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The Koffees, c’è la benedizione
di Mogol sul nuovo album

L'ESORDIO - Dodici brani intensi per la band di Paul Giorgi: «L'incontro con il grande autore di Battisti è stato fondamentale»
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Il cantautore Paul Giorgi con Davide Amati

di Luca Capponi 

«Il caffè ha una grande capacità sul nostro cervello, in certe situazioni cambia completamente il modo in cui vedi le cose, come una specie di antidepressivo naturale. Ma non solo, perché è anche un mezzo per conoscere un’altra persona: “Ehi ti va di andarci a prendere un caffè?”. Intorno al caffè ruotano un sacco di situazioni, le speranze, le ansie, l’eccitazione di ciò che è nuovo, ci sembrava perfetto per il nostro nuovo album».

La copertina del disco

Un album che nasce anche grazie al Cet di Mogol, scuola dove l’ascolano Paul Giorgi, cantautore di grandi speranze classe 1995, ha incontrato collega e chitarrista riminese Davide Amati. Con lui, la line up dei The Koffees, completata da Luca Vittori, è divenuta quella che ha poi lavorato all’album omonimo, pronto ad uscire sul mercato venerdì 17 novembre. «Data decisa casualmente ma assolutamente fantastica», conferma Giorgi, anima del progetto registrato tra la Romagna («Alla stazione di Rimini mi rubarono lo zaino con tutta la strumentazione», ricorda), le Marche, l’Abruzzo, grazie al grande apporto dell’ingegnere del suono Marco Vannucci e del mixaggio di Stefano Lelii. «I testi delle canzoni hanno subito una sorta di “raddrizzata” dopo l’esperienza con Mogol. E’ stata più un’opera di finitura, come il muratore che passa sparviere e cucchiaia. -continua Giorgi- Non avevo mai dato molta importanza alla poesia all’interno di una canzone, alla chiusura di una rima, al rapporto ritmico degli accenti. Dopo il corso ho aperto gli occhi. Avevo nuovi strumenti, nuovi punti di vista che mi hanno permesso di correggere e migliorare ciò che avevo già scritto. E ora hanno un senso, raccontano storie vere». Eccola, quindi, la prospettiva mai banale dei The Koffees. «Da Taglia S che racconta la storia di una modella che nel 2015 è stata sorpresa a rubare vestiti nelle sfilate di moda a cui partecipava per poi rivenderli sul mercato, all’Isola di Lulì che prende molto dal tormento alla Tornatore, come una specie di Cinema Paradiso. Sono soddisfatto, perché tutte le canzoni del disco parlano di vita, ed ora più che mai questo disco lo sentiamo vivo». Un disco artigianale nel senso migliore del termine, «completamente voluto e lavorato senza intermediari». I 12 brani saranno su tutte le piattaforme, acquistabili anche sulla pagina Facebook della band, che dopo una serie di avvcendamenti oggi vede, oltre a Giorgi ed Amati, Edoardo Ricci al basso e Sebastiano Ricci batteria.

Giorgi, Mannucci e Amati in studio


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