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Nuovo museo a San Pietro Martire
con 50 opere dedicate all’Annunciazione

ASCOLI - Giovedì si apre una mostra di autori dal Cinquecento ai giorni nostri. Donazione al parroco don Emidio Fattori del gallerista Ceribelli di Bergamo. Momento anche di riflessione spirituale
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La facciata nord della chiesa di San Pietro Martire

di Franco De Marco

Ad Ascoli, nei locali di via Marucci (sopra la sacrestia della parrocchia di San Pietro Martire, un tempo abitazione del parroco) nasce un nuovo museo. La città si arricchisce di un ulteriore luogo d’arte. Tutto merito del parroco don Emidio Fattori che è anche un raffinato culture d’arte. Non per nulla all’interno della chiesa di San Pietro Martire ha voluto due splendide opere di travertino ascolano (ambone e fonte battesimale) dello scultore Giuliano Giuliani. 

Maestro Lombardo, Annunciazione, XVII secolo – olio su tela

Giovedì 21 dicembre alle ore 18 è previsto il taglio del nastro con l’inaugurazione della mostra “L’Annunciazione a Maria”. In precedenza, alle 16,30, nell’auditorium “Emidio Neroni”, si tiene la conferenza della storica dell’arte Maria Gabriella Mazzocchi sul tema “L’Annunziazione”.

In mostra una cinquantina di opere (incisioni, xilografie, acqueforti, quadri, sculture) dal Cinquecento ai giorni nostri. Come è nato questo nuovo spazio d’arte? «Dalla donazione – spiega don Emidio Fattori – disinteressata e meravigliosa, di una raccolta di dipinti e stampe da parte dell’affermato gallerista e organizzatore di mostre, nonché esperto conoscitore della grafica antica e dell’incisione moderna e contemporanea Arialdo Ceribelli di Bergamo.

Annunciazione. Da Libro delle Ore (circa 1500): bulino miniato su pergamena

Il valore di questo dono non sta solo nel numero delle opere e nella loro bellezza artistica, ma nella sollecitazione, che il suo gesto porta con sé, a percepire l’importanza di sviluppare una forte attenzione verso il patrimonio artistico posseduto dalla parrocchia di San Pietro Martire che i nostri antenati ci hanno trasmesso come valore positivo e come testimonianza di fede viva.

Uno stimolo a custodirlo con attenzione e con passione e a incrementare l’amore per tutte le opere belle che hanno nobilitato nel corso dei secoli la vita della comunità e fatto sorgere e aumentare in essa la sua identità religiosa e culturale. Per questo non possiamo permetterci di depauperare, cancellare, addirittura di far scomparire tutto ciò che ha contrassegnato la nostra lunga storia comunitaria».

Carlo Maratta (1645-1660), Annunciazione, acquaforte

La mostra offre una imperdibile occasione per ammirare numerose opere d’arte e gustare con attenta partecipazione il loro valore estetico. Ma è anche una riflessione, seria e profonda, di carattere spirituale. «Attraverso il di Maria Vergine e Madre – afferma il parroco – Regina del cielo e della terra, e la bellezza di Dio Padre che si rivela al mondo per entrare in comunione con ciascuno di noi, Cristo Salvatore irrompe nella storia umana e la cambia per sempre.

L’incontro tra Dio e l’umanità rivive e si perpetua grazie alla magnificenza dell’arte: il mistero dell’Incarnazione è luce di verità che illumina il nostro cuore fino alla conoscenza di noi stessi. L’arte diventa parte essenziale della nostra vita».

A tutti i partecipanti all’inaugurazione, in omaggio, una copia del catalogo.


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