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Dal Pd appello ai delusi di Castelli
«Costruiamo insieme l’alternativa»

ASCOLI - I democratici iniziano le grandi manovre in vista del voto del 2019. Sanità, rifiuti e bilancio: bocciate le scelte dell'amministrazione Castelli
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Da sinistra Fabiani, Allevi, Castiglia, Ameli, Bellini, Virgulti, Procaccini, Gabrielli

Sanità, elezioni e conti comunali: il Pd ascolano tira il bilancio di fine anno iniziando a pensare alla costruzione di un’alternativa di governo per palazzo Arengo. «Siamo pronti a costituire una coalizione con chi ci vuole stare, non alternativa alle persone ma ad un modo di gestire cose», è il messaggio che arriva dallo stato maggiore democratico capitanato dal segretario Angelo Procaccini insieme ai consiglieri comunali Francesco Ameli, Valentina Bellini, Giancarlo Luciani Castiglia, la vice segretaria Natalia Virgulti e i presidenti dei circoli centro storico Maria Giovanna Allevi e Luca Gabrielli (Monticelli). «Prima il programma e poi le candidature -dice Procaccini- Le primarie? Cercheremo di evitarle anche se sono previste in caso di raccolta firme». Sulla situazione amministrativa e gestionale locale, i democratici sparano a zero contro la giunta Castelli. «Da una parte si incassano 14 milioni dalla vendita del gas -dice Ameli- ma poi si chiedono 13,8 milioni di anticipazione di tesoreria. Che cosa c’è sotto? Vogliamo essere alternativi a questo modo di gestione della cose. Anche sulla sanità visto che Castelli non convoca la conferenza dei sindaci rischiamo di farci imporre le scelte dall’alto sulla localizzazione del nuovo ospedale visto che già Ceriscioli ha bocciato le scelte di Castelli e Piunti. E’ passato un anno in cui il sindaco ha rincorso su tutto: dai rifiuti dove si sfruttano i deboli per ampliare la discarica alla piscina, al Morelli. Noi continueremo con i nostri atti di sindacato ispettivo». «Dopo 20 anni di mala gestione di centro destra -accusa Valentina Bellini- oggi solo gli irriducibili negano l’evidenza delle cose. Anche sulla ricostruzione la macchina burocratica ed amministrativa deve essere pronta altrimenti rischiamo di impantanarci nonostante i tantissimi fondi che ci sono. Anche sui fondi per la lotta alla povertà e la cultura annunciati a giugno mi chiedo a che punto siano i progetti». Sui conti arriva l’affondo di Luciani Castiglia: «Il bilancio -dice- si regge su entrate straordinarie pari a 24 milioni in pochi anni ma che temo siano serviti per pagare i debiti accumulati. E’ una cosa preoccupante».

r.p.


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