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Ambulanza jolly durante l’estate
Urbinati spinge per San Benedetto

EMERGENZA - Oggi la postazione in più sta ad Ascoli. Poi sarà a metà con Fermo. Il capogruppo regionale dem spinge per la riviera in considerazione dei grandi afflussi turistici estivi
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Fabio Urbinati

Favorire la percezione della sicurezza sanitaria del territorio sia della comunità locale sia dei numerosi turisti che in estate arrivano a San Benedetto del Tronto, prevedendo il servizio della Postazione territoriali dell’emergenza sanitaria (Potes) anche nella città della Riviera, in particolare nel periodo estivo. È quanto chiesto in un’interpellanza dal capogruppo Pd in Consiglio regionale, Fabio Urbinati. Le Potes, disciplinate dalla legge regionale 36 del 1998, sono attive h12 e garantiscono, sul luogo in cui si verifica un’emergenza sanitaria, il soccorso necessario con i mezzi previsti dal responsabile della Centrale operativa in base alle esigenze dell’area servita e comunque almeno di un mezzo di soccorso avanzato da utilizzare in integrazione a quelli base o intermedi della rete di soccorso territoriale.
Ad oggi la cosiddetta Potes jolly attribuita all’area vasta 4 e all’ara vasta 5 è stata attivata ad Ascoli Piceno con un turno h24 con medico ed infermiere. Appena il servizio partirà a Fermo – appena i medici 118 avranno concluso il corso di formazione – l’orario sarà articolato in un turno diurno h12 ad Ascoli e in un turno notturno h12 nel capoluogo fermano. In questo quadro il presidente del gruppo Pd Urbinati sostiene la necessità di prevedere «una Potes aggiuntiva a San Benedetto per la stagione estiva. La mia richiesta – spiega Urbinati – è supportata dai dati delle presenze in città durante i mesi estivi, anche nel confronto con le altre realtà territoriali nelle quali il servizio di emergenza è presente, che possono determinare l’aumento delle richieste di intervento sanitario. Se è vero che il territorio della costa può contare su altri servizi rispetto alle ambulanze jolly, ad esempio i mezzi di soccorso base (Msb) a Grottammare e Cupra Marittima, o le ambulanze di soccorso avanzato, è anche vero che spesso nella stagione estiva, quando la popolazione è molto più numerosa, la rete dell’emergenza è in affanno, servendo anche le località costiere del nord dell’Abruzzo. Per questo – continua il capogruppo – spero che si possa valutare una maggiore flessibilità nell’utilizzo dell’ambulanza jolly che ora serve Ascoli e l’area montana. Certamente – aggiunge ancora Urbinati – quando l’ospedale unico sarà operativo, questo risolverà gran parte dei problemi».
L’Osservatorio regionale sul Turismo registra 134.122 arrivi a San Benedetto per 826.115 presenze per il 2014 e 157.190 arrivi e 891.714 presenze per il 2015 contro i 23.933 arrivi e le 97.425 presenze di Ascoli Piceno nel 2015. A Fermo nel 2015 gli arrivi sono stati 91.093 e 894.991. Tra giugno e settembre negli anni 2015, 2016 e 2017 si sono registrati oltre 1.700 interventi d’emergenza in più rispetto alla media dei mesi invernali per gli stessi anni. «Anche alla luce di questi numeri – conclude Urbinati – ritengo opportuno prevedere un utilizzo più flessibile delle ambulanze jolly, anche a San Benedetto nei mesi maggio-settembre».


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