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Cardinaletti e Giaretta
a rapporto da Bellini
I tifosi vogliono parlare col patron

SERIE B - Immediato summit con i due dirigenti, Un solo punto nelle ultime sei partite: per la salvezza servono 6-7 punti nelle ultime quattro gare del girone di andata, e poi correre forte nel ritorno. Molto dipenderà dal mercato di gennaio
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Il patron Bellini tra l’ad Andrea Cardinaleti e il legale del club, l’avvocato Cristina Celani

di Bruno Ferretti

La prima cosa che ha fatto appena tornato ad Ascoli, prima di rifugiarsi nella sua villa di Santa Maria a Corte, ha chiamato a rapporto l’ad Andrea Cardinaletti e il ds Cristiano Giaretta. Il presidente Bellini non ha perso tempo ed ha (giustamente) ritenuto prioritario fare un summit con i due dirigenti. Non poteva essere altrimenti dopo il ko di Perugia, da cui esce un Ascoli che ha conquistato un solo punto nelle ultime sei partite. Bianconeri che hanno anche il peggiore attacco della B con soli 15 gol realizzati. L’ultimo risultato positivo in trasferta un mese e mezzo fa a Terni (1-1). E, soprattutto, ultimo in classifica con 14 punti, a 6 dalla quota salvezza ovvero dal sest’ultimo posto attualmente condiviso da Avellino, Entella (prossima avversaria sabato al Del Duca) e Spezia con 20 punti ciascuno. Per l’Ascoli Picchio è certamente il momento peggiore della gestione Bellini che è appena tornato dal Canada e avrà modo di rendersi conto meglio della situazione, davvero grave e preoccupante. Peggio di così c’è stato solo il fallimento della società nel dicembre del 2013. La salvezza, con questi numeri, si allontana sempre più, mentre il rischio retrocessione si avvicina diventano un incubo per chi vuole bene alla squadra e la segue con passione.

Lunedì sera a Perugia, nonostante il giorno feriale, l’orario notturno e il freddo polare, c’erano quasi 800 tifosi. Una straordinaria dimostrazione di affetto e passione verso la squadra. L’Ascoli rischia di finire fuori gioco già alla fine del girone di andata se il suo ritardo dovesse restare tale o, addirittura aumentare. Mancano 4 partite al giro di boa: 2 in casa con Entella e Pescara, 2 fuori ad Avellino e Brescia. Ci sono in palio 12 punti e per sperare di restare in corsa l’Ascoli dovrà girare almeno a quota 21 o 22, salvo poi disputare un ritorno con una media da promozione. Ma per fare ciò ci sarà bisogno di rinforzare la squadra con almeno quattro elementi di migliore qualità, primo fra tutti (dopo la perdita di Favilli) un attaccante che garantisca un certo numero di gol. Diversamente meglio non illudersi.

A Perugia c’erano 800 tifosi bianconeri

Le ultime dichiarazioni rilasciate qualche settimana fa dal maggiore azionista Bellini non lasciano molte speranze visto che ha annunciato l’intenzione di vendere la società (questo può avere effetti molto negativi sulla psicologia della squadra), che non intenzione di acquistare rinforzi al mercato di gennaio e di andare avanti con Fiorin in panchina, bloccando l’ipotesi di provare a cambiare guida tecnica ingaggiando cioè un allenatore di maggiore esperienza, con tutto il rispetto che Fiorin merita.

Se il maggiore azionista vuole disfarsi dell’Ascoli, può farlo e forse lo farà. Ma deve ricordarsi che la storia ultracentenaria del club merita rispetto, così come meritano rispetto gli ascolani e la città. I tifosi vorrebbero incontrarlo per capire bene quali sono le sue intenzioni, e sono pronti anche a un dibattito pubblico. L’Ascoli dal 1898 è un patrimonio della città.


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1 commento

  1. 1
    Giulio Rogantini il 6 Dicembre 2017 alle 6:46

    Il piano sta funzionando Giaretta e Cardinaletti continuate così queste le parole del nostro grandissimo presidente

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