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L’ex Pietro Zaini: «L’Ascoli è vivo
e può farcela, nel ritorno
sarà un altro campionato»

SERIE B - Ha disputato 117 partite in bianconero (41 in serie A). «A Brescia dovrà metterci il cuore. Serve almeno un rinforzo in ogni reparto. Vorrei vedere più ascolani in squadra come ai miei tempi»
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Pietro Zaini oggi è l’allenatore della Jrvs Ascoli

di Bruno Ferretti

Classe, dribbling, velocità, abilità tecnica. Era un giocatore offensivo, un classico trequartista, capace di saltare l’uomo e andare al tiro o servire il compagno più avanzato. Insomma un vero talento che per le doti che aveva avrebbe potuto certamente fare una carriera migliore. Non a caso fu seguito con interesse dalla grande Juventus di Trapattoni. Lui è Pietro Zaini, ascolano doc di Porta Cappuccina, che con l’Ascoli in due distinti periodi ha disputato 117 partite: 41 in serie A (con 2 gol), 78 in B (5 gol) e 18 in C1 con un gol. E’ uno dei 14 calciatori che nei 119 anni di storia del club hanno indossato la maglia bianconera in tutti e tre i massimi campionati. Come lui: Aloisi, Bugiardini, Campanini, Castoldi, Dell’Oglio, Gaetano Fontana, Gola, Lauro, Masoni, Menolascina, Minigutti, Vezzoso, Vivani.

 

Zaini quando era protagonista al “Del Duca”

Lo fece esordire in A l’allenatore Bersellini, scomparso di recente, in Ascoli-Napoli (0-1) prima partita del campionato 1989-90. Zaini , non ancora ventenne, entrò nella ripresa al posto di Didonè. E al Napoli di Careca e Zola (una doppietta ciascuno) nel campionato 1991-92 segnò il primo dei suoi due gol in serie A (1-4 per i partenopei), l’altro gol in Torino-Ascoli 5-2.

«L’Ascoli è sempre stato e sempre sarà nel mio cuore e da tifoso spero tanto che riesca a salvarsi. Secondo me le possibilità ci sono perché la classifica è corta e contro il Pescara ho visto una squadra viva che poteva anche vincere» dice Zaini che oggi allena la Jrvs Ascoli in Promozione. E aggiunge: «Rinforzi? Secondo me ce ne vuole almeno uno in ogni reparto, soprattutto un attaccante di peso e di esperienza per sostituire Favilli il cui infortunio ha cambiato la stagione dell’Ascoli. Non ci voleva. Io comunque credo nella salvezza perché dopo la sosta di gennaio inizierà un altro campionato. Sarà importante, intanto, un risultato positivo a Brescia anche se non sarà facile causa le numerose assenze. Ma a volte, giocando con il cuore, si possono rovesciare i pronostici -sostiene Zaini- L’Ascoli può contare, al Del Duca, sulla spinta di una tifoseria eccezionale che riesce a dare sempre un grande sostegno alla squadra. E’ una risorsa importante, fondamentale. Il mio augurio è rivedere in maglia bianconera ragazzi ascolani come è stato ai nostri tempi – aggiunge Pietro – adesso c’è rimasto solo Carpani. Sono contento che Orsolini sia andato alla Juve e poi in prestito all’Atalanta in serie A. Purtroppo lo fanno giocare troppo poco. Orsolini mi piace: sta già nell’Under 21 e gli auguro di arrivare nella Nazionale maggiore».

Pietro Zaini dall’album delle figurine Panini. Anche in quello uscito da pochi giorni c’è la sua “figurina” insieme a Oliver Bierhoff

Zaini, torniamo all’Ascoli di fine anni ’80 e primi ’90. Al suo Ascoli. «La mia gioia più grande, a parte l’esordio in serie A, e ovviamente la promozione ottenuta nel campionato nel ’90-91 con Sonetti allenatore, era quella di uscire dal sottopassaggio entrando in campo con la maglia bianconera -rivela- Per un ascolano come me era un grande orgoglio. Una enorme soddisfazione. Ho provato emozioni che non si possono dimenticare. La delusione più grande? Sicuramente la sconfitta a Foggia nello spareggio con il Castel di Sangro per la promozione in B. E’ rimasta una ferita».

Pietro Zaini, che oggi ha 48 anni, ha giocato un anno a Modena (prima di tornare d Ascoli) e poi gli ultimi campionati con Nereto, Trapani e Turris. Da allenatore ha guidato nei dilettanti Corata Fidelis, Controguerra, Vigor 88, Garrufo e Nereto, poi è stato vice del fratello Luigi in serie D (Tolentino, Grottammare, Folgore Veregra). Ora la Jrvs. «Per me è un ritorno alle origini perché ho cominciato qui. E’ stata una scelta di cuore e non sono pentito – conclude Zaini – abbiamo un gruppo di giovani che onorano la maglia. Il mio sogno? Da ascolano ed ex bianconero, è tornare nel settore giovanile dell’Ascoli. Sarà difficile, lo so, ma sperare non è vietato».


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