Un confronto diretto e concreto sul tema delle aggressioni al personale sanitario. È quello che si è svolto il 30 gennaio in Questura ad Ascoli Piceno, dove una delegazione del Nursind, il sindacato degli infermieri, è stata ricevuta dal questore Aldo Fusco per fare il punto su violenze verbali e fisiche ai danni degli operatori dell’Ast picena.

Il questore di Ascoli Aldo Fusco
L’incontro, definito dal sindacato «costruttivo e operativo», ha permesso di analizzare il fenomeno attraverso dati e riscontri puntuali forniti dalla Questura, offrendo una fotografia chiara della situazione sul territorio.
«I numeri nel Piceno sono inferiori rispetto ad altre realtà nazionali, ma per noi la linea è netta: si interviene prima, non dopo», sottolinea il segretario territoriale Nursind, Maurizio Pelosi, che aveva promosso l’incontro a nome del sindacato che rappresenta (leggi l’articolo).
Il sindacato ha evidenziato le criticità che si concentrano soprattutto nei servizi più esposti, come Pronto Soccorso, 118 e area psichiatrica. «Chi cura e assiste non può diventare un bersaglio. I sanitari non sono un nemico, ma un presidio essenziale per la collettività», ribadisce Pelosi.
Particolare apprezzamento è stato espresso per la disponibilità e l’attenzione dimostrate dal questore Fusco, che ha aperto alla possibilità di lavorare sugli strumenti già esistenti. Tra questi, il protocollo d’intesa sulla sicurezza degli operatori sanitari sottoscritto nel luglio 2025 con Prefettura e direzione Ast (leggi l’articolo), che potrebbe ora essere rivisto e aggiornato per renderlo più efficace e aderente alla realtà quotidiana dei servizi.

Maurizio Pelosi, segretario territoriale Nursind
Un passaggio centrale dell’incontro ha riguardato il tema delle denunce. Il questore ha invitato il personale a segnalare e denunciare sempre ogni episodio di violenza o minaccia. «È un punto decisivo – spiega Pelosi – perché ancora troppi operatori scelgono il silenzio per timore di conseguenze o ritorsioni. Come Nursind ci impegniamo a sensibilizzare e a supportare chi decide di non voltarsi dall’altra parte».
Nei prossimi giorni il sindacato chiederà un incontro alla direzione generale dell’Ast per presentare ufficialmente il progetto “Soccorso Protetto”, un pacchetto di proposte concrete per rafforzare prevenzione e protezione nei contesti più a rischio, a partire dai Pronto Soccorso (leggi l’articolo).
Un percorso che si inserisce anche nel cammino verso la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari, in programma il 12 marzo 2026.
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