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«I cattivi odori continuano,
noi non ci fermiamo»

CASTEL DI LAMA - Il comitato "Voglio aria pulita" non molla la presa. Stasera assemblea pubblica: «Ci sono numerosi casi di malessere fisico, le cause vanno accertate a tutti i costi»
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di Claudio Felicetti 

Il comitato anti-inquinamento di Villa Sant’Antonio e Castel di Lama “Voglio aria pulita” continua la battaglia contro le puzze asfissianti che da mesi ammorbano l’aria nel popoloso centro della vallata. In attesa di vedere fatti concreti e per tenere alta l’attenzione sulla questione, dopo gli impegni presi dalle istituzioni e dall’Arpam per una soluzione del problema, il comitato promuove un’altra assemblea pubblica per questa sera (ore 21, sala parrocchiale Villa Sant’Antonio) dal titolo inequivocabile: “I cattivi odori continuano, noi non ci fermiamo”.
Sarà un incontro in cui verrà fatto il resoconto dell’attività svolta e verranno concordate le iniziative da prendere per individuare con certezza la causa dei miasmi insopportabili che in alcune occasioni hanno procurato ai residenti nausee e situazioni di malessere fisico.

Da ricordare che nel tavolo tecnico del 23 novembre scorso, promosso dalla Provincia, istituzioni e Arpam avevano concordato di far monitorare il territorio e le attività della zona industriale da vigili urbani e polizia provinciale, rilevare la qualità dell’aria con una centralina e individuare con un “naso elettronico” la tipologia delle emissioni puzzolenti in atmosfera. Nel frattempo dovrebbe essere stato stilato il programma operativo che impegna istituzioni ed enti tecnici. Sotto controllo, dunque, le attività industriali, i loro scarichi nella condotta consortile, e il funzionamento del depuratore Consind, quest’ultimo indicato da molti residenti come la causa primaria dei miasmi mefitici che finora si sono propagati nell’aria giorno e notte. In tal senso, ai primi dello scorso novembre, il Comitato aveva inviato una richiesta di accesso agli atti al Consind per conoscere le convenzioni in base alle quali lavorano le aziende Picena Depur e Uniproject che gestiscono il depuratore “lamense” e l’impianto di Caselle di Maltignano.
Il comitato però, a seguito anche delle risposte evasive dell’Arpam (nota di fine novembre 2017), dopo le numerose segnalazioni dei residenti dei mesi scorsi, non intende mollare di un centimetro. «Avevamo inviato una pec all’Arpam chiedendo il registro delle chiamate, i verbali compilati dagli addetti per i controlli, i risultati delle analisi effettuate e la strumentazione utilizzata.-affermano i componenti- La risposta è stata un immenso nulla. Dicono che non sanno quale sia l’origine delle puzze, che l’unico strumento usato è il naso degli operatori, che non hanno effettuato nessuna analisi. Inoltre non hanno ritenuto opportuno intervenire per i fumi alla Ocma da noi segnalati con altra pec e testimoniati con foto».
Nel luglio scorso, quando la situazione si era fatta insostenibile, era intervenuto lo stesso sindaco di Ascoli, Guido Castelli. «Per fare luce sulle cause di tali miasmi e per verificare se siano in qualche misura da ricondurre a delle inadeguatezze dei cicli di lavorazione del depuratore -aveva dichiarato il sindaco- ho deciso di inoltrare un esposto alla procura della Repubblica ed al Nucleo operativo ecologico dei carabinieri per accertare se quell’impianto lavori nel rispetto di tutte le normative di sicurezza e se tali miasmi possano produrre interferenze e turbative gravi rispetto a quella che è la salubrità di Villa Sant’Antonio».


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