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«Turismo nell’area del terremoto
Il progetto già c’è: pronti 9 milioni»
Antognozzi attacca Celani

MONTGNA - Sviluppo delle terme di Acquasanta, valorizzazione del lago di Gerosa, guide turistiche e aumento dei sevizi sanitari e di trasporto. Il consigliere provinciale del Pd contro l'ex sindaco: «Attenti alle sovrapposizioni. Condivisione con gli operatori economici»
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di Franco De Marco

Divampa la polemica sui progetti per far ripartire il turismo nelle zone colpite dal terremoto. Il consigliere provinciale del Pd Alberto Antognozzi, oltre che consigliere comunale di Comunanza, sempre in prima fila nel difendere gli interessi della zona montana del Piceno, attacca il consigliere regionale di Forza Italia Piero Celani che ha presentato un suo progetto cercando la condivisione delle altre forze.

Alberto Antognozzi

«Il progetto per far rinascere turisticamente le zone colpite dal terremoto già c’è. – tuona Antognozzi – Si chiama Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne (Snai) e riguarda 15 Comuni della Provincia di Ascoli colpiti dal sisma. Fa parte di un finanziamento di 9 milioni circa che vede anche il potenziamento di servizi sanitari, istruzione e trasporti. Forse il consigliere regionale Celani si è distratto. C’è gente che sta lavorando da tempo attraverso un percorso condiviso tra Comuni e rappresentanze economiche in particolare del turismo. Più che mai non c’è bisogno di sovrapposizioni ma di utilizzare al meglio le risorse disponibili». Antognozzi fa il punto sul progetto Snai e sottolinea che, su un argomento tanto importante per la rinascita della montagna picena, non si possono commettere errori. Giudica l’iniziativa di Celani «isolata e velleitaria velleitaria». «Tra l’altro – fa notare – mi pare che il progetto di Celani sia molto generico e non dica niente di nuovo nemmeno nella filosofia generale. Io dico, invece: impegniamoci tutti, a fondo, per realizzare il progetto Aree interne che non è un semplice progetto ma una strategia per creare le condizioni affinché la zona terremotata torni a vivere e ad essere abitata e frequentata dai turisti. Lo sforzo dello Stato e della Regione è notevole». Sono 15 i Comuni che fanno parte dell’Area 3 del progetto Snai per la quale è stato previsto, per la precisione, un intervento di 8,6 milioni: Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Force, Montemonaco, Montegallo, Palmiano, Roccafluvione, Rotella, Comunanza, Montedinove, Castignano, Montalto delle Marche, Carassai, Cossignano e Offida. Capofila l’Unione Montana del Tronto Valfluvione. E’ vero che il terremoto ha provocato un ritardo nell’iter ma ora si sta accelerando e si susseguono gli incontri con i tecnici chiamati a elaborare le linee operative . Si punta ad esempio sul turismo termale con la valorizzazione del polo di Acquasanta Terme, su quello del benessere, dello sport – anche attraverso lo sfruttamento del Lago di Gerosa – , della cultura anche con la valorizzazione dell’area del Monte dell’Ascensione, dell’enogastronomia, eccetera. «Crediamo – afferma sempre Antognozzi – che quello avviato sia il percorso giusto per lo sviluppo di un turismo sostenibile, strettamente collegato col territorio, in grado di creare condizioni economiche tali da dare sicurezza per l’oggi e il futuro alla popolazione residente. E’ in atto un confronto stretto tra tecnici e amministratori locali». Nel corso dei recenti colloqui è stato proposto un nuovo modello da seguire sperimentato con successo dalla Provincia autonoma di Trento. La novità del modello prevede confronti difronte a “mappe”, a diverse scale di grandezza, che raccontano il territorio. Questo dovrebbe servire a capire se progettualità ampie di cluster abbiano una corrispondenza con quanto fanno i turisti sul territorio. Le indicazioni scaturite da questo processo innovativo serviranno a costruire una domanda piu robusta migliorando i servizi come la segnaletica, la ciclabilità, la gestione dei sentieri, le aperture delle attrazioni presenti sul territorio, la formazione di guide capaci di coinvolgere l’ospite verso vere esperienze. Seguendo questo metodo, proprio nella regione Trentina, ad esempio, lo svuotamento temporaneo del Lago di Molveno è stato trasformato in un’attrazione turistica. Oltre a quella di Ascoli, la Regione ha individuato nelle Marche altre due aree: quella del Basso Appennino Pesarese e Anconetano (10 Comuni), con interventi per 9,5 milioni di euro, e quella di Macerata (19 Comuni) con interventi per 8,5 milioni. In base all’accordo di partenariato nazionale l’obiettivo dell’operazione è promozione, in termini concreti, dello sviluppo sociale ed economico e l’incremento dei servizi essenziali di cittadinanza (salute, istruzione, mobilità) nelle aree interne in cui è maggiormente in corso il processo di spopolamento demografico. In particolare l’area dei 15 comuni del Piceno, interessati dal sisma, è stata individuata come pilota su cui avviare appunto un innovativo progetto turistico che veda gli operatori economici fortemente impegnati.

 


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