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Mirco Carloni
Graziella Ciriaci
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Medicine, prescrizioni solo per dicembre
“Invito” dell’Area Vasta 5 ai medici

ASCOLI - "Stretta" di fine anno per i farmaci mutabili per far rientrare la spesa effettivamente nei conti del 2017 senza sconfinare nel nuovo anno. Lamentele e disagi soprattutto tra gli anziani
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Anche nella sanità si fanno i conti di fine anno e in particolare nel campo della spesa farmaceutica, uno dei principali capitoli di uscita del servizio pubblico in considerazione dei farmaci cosiddetti “mutabili”. E così ai medici sarebbe arrivato l’invito da parte di importanti dirigenti dell’Area Vasta 5 di “segnare” le medicine per coprire solo il mese di dicembre senza sconfinare nel nuovo anno.

L’Ospedale Mazzoni sede dell’AV5

In questo modo la spesa sanitaria sarebbe riferita solo al 2017 rendendo i conti aderenti all’anno solare senza intaccare il 2018. Questioni di bilancio? o di budget? Fatto sta che tanti pazienti sono andati in farmacia potendo ottenere solo una scatola di medicina e non le tradizionali due con una copertura di 28 giorni e non più di 56. Non senza comunque disagi, soprattutto per gli anziani, visto che chi deve comunque sottoporsi ad una terapia obbligatoria dovrà tornare una seconda volta sotto le feste dal medico per farsi segnare le medicine. Per di più durante le festività i medici di base non lavorano nei pomeriggi dei giorni “pre festivi” (oltre che il sabato e la domenica) riducendo così la possibilità per i pazienti di andare a farsi segnare le medicine. Ad esempio, guardando il calendario, gli ambulatori dei medici di famiglia, non certo per loro scelta sia chiaro, saranno chiusi quattro giorni di fila (23,24,25 e 26 dicembre) e poi il 31 dicembre e il 1, 5, 6 e 7 gennaio. Inoltre, a questi disagi già segnalati da diversi pazienti soprattutto ai farmacisti, vengono segnalate altre “rigidità” nelle prescrizioni dei cosiddetti farmaci “gastroprotettori” e per l’aerosol, ristretti per gli asmatici con le farmacie all’oscuro di queste “novità”. In caso di mancata “mutabilità” di questi farmaci, infatti, i pazienti sono costretti a pagare di tasca propria medicine fino a qualche settimana fa invece ottenute gratuitamente.


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