«La gravità delle contestazioni emerse nell’operazione “Ricostruzione”, condotta dalla Guardia di Finanza sugli appalti del cratere sismico marchigiano, pur con presunzione d’innocenza impone di chiarire eventuali connivenze tra affari e potere politico». Lo dichiarano Augusto Curti e Irene Manzi: parlamentari del Pd.
«Il coinvolgimento di figure di Fratelli d’Italia che hanno rivestito incarichi apicali esige una riflessione circa l’azione amministrativa – proseguono i due esponenti democrat -. A dieci anni dal sisma, con famiglie ancora nelle SAE e cantieri che procedono a rilento, l’eventuale utilizzo dei fondi per alimentare un sistema malavitoso costituirebbe un grave insulto per le comunità terremotate».
«Da inizio legislatura – rimarcano in conclusione Manzi e Curti – abbiamo presentato emendamenti per rafforzare la trasparenza, alcuni anche sulla base delle indicazioni ANAC. Occorre infatti difendere i cittadini e le imprese sane, rendendo più incisivi i controlli lungo la filiera degli appalti. Questa vicenda dimostra che è giunto il momento di tornare, con serietà, alle priorità della ricostruzione e dichiarare finalmente conclusa la stagione della propaganda. Chiediamo ai vertici regionali e nazionali di fare urgentemente chiarezza, adottando peraltro ogni misura necessaria a garantire la continuità dei lavori».















