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Innovazione, start up e ripresa
Il Piceno prova a ripartire

IL REPORT - Ascoli prima nel lavoro nell'innovazione nel lavoro, i commenti di Guido Castelli, Bruno Bucciarelli e Luciano Agostini
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(foto Perozzi)

Guido Castelli

Anche i numeri si prestano a letture diverse. Incredibile, ma è così. Mentre ieri l’analisi sulla qualità della vita nella provincia – elaborata dal quotidiano economico Italia Oggi – parlava di un pesante arretramento del Piceno e del suo capoluogo, quella resa nota oggi dall’altro quotidiano economico nazionale, Il Sole 24 ore, restituisce un’immagine del territorio ben diversa. Ieri Ascoli era al 32° posto a livello nazionale (con un arretramento di 18 posizioni rispetto al 2016), oggi per il quotidiano rosa di Confindustria è quindicesima con un salto in avanti nella classifica di ben 27 posti. E’ chiaro che nella definizione delle posizioni in classifica gioca l’importanza attribuita da ciascun analista ai singoli elementi di cui si compone l’indagine. Al di là delle singole valutazioni, comunque, è motivo di soddisfazione vedere che il territorio, secondo lo studio de Il Sole 24 ore, si pone al primo posto nazionale nel settore del lavoro e dell’innovazione. Ma come è possibile? A favorire la “performance” contribuiscono in particolare tre elementi tutti decisamente positivi: il numero di start up innovative su ogni mille società di capitale, la quota percentuale di export sul Pil prodotto, il numero delle imprese registrate ogni 100 abitanti. I due studi, invece, trovano un sostanziale punto di incontro nel campo dell’occupazione. Sia il Sole 24 ore che Italia Oggi pongono il Piceno al 67° posto nazionale per il livello di occupazione. In merito alla disoccupazione, invece, il quotidiano di Confindustria prende come riferimento quella giovanile (tra i 15 e i 29 anni) e pone Ascoli al 77° posto, mentre Italia Oggi l’aveva posta al 78° – ultima in regione – riferendosi ad un dato più complessivo.
Non potevano mancare i commenti. E se ieri da Palazzo Arengo il silenzio era stato totale, oggi il sindaco Guido Castelli ha preso posizione. «L’evoluzione positiva del territorio piceno – scrive il primo cittadino ascolano – è dovuta, in particolar modo nella città di Ascoli, ai risultati conseguiti sul piano dell’innovazione. Ascoli, infatti, vanta il primo posto per quanto concerne il numero di start up per mille società di capitali. Questo è il frutto soprattutto di un’importante realtà cittadina come Hub21, un incubatore di imprese che seleziona start up nel campo digitale e le finanzia secondo una logica di partecipazione al capitale d’impresa che ha prodotto risultati molto importanti”. Il sindaco ricorda che sono 28, nel 2017, le nuove start up digitali che operano nel mercato, mentre «a breve se ne aggiungeranno altre 12. Un lavoro di innovazione che poggia su una proficua collaborazione tra Comune e Hub21 con il lancio di specifiche start up. Mi riferisco, ad esempio, al progetto Minijob che rappresenta una sorta di incrocio tra il senso digitale di offerta e domanda di piccoli lavoretti come le ripetizioni e il babysitting. Un progetto che ha avuto riscontri rilevanti e che è stato poi diffuso come modello nel resto d’Italia».
Gli ha fatto eco il presidente regionale degli industriali marchigiani Bruno Bucciarelli che, in un’intervista al Tg1 delle 13,30, ha attribuito il primo posto del Piceno nel campo del lavoro e dell’innovazione «allo spirito di corpo e alla collaborazione tra i vari stakeholder del territorio».

Bruno Bucciarelli

Ma non c’è solo il lavoro a spingere la risalita del Piceno e del suo capoluogo. Il risultato, dice ancora il sindaco Castelli è legato «anche alla cultura, agli spettacoli, alle sale cinematografiche e alla ristorazione, tutto ciò che in qualche modo richiama al turismo. Confermata anche un’importante vocazione cittadina alla pratica sportiva. Abbiamo sicuramente molti problemi in questo territorio – ha comunque ricordato Castelli – aggravati da un terremoto che ancora non vede il sistema pubblico capace di reagire come si dovrebbe. Su alcuni fondamentali verso i quali la nostra amministrazione ha lavorato, tuttavia, i risultati appaiono evidenti e sono sotto gli occhi di tutti. Questi dati lo confermano in maniera chiara».
E se i numeri, come abbiamo visto, possono portare ad una rappresentazione diversa, quando non addirittura opposta, della realtà, figuriamoci cosa può accadere con le idee. Ben altra è, infatti, l’analisi dei dati fatta dal deputato piceno del Pd Luciano Agostini rispetto a quella del sindaco ascolano. «In tema occupazionale la provincia era già in estrema difficoltà prima della crisi con la fine della Cassa del Mezzogiorno e la fuga della grande industria – ha commentato il parlamentare -. A questo si sono poi aggiunti gli effetti disastrosi della crisi aggravati ulteriormente dal terremoto che ha devastato il territorio. Tuttavia i provvedimenti adottati da Regione e Stato per fronteggiare l’emergenza hanno iniziato a far giungere sul territorio una quantità di risorse mai in precedenza a disposizione del Piceno in questa quantità. Guarderei con ottimismo e fiducia al futuro del Piceno – ha sottolineato ancora Agostini – ma spetta alla Politica e al mondo dell’impresa mettere a sistema le risorse disponibili per lo sviluppo. Purtroppo però c’è il problema della città capoluogo che è rimasta indietro: basta guardare la percentuale della raccolta differenziata dei rifiuti rispetto a quanto viene fatto in altri comuni del territorio. In realtà il capoluogo è un elemento frenante, non è la città che autorevolmente guida il territorio. Anzi lo frena e non lo governa come dovrebbe fare, appunto, un capoluogo».

Pietro Frenquellucci

Che sorpresa, Ascoli prima in Italia per lavoro e innovazione


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