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Via libera al bilancio regionale,
Dall’Europa 1,5 miliardi

ANCONA - La soddisfazione di Giacinti: «Documento finanziario prudente, ma liberiamo risorse per lo sviluppo del territorio». Urbinati: «Una manovra che lascerà un segno importante e che, ancora una volta, non tocca le tasse. Le Marche sono la regione con la minore pressione fiscale»
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Un bilancio prudente, in particolare per il 2018, quello triennale 2018-2020, ma in grado di liberare risorse, soprattutto in arrivo dall’Europa, capaci di rappresentare un volano per lo sviluppo del territorio. Così il presidente della commissione Bilancio, Francesco Giacinti, ha commentato la Finanziaria regionale, dopo aver illustrato all’aula i numeri. «La cautela utilizzata nella redazione del documento finanziario – spiega Giacinti – è dovuta ad una serie di incertezze nel quadro generale nazionale in cui esso si inserisce: in primis la legge di Bilancio non ancora approvata, ma parliamo di una gran mole di risorse, in arrivo dall’Europa, che se declinate e colte bene possono dare input importanti al territorio e rappresentare un volano decisivo per questa regione, da qui a qualche anno. Possiamo dare un ottimo imprinting al modello di rilancio e sviluppo anche all’area del cratere in modo che possa avere influenza positiva sull’intera regione. Possiamo ottenere risultati positivi in termini di sviluppo economico – continua il presidente – e c’è la possibilità che si possano liberare maggiori risorse, anticipando al 2018 impegni fissati per il triennio e che sono utili alla nostra comunità».

Fabio Urbinati

Il bilancio di previsione 2018-2020, approvato dall’assemblea, si presenta come una manovra a sostegno della ricostruzione (POR FESR Marche rimodulato a seguito del sisma 585 milioni ed ulteriori 248 milioni aggiuntive per il sisma); del rilancio e della sostenibilità, anteponendo il segno più alle risorse comunitarie (1,571 miliardi considerando FESR, FSE e FEASR), agli investimenti, alla sanità (con i 202 milioni di avanzo della gestione virtuosa, 8,4 milioni per il polo del farmaco e 4,2 milioni per la Centrale unica di risposta) ed al sociale (7,4 milioni annui per il Fondo politiche sociali, 11,4 milioni per il Fondo non autosufficienti, 6 milioni nel triennio per il Fondo regionale di solidarietà, 1,2 milioni per il 2018, per il progetto “Dopo di noi”); alla mobilità (56 milioni nel triennio per il TPL) e alla sostenibilità ambientale, a favore della conoscenza (26 milioni nel triennio per le borse di studio e 5 milioni per l’edilizia residenziale universitaria). E ancora il più davanti al lavoro e alle imprese (21 milioni nel triennio per Fondi regionali per l’industria e l’artigianato, 3,6 al commercio, 1,7 milioni per Fondi regionali per il turismo e 20,7 alla Cultura); agli interventi per le infrastrutture (34 milioni del POR FESR per la Banda Ultralarga). Anche la manovra 2018-2020, come le precedenti che hanno caratterizzato l’amministrazione Ceriscioli, non tocca la leva fiscale (zero maggiorazione all’addizionale regionale Irpef e Irap ed esenzioni ticket per le popolazioni terremotate) e mantiene invariate le agevolazioni fiscali per i meno abbienti.
«Il Bilancio approvato conferma le Marche quale regione con la minore pressione fiscale, a dirlo sono anche i dati Istat e Sole 24 Ore – il commento del capogruppo in Fabio Urbinati –. Ancora una volta, come nelle precedenti Finanziarie regionali di questa amministrazione, non viene toccata la tassazione è una straordinaria occasione per la regione Marche e per una progettualità più ampia per il rilancio dell’economia del territorio. La manovra libera risorse nel breve e medio periodo, per dare nuovo slancio allo sviluppo, creando nuove opportunità per la regione ancora ferita dal terremoto. Sono certo che questo documento finanziario lascerà un segno importante – sottolinea Urbinati – prevedendo interventi per la ricostruzione, lo sviluppo economico, appunto, e l’innovazione, il turismo e la cultura, settori strategici per la crescita economica».


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