
Gianluca Ciccoianni, ex socio dell’Ascoli Picchio (Foto Sandro Perozzi)
di Bruno Ferretti
E’ uscito dall’Ascoli in silenzio, con stile, come gli altri azionisti Battista Faraotti e Giuliano Tosti . Senza sbattere la porta. I soci ascolani di Bellini non hanno alimentato polemiche per il bene del Picchio, impegnato ad inseguire il traguardo salvezza. Ne parliamo con Gianluca Ciccioianni, azionista e socio, titolare dell’azienda Tecnoricambi (in via dell’Artigianato nella zona industriale), che accetta di rompere il silenzio che si era imposto parlando con “Cronache Picene”. Ciccoianni è uno di quelli che hanno affiancato Bellini –credendo nel suo progetto- fin dalla prima ora. Il prossimo 6 febbraio saranno trascorsi 4 anni, ma il padre-padrone Bellini taglierà il traguardo da solo.
«Per me, ma credo per tutti noi, è stata una decisione dolorosa ma siamo arrivati ad un punto che… non si poteva fare diversamente – dice Ciccoianni con una punta di amarezza – sono tanti i motivi che mi hanno spinto, ma la goccia he ha fatto traboccare il vaso è stata quella di leggere accuse non vere nei nostri confronti come quella di mettere zizzania fra i tifosi. E perché avremmo dovuto are una cosa del genere essendo tutti innamorati dell’Ascoli? E comunque sarebbe stato più opportuno discuterne di persona, in privato, non attraverso dichiarazioni pubbliche che non poso accettare. Io rispetto Bellini ma molte scelte che ha fatto non le ho condivise. In quattro anni si è parlato più di altro che…. di calcio».
«Deluso? Sì, sono deluso. Per me il calcio deve restare un gioco e invece vedo che è rovinato da interessi economici e anche politici – aggiunge Ciccoianni – non condivido i procuratori che fanno i loro affari anche con ragazzi di sedici anni. Quando penso a certe cose… mi viene il mal di pancia. E non posso accettarle».

Gianluca Ciccoianni (Foto Sandro Perozzi)
«Da ragazzo ho avuto la fortuna di giocare nell’Elettrocarbonium che era una delle migliori società d’Italia. Ho disputato anche i tornei giovanili “Città di Ascoli” che erano di livello nazionale -ricorda l’ormai ex socio del Picchio- il presidente Giuseppe Mascetti, grande uomo di calcio, mi ha insegnato tante cose, come i vari allenatori che ho avuto come Zaini, Scoponi, Clerici, Celani e altri. Da ragazzo avevo un’altra idea del calcio, ma mi sono accorto che oggi è molto diverso, rovinato da affari e interessi».
Ciccoianni, parliamo dell’Ascoli. Ce la farà a salvarsi? «Me lo auguro e credo che ci siano ancora le possibilità per recuperare. Molto dipenderà anche dai rinforzi perché in alcuni reparti siamo obiettivamente carenti, inoltre ci sono stati infortuni gravi che hanno penalizzato la squadra. Cosmi è un allenatore valido e sa come lavorare. Importante sarà il risultato della prossima partita a Brescia che purtroppo dovremo affrontare con tante assenze, soprattutto in difesa. Addae arretrato? Sono scelte del tecnico ma io, che ho seguito da vicino il settore giovanile, prenderei in considerazione Diop, un difensore centrale senegalese che sta andando molto bene nella Primavera. Ha 18 anni, è alto 1,90, forte fisicamente e colpisce bene di testa. Considerato che il Brescia ha un centravanti alto come Caracciolo, uno come Diop potrebbe far comodo, anche se esordiente. Secondo me ci dovrebbe essere maggiore sinergia fra prima squadra e settore giovanile – suggerisce Ciccoianni – l’Ascoli ha problemi davanti e allora perché non provare a dare fiducia ad un attaccante come Tassi, ascolano, che nell’ultima partita ha segnato 3 gol a Salerno».
Ciccoianni è uscito dall’Ascoli ma resta socio di Bellini (e Faraotti) nella proprietà del Picchio Village. Queste le quote: Bellini 70%, Faraotti 20%, Ciccoianni 10%. Come la mettiamo? «Non vedo problemi – conclude Gianluca – l’Ascoli è un cosa, il Picchio Village un’altra. E’ stata una normale operazione immobiliare».
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