamere, comprese quelle di tipo OCR e quelle di contesto, rendendo quindi più dinamica e puntuale l’attività di controllo.
Non si tratta dunque soltanto di aumentare il numero degli occhi elettronici distribuiti sul territorio. Il progetto punta a trasformare le immagini registrate in uno strumento più evoluto di prevenzione e controllo, attraverso una tecnologia in grado di analizzare il materiale acquisito dagli impianti.
Il potenziamento è pensato soprattutto per le situazioni considerate più problematiche: microcriminalità, spaccio, atti vandalici ai danni di beni pubblici e privati e fenomeni di degrado capaci di incidere anche sulla percezione di sicurezza dei cittadini.
Il progetto nasce da un’analisi delle criticità del territorio e delle soluzioni tecnologiche oggi disponibili sul mercato. Lo stesso comandante Vendrame spiega nell’atto di aver effettuato una specifica indagine sulle problematiche locali e sulle possibilità offerte dalle nuove tecnologie, predisponendo quindi il progetto esecutivo sottoposto all’approvazione.
Il Comune non ha ancora impegnato somme con la determinazione approvata. Il progetto è infatti destinato a concorrere alle risorse statali previste per i sistemi di videosorveglianza: il provvedimento fa riferimento a uno stanziamento di 19 milioni di euro per il 2025, previsto dalla normativa nazionale.
Ma c’è un aspetto economico importante. Qualora l’intervento venga ammesso al finanziamento statale, il 61% dell’importo complessivo dell’opera resterà a carico del Comune. L’ente dovrà inoltre garantire con proprie risorse la manutenzione degli impianti e delle apparecchiature per almeno cinque anni dalla conclusione degli interventi. Il progetto si inserisce nel Patto per la sicurezza urbana, al quale la Giunta comunale aveva aderito con deliberazione del 23 luglio 2026, proprio in vista della partecipazione al bando statale.
La sfida, insomma, è già partita: più telecamere, più tecnologia e intelligenza artificiale per rendere il controllo del territorio più capillare. Ora Monteprandone attende di sapere se il progetto riuscirà a ottenere il finanziamento nazionale e trasformare sulla strada, nei parchi e nelle aree più sensibili del territorio il progetto di una videosorveglianza di nuova generazione.















