L’ultima domenica d’agosto va in archivio con un meteo positivo e con una buona affluenza lungo le spiagge sambenedettesi. Così, la stagione turistica 2026 s’avvia verso la conclusione. Una stagione che, nonostante qualche difficoltà, potrebbe chiudersi con un bilancio positivo. È questa la fotografia dell’estate tracciata da Enrica Ciabattoni, albergatrice e concessionaria di spiaggia, oltre che rappresentante locale del Sib, il sindacato dei balneari di Confcommercio. E le prospettive restano incoraggianti, con prenotazioni e richieste che fanno guardare con interesse almeno alla prima metà di settembre.
A cambiare, ormai da tempo, è soprattutto la durata delle vacanze. «Sono finiti i tempi delle due settimane di soggiorno, ma anche un’intera settimana è sempre più rara – osserva Ciabattoni -. In media, la vacanza è di 3/5 giorni». Un turismo mordi e fuggi che, tuttavia, non significa necessariamente una stagione meno intensa. «Fortunatamente abbiamo un ricambio costante di persone, sia dall’Italia che dall’estero, e questo ci consente di lavorare in maniera continua. Le possibilità di spesa degli italiani si sono ridotte, ma in pochi rinunciano del tutto a una vacanza che, seppur breve, rappresenta comunque uno stacco dalla routine quotidiana».
Una routine che, in spiaggia, trova tanti modi per essere interrotta. Su questo fronte, l’ultima domenica d’agosto è stata, fortunatamente, risparmiata dall’afa opprimente che ha contraddistinto questi lunghi mesi. Così in migliaia, tra residenti e turisti, si sono potuti godere una lunga giornata di festa on the beach. Ma, nel recente passato, non è sempre stato così, col sole bollente a picchiare duro. Proprio questo, secondo Ciabattoni, ha sulle modalità di vivere la Riviera è stato però anche il caldo eccezionale che ha caratterizzato questi mesi. Un elemento che, secondo l’imprenditrice, ha condizionato soprattutto le famiglie con bambini. Il paradosso è evidente: gli ombrelloni risultano in gran parte prenotati, ma nelle ore più torride la presenza effettiva dei bagnanti sulla spiaggia diminuisce sensibilmente.
«Con temperature così elevate è difficile rimanere a lungo in spiaggia, soprattutto per chi ha figli piccoli – spiega Ciabattoni -. I turisti hanno quindi ridotto il tempo trascorso sull’arenile e utilizzano maggiormente i servizi interni degli hotel. Molti, inoltre, scelgono di spostarsi verso l’interno, visitando Ascoli o borghi come Acquaviva, Offida e Ripatransone».
Ed è proprio su questo fronte che, secondo la rappresentante del Sib, il territorio deve crescere. «Dobbiamo migliorare molto, imparando da località come il Trentino». Il riferimento è soprattutto ai collegamenti tra la costa e l’entroterra, che oggi non consentirebbero ai turisti di muoversi con sufficiente facilità senza utilizzare l’auto.
«Servirebbero linee dedicate, con corse molto frequenti. Avevo già proposto questa soluzione, ma mi è stato risposto che il servizio rischia di non essere appetibile – racconta -. Io non sono d’accordo, perché abbiamo ospiti che arrivano dalle grandi città e che, durante la vacanza, preferirebbero lasciare l’auto privata e spostarsi con i mezzi pubblici. Per come è organizzato oggi il servizio, però, è molto complicato».
Da qui la proposta di una sperimentazione concreta: «Credo che valga la pena tentare per almeno una o due estati. Sono convinta che, alla fine, i numeri mi daranno ragione».
Un investimento che potrebbe diventare ancora più importante alla luce dei cambiamenti climatici e della prospettiva di estati future sempre più caratterizzate da temperature elevate. Nel frattempo, gli operatori guardano alla coda della stagione. «Su settembre, in particolare nei primi 15 giorni, le prospettive sono interessanti – conclude Ciabattoni -. Poi, come da sempre per la nostra località, la riapertura delle scuole segnerà un calo dei turisti».

















