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Montegallo, in arrivo 34 casette
Cinque frazioni a rischio
«Sisma e neve non ci hanno spezzato»
Foto e video

Il REPORTAGE (prima parte) - Il comune montano riparte dopo la devastazione. Pronte le unità abitative a Uscerno e Balzo. In arrivo anche un mini centro commerciale. Alcuni piccoli paesi, però, potrebbero essere demoliti
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Un estratto dell'intervista al vicesindaco Pignoloni

di Luca Capponi

(foto e video di Andrea Vagnoni)

La consegna delle 5 casette a Uscerno, entro la fine di novembre. Il varo di altre 29 unità abitative, insieme ad un centro commerciale annesso, e la riapertura della chiesa di San Bernardino, a Balzo: «Manca poco, il sogno sarebbe di riuscirci entro Natale, staremo a vedere». Gli occhi del vicesindaco Tiziano Pignoloni si accendono di speranza. Non vana, però. La speranza di chi ci crede. E non ha mai abbassato la guardia: «Attualmente in tutto il territorio di Montegallo siamo un centinaio, con la partenza delle casette arriveremmo a 200 persone circa, poco meno della metà di quelli che eravamo prima del sisma. Sarebbe un grande punto di ripartenza».

Montegallo – Ascoli Piceno, le macerie di Colle.

Un territorio, quello montegallese, composto da 23 frazioni (e 28 chiese) distribuite su una superficie di 50 chilometri quadrati, uno dei più devastati dal terremoto (70% di case inagibili), che per fortuna non ha procurato vittime. Un territorio che ha subito due evacuazioni, come in un esodo biblico, di fatto, spopolando una zona che d’estate arrivava anche a 3.500 abitanti. «Attualmente a rischio ci sono cinque frazioni: Castro, Colle, Colleluce, Collefratta e Rigo sono ancora zona rossa, e se verrà fatta la perimetrazione potrebbero sparire. Ne stiamo discutendo anche coi i comitati di cittadini, vedremo, la loro parola sarà fondamentale. Per le chiese stiamo procedendo alla messa in sicurezza, molte sono salve, molte non le riapriremo, la priorità va data alle case. I cimiteri sono quasi tutti fruibili». C’è tanto da fare a Montegallo, un luogo dove tutto è cambiato, dove tutto è stato stravolto, dove nulla sarà più uguale prima. «Il terremoto ci ha piegato ma non ci ha spezzato. La neve del gennaio scorso, seguita da altre scosse, poteva essere il colpo di grazia, ma così non è stato. Per mesi quasi tutti i montegallesi sono rimasti in “esilio” in riviera o altrove, in tutta la zona non c’era più nessuno, o quasi. Dico quasi perché ci sono 10 persone che non se ne sono mai andate: io li considero degli eroi, è grazie a loro che non abbiamo perso la speranza di potercela fare». Anche Pignoloni, però, non scherza da questo punto di vista. Subito dopo la prima scossa di agosto mise a disposizione il Camping Vettore, da lui gestito ancora oggi, a disposizione della popolazione, restando sveglio per due giorni consecutivi: «Eravamo in 600 tra bungalow e ristorante, alcuni dormivano anche per terra. Li abbiamo accolti e offerto loro un tetto e cibo fino all’arrivo della Protezione civile», conferma. Protezione civile che se né andò il 15 ottobre, dopo avere aiutato il Comune ad effettuare i 1.400 sopralluoghi sulle abitazioni. «Il terremoto del 30 ottobre ci ha rovinato, ha azzerato tutto, due mesi di lavoro buttati e sopralluoghi da rifare. Ma non abbiamo mollato, ci siamo rimessi sotto…poi è arrivata anche la neve, con altre scosse. -continua il vicesindaco- Qui al camping ce n’erano 2 metri e 70, sembrava di volare, una cosa mastodontica, siamo stati senza corrente, telefono, con le strade chiuse. E’ stato psicologicamente fiaccante, anche se siamo testardi e di montagna. Per andare a Grottammare negli alberghi, quel giorno, siamo partiti alle 7 di mattina e arrivati alle 22,30».

Lavori di demolizione di alcune frazioni ad opera dell’esercito

Oggi il quadro della situazione è più chiaro. «Abbiamo ancora tre famiglie in bungalow e camper e quattro in albergo. Ad Uscerno tra una settimana dovrebbero essere consegnate 5 case. Per le 29 di Balzo ci sarà da attendere un po’ di più, speriamo entro Natale, attualmente stanno facendo i pavimenti e sono arrivati i tir coi mobili. Stessa data di spera per la chiesa di San Bernardino, i cui lavori erano iniziati prima del terremoto». Oltre a questo, partirà anche un mini centro commerciale atto ad ospitare quattro attività, la farmacia e un centro analisi, grande circa 300 metri quadrati. Pure i commercianti tengono duro. In molti si arrangiano con chioschetti d’emergenza, ma l’inverno è alle porte. «Anche loro sono da esempio. Purtroppo in questi casi molti hanno dato il meglio, ma ci sono anche persone che hanno approfittato della situazione, di cui preferirei non parlare. -conclude Pignoloni- Tenere unite le persone resta comunque la nostra missione, mia e del sindaco Sergio Fabiani (la cui casa di Colle è andata distrutta, ndr). A Natale passeremo tutto il giorno qui al camping, stiamo organizzando una festa per tutti».

(continua) 

 


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