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Bombe d’acqua, monumenti in pericolo
Ma il caldo fa bene al travertino

ASCOLI - Anche l'Arengo partecipa al progetto europeo per la lotta alle emissioni di CO2 e alle modificazioni climatiche. Lattanzi: «Abbiamo contribuito pure attraverso la corretta raccolta dei rifiuti». Urbanizzazione, il geologo Speranza studia i venti 
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di Franco De Marco 

Scherzi del cambiamento climatico. Se le bombe d’acqua, purtroppo sempre più frequenti, possono danneggiare anche pesantemente monumenti con secoli di vita, le temperature alte anche d’inverno, guarda un po’, favoriscono la salvaguardia del travertino ascolano. «Il nemico numero uno del travertino – fa notare Leone Speranza, geologo, esperto di clima per conto dell’Arengo –  è il ghiaccio che può provocare spaccature tra i buchi tipici di tale pietra. Il costante aumento della temperatura, quindi, almeno sotto questo profilo, può anche portare dei vantaggi». Al travertino dunque fa bene il caldo. E’ una curiosità, in mezzo a problemi molto seri, emersa questa mattina nel convegno svoltosi nella Sala della Ragione riguardante il Progetto Life Sec Adapt, al quale aderisce anche il Comune di Ascoli, con l’obiettivo di aumentare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici dei comuni coinvolti attraverso l’adesione alla Mayor Adapt Initiative e la declinazione degli obiettivi europei in materia di clima. Anche una città piccola come Ascoli può fare la sua piccola parte fermo restando che, naturalmente, il problema è planetario.

Nella foto il geologo Leone Speranza, l’assessore comunale Luigi Lattanzi e l’amministratore unico di SVIM Gianluca Carrabs

Nel corso di una conferenza stampa, introdotta dall’assessore comunale al territorio Luigi Lattanzi, hanno sottolineato l’importanza del progetto Gialuca Carrabs, amministratore unico di Svim Sviluppo Marche, e, come detto, il tecnico del comune Leone Speranza. Oltre ad Ascoli, aderiscono al Progetto, che ha ottenuto dall’Europa oltre 3 milioni, altri 11 Comuni delle Marche: Ancona, Fabriano, Fermo, Jesi, Macerata, Offida, Pesaro, Santa Maria Nuova, San Paolo di Jesi , Senigallia e Urbino. «Anche da Ascoli – afferma  Lattanzi – cerchiamo di dare il nostro contributo contro le modificazioni climatiche. La corretta raccolta dei rifiuti solidi urbani va in questa direzione applicando il modello di economia circolare, cioè del riciclo, e non più lineare».  «Il Progetto Life Sec Adapt  -fa notare Carrabs  – intende aumentare la capacità di resilienza al clima nelle aree urbane favorendo il passaggio verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Sono state individuate azioni per la riduzione delle emissioni climalteranti attraverso interventi finalizzati all’efficienza energetica, allo sviluppo di fonti rinnovabili e a una migliore gestione di settori chiave di competenza dei comuni. Ad esempio edilizia, mobilità e trasporti». Ascoli, e gli altri Comuni marchigiani, aderiscono anche al Patto dei sindaci per il clima e l’energia. «Entro il 2030 – fa notare Carrabs  – tutte le auto diesel saranno rottamate e sostituite da quelle elettriche. L’Enel sta già studiando una rete di colonnine elettriche in tutta Italia. Il problema è: dove verranno rottamate queste auto? Andiamo verso un Distretto dell’economia circolare. Il compito principale dei comuni è abbattere le emissioni di CO2 e favorire la produzione di energie rinnovabili». Cosa può fare una realtà come Ascoli? «Modificare anche l’urbanizzazione – afferma Speranza – rispetto al cambiamento climatico. Studiando anche il flusso dei venti». Interventi molto alti. Speriamo bene. Carrabs parla anche dell’arrivo di un piano ad hoc per lo sviluppo industriare nell’area del cratere. E sottolinea a mo’ di denuncia: «Nelle Marche manca un innovativo impianto di compostaggio, come quello di Brescia, che produca biogas, ovvero energia riutilizzabile, per eliminare gli alti costi di smaltimento». «A Relluce – gli fa eco Lattanzi  – abbiamo un impianto di lavorazione dell’organico che fa la sua parte e che produce per gran parte concime». Come dire: noi non ci limitiamo ad esportare l’organico.

 


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