
Il Pronto Soccorso del “Mazzoni”
«Vi ammazzo tutti». È una delle minacce che, secondo le testimonianze raccolte dal NurSind, un uomo avrebbe rivolto al personale sanitario del Pronto soccorso dell’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno nella serata di domenica 11 ottobre. L’episodio, avvenuto intorno alle 19, ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine ed è terminato con il sequestro di un coltello e la denuncia dell’uomo, un italiano di mezza età già noto alle forze dell’ordine.
Secondo quanto ricostruito dal sindacato delle professioni sanitarie e confermato dalle autorità, l’uomo si era presentato in ospedale per accompagnare una donna e avrebbe iniziato a insultare e minacciare gli infermieri durante l’attesa della visita della paziente. In quel momento, le sale erano impegnate nell’assistenza a pazienti con codici urgenti.
L’infermiera al triage, insieme agli altri infermieri e agli operatori sociosanitari in servizio, avrebbe cercato di riportare la situazione alla calma. Gli operatori avrebbero quindi tentato di contattare il vigilante, impegnato in un’altra zona dell’ospedale, prima di chiamare il 112.
A intervenire per primi sono stati due agenti della Polizia penitenziaria, già presenti nella struttura per ragioni di servizio. L’uomo avrebbe rivolto le proprie minacce anche nei loro confronti, arrivando a dire: «Sparami con la pistola, io non ho paura» e sostenendo di essere uscito da poco dal carcere.
Poco dopo sono arrivati i Carabinieri. Durante l’intervento si è verificata una colluttazione che, secondo le testimonianze raccolte dal sindacato, ha coinvolto complessivamente quattro appartenenti alle forze dell’ordine. I militari hanno sequestrato il coltello e denunciato l’uomo. Sono state inoltre raccolte le testimonianze delle persone presenti e il fascicolo è stato trasmesso alla Procura, che valuterà gli ulteriori provvedimenti.
Al termine dell’episodio, cinque operatori sanitari e due appartenenti alle forze dell’ordine hanno fatto ricorso alle cure del Pronto soccorso, per fortuna, nessuno di loro ha riportato serie conseguenze.
A intervenire sulla vicenda è il NurSind di Ascoli Piceno, che esprime solidarietà ai cinque operatori coinvolti e ringrazia gli agenti della Polizia penitenziaria e i Carabinieri per l’intervento.
Il segretario provinciale del NurSind, Maurizio Pelosi, torna a chiedere misure concrete per prevenire le aggressioni al personale sanitario, a partire dalla presenza continuativa di un servizio di vigilanza dedicato al Pronto soccorso.
«Quando il vigilante viene chiamato in un altro reparto, il Pronto soccorso rimane senza la sua presenza. Non è in discussione l’impegno del singolo lavoratore, ma un servizio deve garantire una vigilanza dedicata 24 ore su 24», sottolinea il sindacato nella nota.
IL PRECEDENTE – Il NurSind ricorda che le richieste di maggiori tutele vanno avanti da anni. Nel luglio 2017 un’infermiera era stata aggredita al triage del Mazzoni. La vicenda giudiziaria si è conclusa nel febbraio 2025 con il riconoscimento, da parte della Corte d’Appello di Ancona, di un risarcimento superiore a 22mila euro a carico dell’azienda sanitaria. Il sindacato richiama inoltre un’altra aggressione, avvenuta il 29 dicembre scorso, che aveva coinvolto due infermiere e un operatore sociosanitario.
Tra le misure richieste all’Ast di Ascoli Piceno figurano una postazione della Polizia di Stato attiva 24 ore su 24, telecamere di videosorveglianza e bodycam.
«Abbiamo scritto alla direzione, incontrato il questore e presentato proposte sulla prevenzione delle aggressioni. Ora pretendiamo interventi concreti e tempi certi», è la posizione del NurSind, che sollecita risposte dopo i ripetuti episodi segnalati al Mazzoni.
«Chi dirige l’Azienda è pagato anche per garantire la sicurezza dei lavoratori», conclude il sindacato, chiedendo che alle denunce seguano interventi in grado di tutelare infermieri e operatori sociosanitari durante il servizio.













