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Illecito sportivo: l’Avellino
rischia l’esclusione
dal campionato

CALCIO - Il 15 dicembre a Roma si aprirà il processo relativo alla partita Catanzaro-Avellino (0-1) del 5 maggio 2013. L’Avellino fu promosso, ma ora rischia grosso per responsabilità diretta
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di Bruno Ferretti

Illecito sportivo, ci risiamo. Il Catanzaro (Lega Pro) e l’Avellino (serie B) rischiano di essere esclusi dai rispettivi campionati. Lo ha richiesto la Procura Federale (presidente Giuseppe Pecoraro) in vista del processo che si aprirà a Roma il 15 dicembre, con procedura d’urgenza affinchè si arrivi a sentenza prima dell’inizio del girone di ritorno.

Armando Ortoli è stato anche ds dell’Ascoli

Il Collegio giudicante è presieduto da Stefano Mastrocola. Il presunto illecito sportivo riguarda la partita Catanzaro-Avellino del 5 maggio 2013 (penultima di Lega Pro, girone B). Partita vinta 0-1 dall’Avellino (gol di Zigoni al 29’st) che con quei tre punti fu matematicamente promosso in serie B.

Le due squadre sono accusate di responsabilità diretta e oggettiva, e 5 tesserati di illecito sportivo: presidente Walter Taccone e il ds Vincenzo De Vito dell’Avellino; l’ex presidente Giuseppe Cosentino, il calciatore Andrea Russotto e il ds Armando Ortoli del Catanzaro. Quest’ultimo in passato è stato anche con l’Ascoli. Deferiti anche due ex dirigenti del Catanzaro per omessa denuncia . Nell’udienza del 15 dicembre la Procura Federale presenterà le richieste di condanna. Poi ci sarà l’appello in secondo grado, infine il terzo davanti al Collegio di garanzia del Coni: la sentenza è prevista in tempi brevi. L’Avellino (difeso dall’avvocato Chiacchio) e il Catanzaro, se verrà riconosciuta la responsabilità diretta, rischiano la retrocessione per illecito sportivo come previsto dal codice di giustizia sportiva.

Se l’Avellino dovesse essere escluso dal campionato, in serie B ci saranno 3 retrocessioni (non 4) e questo potrà essere un vantaggio per l’Ascoli che lotta per salvarsi.


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