È il Piceno a registrare la crescita più marcata del sistema imprenditoriale marchigiano nel terzo trimestre del 2026. Tra luglio e settembre, la provincia di Ascoli Piceno ha guadagnato 88 imprese, con un tasso di crescita dello 0,41%, il più elevato tra i territori della regione. Un risultato che si inserisce in un quadro complessivamente positivo per le Marche, che chiudono il periodo con un saldo di 251 attività in più, pur mantenendo un ritmo inferiore alla media nazionale.

La Loggia dei Mercanti, sede della Camera di Commercio Marche ad Ancona
Nel trimestre le iscrizioni al Registro delle imprese sono state 1.425, a fronte di 1.174 cessazioni nette. Il tasso di crescita regionale si è attestato allo 0,17%, contro lo 0,32% nazionale. Il bilancio dei primi nove mesi dell’anno mostra un andamento altalenante: dopo il dato negativo del primo trimestre (-0,26%), il sistema imprenditoriale marchigiano ha registrato una crescita dello 0,51% nel secondo e dello 0,17% nel terzo.
I dati emergono da Movimprese, l’elaborazione statistica trimestrale realizzata da Unioncamere sulla base del Registro delle imprese, con l’approfondimento regionale curato dalla Camera di Commercio delle Marche.
Dopo Ascoli Piceno, il saldo più consistente è quello di Pesaro e Urbino, con 81 imprese in più e un tasso di crescita dello 0,24%. Segue Macerata, che registra un incremento di 77 attività, pari allo 0,23%. Più contenuta la crescita di Ancona, con 25 imprese aggiuntive e un tasso dello 0,07%. Fermo è invece l’unica provincia marchigiana a chiudere il trimestre in negativo, con 20 imprese in meno e una variazione dello -0,11%.
Al 30 settembre 2026, le imprese registrate nelle Marche sono complessivamente 145.704, di cui 131.128 attive.
La dinamica positiva riguarda soprattutto le società di capitali, che nel terzo trimestre hanno registrato un saldo di 330 imprese in più e un tasso di crescita dello 0,73%, in linea con il dato nazionale. La tendenza conferma il maggiore dinamismo di questa forma giuridica rispetto alle altre tipologie d’impresa.
Sul piano settoriale, gli incrementi più consistenti interessano i servizi di alloggio e ristorazione, con 76 imprese in più, le costruzioni (+65) e le attività immobiliari (+62). Seguono le attività professionali, scientifiche e tecniche, con un saldo positivo di 49 imprese, e quelle finanziarie e assicurative (+48).
Segnali favorevoli arrivano anche dagli altri servizi, dalle attività amministrative e di supporto, dai comparti artistici e sportivi e dai servizi informatici. In controtendenza si collocano invece il commercio, che perde 13 imprese, l’agricoltura, silvicoltura e pesca (-12) e le attività manifatturiere (-5).
«I dati restituiscono un quadro articolato: il sistema imprenditoriale marchigiano mantiene un saldo positivo, ma con differenze significative tra settori e territori – afferma Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche – Le variazioni negative di comparti tradizionali richiedono attenzione. Il nostro impegno è accompagnare le imprese nelle sfide della competitività, sostenendole nell’apertura ai mercati internazionali attraverso incontri B2B e iniziative di internazionalizzazione, nei percorsi di digitalizzazione e nell’adozione di modelli di sviluppo sostenibili, capaci di coniugare solidità economica, responsabilità sociale e attenzione all’ambiente. L’obiettivo è mettere a disposizione strumenti concreti per rafforzare la capacità delle imprese di affrontare i cambiamenti e cogliere nuove opportunità di crescita».














