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Fallimento Ascoli Calcio,
il tasso di interesse era “usurario”:
Benigni risparmia 1,4 milioni

TRIBUNALE - La vicenda è relativa all'agosto 2013 quando Unicredit notificò alla società bianconera un decreto ingiuntivo di oltre 1,7 milioni di euro. Ora con la sentenza del giudice Sirianni l'ex presidente dovrà pagare soltanto 343.494 euro
venerdì 22 Dicembre 2017 - Ore 19:36
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Roberto Benigni

Vittoria in Tribunale per l’ex presidente dell’Ascoli Calcio Roberto Benigni e indirettamente anche per la vecchia società ormai fallita e defunta. La vicenda risale all’agosto del 2013, pochi mesi prima del fallimento del sodalizio bianconero avvenuto a dicembre, allorquando l’Unicredit notificò alla società ed al presidente di allora un decreto ingiuntivo di  1.767.628,28 euro. Una somma senza dubbio importante in considerazione dello stato di salute del sodalizio che a distanza di pochi mesi sparì pur riuscendo a mantenere la categoria calcistica.

L’avvocato Alessio Orsini

Dapprima fecero opposizione sia l’Ascoli Calcio sia Roberto Benigni, anche se dopo il fallimento  il giudizio venne riassunto dal solo ex presidente. «Nel corso del giudizio -commenta l’avvocato Alessio Orsini che ha assistito Benigni- vennero disposte dal Tribunale di Ascoli Piceno ben due consulenze tecniche, al fine di verificare e quantificare le somme illegittimamente addebitate a titolo di interessi ed oneri. All’esito dell’analisi, si appurò l’applicazione di interessi ed oneri ultralegali ed interessi anatocistici ed usurari ed il saldo venne ricalcolato in misura molto inferiore rispetto all’importo ingiunto». In particolare, grazie alla sentenza emessa dal giudice Francesca Sirianni, dalla somma di 1.767.628,28, che era il saldo dichiarato all’epoca dalla Unicredit, si è passati ad un saldo ricalcolato, e che Benigni dovrà riconoscere alla banca, di 343.494,34 euro con più di 1,4 milioni di differenza. Una cifra non di poco conto che avrebbe potuto anche cambiare la sorte della società bianconera? Resta il fatto, comunque, che alla fine il passivo accumulato e poi riscontrato in sede fallimentare fu di molto superiore anche alla differenza accertata oggi dal Tribunale e relativa soltanto al conto corrente presso l’Unicredit.


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