
Da territorio ferito dal sisma a protagonista del turismo dell’entroterra ascolano. Il borgo di Acquasanta Terme conquista il primato tra i comuni montani del Piceno per numero di arrivi, confermandosi una destinazione di riferimento per l’intero territorio. A testimoniarlo sono i dati dell’Osservatorio Regionale del Turismo relativi al primo semestre del 2026, che fotografano una realtà capace di mantenere attrattività e capacità di accoglienza nonostante le difficoltà affrontate negli anni, a partire dal terremoto che ha profondamente segnato il territorio.
Nei primi sei mesi dell’anno Acquasanta Terme ha registrato 2.058 arrivi e 4.080 presenze. A trainare il movimento turistico è soprattutto il pubblico italiano, con 1.794 arrivi e 3.547 pernottamenti. Fondamentale anche la componente internazionale, con 264 arrivi e 533 presenze. Il borgo può inoltre contare su una rete ricettiva con 458 posti letto, elemento importante per sostenere la crescita dei flussi e rafforzare l’offerta turistica locale.
Il risultato assume ancora maggiore rilevanza se si guarda alla graduatoria provinciale: Acquasanta conquista infatti il 7° posto per arrivi italiani e l’8° per arrivi totali e presenze nazionali, alle spalle dei principali centri urbani e delle località costiere.
Tra i comuni montani dell’entroterra piceno nessuno riesce a raggiungere gli stessi numeri. Montemonaco si colloca all’undicesimo posto con 1.428 arrivi, seguito da Comunanza al dodicesimo con 863. Più indietro Montegallo, tredicesimo con 828 arrivi, Roccafluvione, ventiduesimo con 339, e Arquata del Tronto, trentunesimo con 73.
Risultati che assumono un valore particolare se si considera la storia recente di Acquasanta Terme. Il comune è tra i territori simbolo delle conseguenze del terremoto del 2016, che ha lasciato segni profondi nel tessuto sociale, economico e urbanistico dell’entroterra ascolano. La ricostruzione, le difficoltà delle attività economiche e la necessità di restituire vitalità ai borghi hanno rappresentato e continuano a rappresentare sfide importanti. Per questo, i numeri del turismo costituiscono un segnale significativo. Le terme, il patrimonio naturalistico, i borghi, le tradizioni, l’ospitalità e le opportunità legate al turismo esperienziale rappresentano risorse fondamentali per valorizzare il territorio e richiamare visitatori.
«In ragione di tutte le strategie messe in campo per la ricostruzione, sia dal punto di vista materiale, ma anche e soprattutto immateriale, attraverso il cosiddetto rilancio sociale ed economico del cratere – spiega Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione – l’Amministrazione Comunale di Acquasanta Terme, insieme all’imprenditoria privata, ha sviluppato una progettualità strategica particolarmente significativa. in particolare, alla misura B2-2 del programma NextAppennino, che ha previsto l’attivazione di un hub turistico proprio ad Acquasanta, collegato anche a nuovi percorsi naturalistici, come l’attrezzaggio delle Gole del Garrafo. Interventi che vanno nella direzione di completare l’offerta turistico-economica del territorio. Acquasanta, come è noto, si fonda su tre elementi identitari: acqua, castagne e travertino. Già questi tre elementi possono essere ulteriormente valorizzati e amplificati nella loro capacità attrattiva attraverso le azioni previste dalla misura B2-2, ma anche grazie ad altre risorse che, in qualche misura, sono legate alla ricostruzione, come Castel di Luco, che ha beneficiato di un importante contributo per la ricostruzione, oltre che di ulteriori finanziamenti destinati al recupero delle abitazioni circostanti, e al Monastero di Valledacqua. Acquasanta, anche grazie agli investimenti di Anas, con i lavori per il miglioramento della viabilità lungo la Salaria, nel tratto tra Acquasanta e Quintodecimo, si candida a diventare un borgo di riferimento, capace di proporsi come importante hub turistico alle porte di Ascoli, capace di interagire con il capoluogo».
Acquasanta Terme dimostra così che anche un territorio duramente colpito dal sisma può continuare a guardare al futuro e costruire nuove opportunità di sviluppo. Il primato negli arrivi del primo semestre 2026 non è soltanto un risultato statistico, ma anche un segnale di vitalità per un’area interna che ha bisogno di presenze, investimenti, servizi e nuove occasioni economiche. Un percorso di rilancio che trova riscontro anche nelle parole dell’Amministrazione comunale, che guarda con soddisfazione ai risultati raggiunti e soprattutto alle prospettive per i prossimi mesi.
«È una soddisfazione importante, soprattutto perché questo risultato riguarda i primi sei mesi dell’anno, Considerando anche le proiezioni per la stagione estiva, credo che i numeri saranno ancora più alti nel periodo estivo – afferma il sindaco di Acquasanta Terme, Sante Stangoni – Finalmente il tanto lavoro svolto sta dando i suoi frutti. Insieme all’assessore Ionni abbiamo lavorato fin da subito dopo il sisma. Mentre eravamo impegnati nella gestione delle esigenze dei nostri cittadini e della nostra popolazione, con circa 1.200, 1.300 persone trasferite lungo la costa, abbiamo iniziato a partecipare al bando della Fondazione Cassa di Risparmio, con la volontà di ottenere le risorse necessarie per realizzare il progetto che avevamo in mente: quello delle Mulattiere. Un progetto che sta contribuendo moltissimo ad attrarre visitatori ad Acquasanta e nelle sue frazioni, grazie ai tanti chilometri di percorsi riscoperti, che oggi rappresentano una vera e propria opportunità di benessere. Se a questo aggiungiamo tutte le altre attività, le opere e i progetti attualmente in corso, credo che stiamo andando davvero nella direzione giusta. Penso a tanti interventi che avevamo programmato per la crescita turistica del territorio: le Gole del Garrafo, la piscina e la Grotta Sudatoria, il recupero del percorso di via Tito Livio, che collega le Terme al centro, e il ripristino di importanti testimonianze storiche, come i ponti romani di Quintodecimo e Matera, che si aggiungono a quello di Ponte d’Arli.
Continua il primo cittadino: «A questi interventi si affianca il recupero delle numerose chiese, che vengono progressivamente restaurate e per le quali abbiamo già individuato la possibilità di realizzare tour virtuali, man mano che i lavori saranno completati. Credo che, in questo modo, riusciremo a offrire alle tante persone che desiderano visitare Acquasanta esperienze diverse e complementari: culturali, termali, naturalistiche e legate al benessere, senza dimenticare l’enogastronomia. Il nostro territorio può contare, infatti, su tante attività capaci di trasformare e valorizzare i prodotti locali. Guardiamo quindi al futuro con ottimismo. Andiamo avanti, perché notizie come questa ci spingono a lavorare ancora di più, con determinazione, per realizzare quello che sognavamo dieci anni fa: tornare a vedere Acquasanta come punto di riferimento per i turisti, non soltanto marchigiani, ma provenienti da tutta Italia. Anche l’aumento delle presenze straniere nelle nostre strutture ricettive ci sta regalando grandissime soddisfazioni e rappresenta un ulteriore segnale positivo per il futuro del territorio».
Da borgo segnato dal terremoto a capitale turistica della montagna picena: Acquasanta Terme si prende la scena e conferma il proprio ruolo di protagonista dell’entroterra ascolano.














