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Banchetti e candele in pinacoteca
Pd e Udc portano il caso in Consiglio

ASCOLI - I capigruppo Francesco Ameli e Francesco Viscione interrogano l'assessore alla cultura Giorgia Latini sui banchetti negli spazi museali ascolani dopo la bufera sul Soroptimist
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Foto dal profilo Facebook del Soroptmist

Dopo la festa di compleanno con Jerry Calà e la recente serata al femminile del Soroptmist con tanto di candeline accese in mano alle gentili signore e sui tavoli, scoppia il caso politico sulle feste all’ombra di quadri, arazzi e tendaggi ospitati al primo piano di palazzo Arengo. I capigruppo del Pd Francesco Ameli e quello dell’Udc Francesco Viscione, infatti, hanno presentato una interrogazione all’assessore alla cultura Giorgia Latini. In passato poi non sono mancati nemmeno matrimoni con dj a cui però, per fortuna, fu raccomandato di tenere la musica senza troppi decibel di contorno. Ma anche sulla dislocazione delle cena all’interno della stessa pinacoteca è “giallo” visto che secondo i regolamenti comunali non sarebbero previsti banchetti nel “corridoio”, che è la parte più prestigiosa del museo e che invece è stato utilizzato per la cena. «La zona del corridoio non è indicata. -dice Ameli- Nemmeno ci si può giustificare sul fatto che in altre parti d’Italia si fanno cene. Perché non si utilizza esclusivamente il Forte Malatesta? Per di più si parla esclusivamente di buffet e di coffee break e non di vere e proprie cene». Nell’interrogazione Viscione e Ameli fanno riferimento al Regolamento per l’uso delle sale comunali approvato con delibera di giunta comunale  n. 29 del 12/03/2013 e che all’art. 5 testualmente recita “Gli spazi ubicati all’interno delle strutture museali non destinate a sede di mostre permanenti possono essere concessi temporaneamente a richiesta di terzi per manifestazioni culturali, scientifiche, turistiche, umanitarie, sociali e politiche purché compatibili con gli ambienti stessi e sempre che il livello dell’iniziativa sia qualificante per l’immagine dell’Amministrazione Comunale che la ospita. La concessione in uso di detti spazi per le iniziative consentite non dà titolo all’accesso ai musei”. E ancora: “gli ambienti/sale che possono essere concessi per le attività di cui sopra sono i seguenti: Civica Pinacoteca: Sala della Vittoria, Sala Antonio Ceci, Sala De Carolis, parte dell’ingresso per organizzare le segreterie dei convegni, conferenze ,incontri; Museo dell’Arte Ceramica: Chiostro interno al Museo, Sala proiezione (al 1°piano), Terrazzino al 1° piano. Forte Malatesta: Sala Conferenze e Sala adiacente, Spazi espositivi del Forte 1° piano e spazi adiacenti, Sala al piano terra, al 1° piano della Madonna del lago, spazi esterni al Forte”.

Francesco Ameli

L’eventuale allestimento all’interno di detti spazi da parte del concessionario di buffet, pranzi, cene o colazioni di lavoro, nel caso della pinacoteca “è consentito esclusivamente negli ambienti sotto elencati, previo versamento di una cauzione aggiuntiva oltre a quella ordinaria nella Sala delle Colonne (2° piano), Sala De Carolis, Sala della Vittoria e Sala Antonio Ceci”. Le tariffe vanno dai 380 euro ai 2000 euro per la sala della Vittoria; 200-1000 euro per la sala De Carolis e 260 euro al giorno per la sala Ceci. E’ prevista una quota aggiuntiva servizio di pulizia straordinaria”. Viscione e Ameli, alla fine, chiedono, all’assessore Latini «Quali eventi conviviali, se ce ne sono stati, hanno avuto luogo nell’anno 2017 all’interno dei locali della Pinacoteca Civica; se tali eventi rientrano nella tipologia coffee break /buffet così come stabilito dal Regolamento comunale per l’uso delle sale comunali di cui in premessa e infine se sono stati corrisposti, e in quale misura, i canoni previsti per gli eventi tenutisi all’interno della Pinacoteca Civica».


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