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Faraotti, Tosti e Ciccoianni
lasciano l’Ascoli e le quote,

ma resteranno come sponsor

SERIE B - Il Picchio perde l’ascolanità. Il titolare della Fainplast: «Ho fatto tutto quello che potevo, ora ci penserà Bellini». Aumentano le responsabilità del patron affiancato dai suoi collaboratori

 

Francesco Bellini, Battista Faraotti, Gianluca Ciccoianni e Giuliano Tosti quando erano ancora “una squadra”

di Bruno Ferretti

Battista Faraotti, Giuliano Tosti e Gianluca Ciccoianni non sono più soci dell’Ascoli Picchio. Una decisione clamorosa ma che era nell’aria da diverso tempo. E’ stata ufficializzata nell’assemblea di questa mattina. Dimissioni accettate dal maggiore azionista Francesco Bellini che, senza i soci ascolani, resta da solo in sella. Ovviamente con maggiori responsabilità.

«La mia è una decisione maturata nel tempo che oggi ho formalizzato – ha dichiarato Battista Faraotti – ma non lo considero un allontanamento dall’Ascoli bensì un riavvicinamento perché tornerò a fare lo sponsor per due campionati: quello in corso, già dalla prossima partita in casa contro il Pescara, e anche il prossimo. Io ho fatto quello che ho potuto per l’Ascoli senza aver mai pensato di ricavare dividendi. Ho dato il mio contributo. Adesso ci penserà il presidente Bellini». L’imprenditore Faraotti titolare della Fainplast, azienda in costante espansione che dà lavoro ad oltre cento dipendenti con un fatturato di oltre 100 milioni di euro, è il secondo azionista dell’Ascoli con l’11,23% delle quote azionarie, Giuliano Tosti il terzo con il 7,87%, Gianluca Ciccoianni il quarto con 2,25 %. Tutti e tre lasciano il proprio ruolo con stile, senza sbattere la porta. Probabilmente non hanno condiviso tutte le scelte e le decisioni prese da Bellini in questi tre anni, ma non intendono alimentare polemiche. I tre soci uscenti lasciano le loro quote che potrebbero essere assorbite da Bellini oppure lasciate in sospeso. Senza le future ricapitalizzazioni le azioni perderanno valore un po’ alla volta, fino alla totale svalutazione.

Giuliano Tosti è titolare della Ciam, azienda leader in campo nazionale nell’alimentazione e cura degli animali, Gianluca Ciccoianni della Tecnoricambi che opera nel settore automobilistico. Entrambi sono, da sempre, grandi sostenitori bianconeri e dovrebbero restare come sponsor, continuando a dare così il loro contributo. Con Bellini, Faraotti, Tosti e Cicoianni, quando acquistarono l’Ascoli Calcio all’asta fallimentare (6 febbraio 2014) c’era un altro socio, l’imprenditore Piero Palatroni che però lasciò la compagnia dopo circa un mese diventando successivamente presidente del Monticelli, la seconda squadra ascolana che milita in serie D. Va ricordato che Bellini, Faraotti e Ciccoianni restano soci del “Picchio Village” (nella compagine non c’è Tosti), l’impianto sportivo che sorge in frazione Marino. La società “PicchioVillage” ha stipulato di recente una convenzione decennale con l’Ascoli Picchio per l’uso dell’impianto ad un canone annuale di 220.000 euro.

Senza Faraotti, Tosti e Ciccoianni il Piccho perde ancora di più, e forse definitivamente, l’ascolanità. E questo non è un bene perché la vicinanza con la città e un contatto più diretto della dirigenza con la tifoseria sono sempre stati molto importanti. Francesco Bellini adesso avrà una maggiore responsabilità nella gestione dell’Ascoli, affiancato dai collaboratori che ha scelto, in primis l’amministratore Cardinaletti e il diesse Giaretta. A loro il compito di pilotare l’Ascoli verso la salvezza per garantire un futuro migliore.


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