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Sbandieratori del 1967 e del 2017:
incontro a Palazzo dei Capitani

ASCOLI - Palazzo dei Capitani ha ospitato "Mezzo secolo di storia e di bandiere - La Quintana nel mondo". Ricordi, aneddoti, curiosità e i racconti di Andrea Ferretti e Gianni Nardoni

Sbandieratori di ieri (a sinistra) e di oggi (a destra) ascoltano i racconti di Ferretti e Nardoni

Un tuffo nel passato, un piacevole amarcord, un modo per ritrovarsi insieme e scambiarsi gli auguri di Natale. Ma anche per darsi appuntamento ad altri incontri che probabilmente verranno messi in calendario anche per il 2018. La Sala della Ragione di Palazzo dei Capitani ha ospitato oggi “1967-2017 Mezzo secolo di storia e di bandiere – La Quintana nel mondo”, incontro organizzato dal Consiglio degli Anziani (presenti il presidente Massimo Massetti che ha moderato l’incontro e Valeria Brunozzi) con il supporto del Comune (ai presenti il saluto dell’assessore Massimiliano Brugni) e dei sei Sestieri per ricordare due avvenimenti del 1967 di cui si celebra il 50° anniversario: la prima edizione dei Campionati italiani sbandieratori organizzati ad Arezzo dalla Federazione italiana degli antichi sport e giuochi della bandiera e la partecipazione all’Expo di Montreal, in Canada.

I presenti nella Sala della Ragione

Con video inediti in sottofondo, sono intervenuti numerosi sbandieratori dell’epoca che parteciparono sia alle gare di Arezzo e, dopo pochi giorni, volarono in Canada per la grande esibizione passata alla storia. Alcuni dei ragazzi di allora hanno ricordato simpatici aneddoti che hanno reso l’evento ancor più interessante e a tratti anche emozionante.

Due vecchi quintanari, esperti di rievocazioni storiche, hanno ripercorso la preparazione, l’attesa, le polemiche e le emozioni di quei giorni: il giornalista e scrittore Andrea Ferretti ha parlato della Quintana a Montreal e il regista e scrittore Gianni Nardoni delle gare di Arezzo che assegnarono titoli italiani e mondiali (Ascoli fu iridata con la coppia Renato Pulcini-Emidio Isopi) e dove lui stesso fu tra i protagonisti. Presenti anche consoli, caposestieri e diversi quintanari. A tutti, prima dell’immancabile foto ricordo di gruppo, un attestato del Consiglio degli Anziani e del Comune di Ascoli “per aver portato la Quintana nel mondo”. E un pensiero non poteva non andare a chi purtroppo non c’è più: tra il pubblico anche due vedove di quei ragazzi del ’67.

La speranza per i prossimi appuntamenti è una maggiore partecipazione delle nuove leve, cioè i ragazzi che frequentano i Sestieri e le rispettive scuole dove si insegna durante tutto l’anno a maneggiare le bandiere e suonare tamburi e chiarine. L’importante, comunque, è aver messo la prima pietra.

 


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