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Zeman delude, ma salva la panchina:
«Non siamo riusciti a ripartire»

L'AVVERSARIO - La posizione del tecnico boemo resta in bilico dopo una prova opaca: «Ascoli migliore del previsto. Esonero? Non ho fatto la guerra a nessuno»
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Zeman a fine partita in sala stampa attorniato da giornalisti e microfoni

di Claudio Romanucci

Una settimana di tormenti, stretto da una classifica deludente, le divergenze con lo spogliatoio, il serio rischio che il proprio presidente Sebastiani possa decidere l’esonero da un momento all’altro, che dopo il deludente pari odierno. Zdenek Zeman vacilla ancora. Al momento il punto gli garantirà di “mangiare il panettone”.

Zeman nel primo tempo è rimasto seduto, ma nella ripresa anche lui si è agitato parecchio come Cosmi (Foto Sandro Perozzi)

In sala sala stampa la sua voce è bassissima, si fatica ad ascoltarla. «L’1-1 è un risultato giunto anche se l’Ascoli è stato più attivo. Abbiamo lasciato giocare i tre difensori bianconeri e non siamo riusciti a ripartire. L’Ascoli ha fatto meglio di quello che mi aspettavo».
Poi la stoccata al suo Pescara: «Abbiamo sbagliato tanti controllo di palla, dovevamo essere più presenti sulle punizioni laterali. Due miei uomini non sono stati reattivi sul gol di Bianchi”.

Il tecnico è chiaramente insoddisfatto della sua squadro: «Noi ci difendevamo, non siamo riusciti a giocare insieme la fase offensiva».

Sullo scontro con la società ha però preferito glissare. Il passo indietro è palese: «Io non ho fatto guerra a nessuno, voi mi fate i titoli – conclude riferendosi con un mezzo sorriso ai giornalisti presenti – non mi preoccupo se sono a rischio, sono a disposizione».


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