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Cenone in chiesa per chi è solo
Reddito di dignità: 400 mila euro in due anni

ASCOLI - Per Capodanno mobilitazione della associazioni di volontariato aderenti al Pas. Zarepta prepara i pasti. Floridi: «Dall'elemosina all'assistenza». Nuovi spazi per la solidarietà: ipotesi ex Ipsia Sacconi. Castelli: «Abbiamo chiesto alla Provincia se è possibile la restituzione»
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di Franco De Marco

“Capodanno di tutti” non è quello in piazza, fatto di consumismo e di qualche eccesso,  ma quello fatto di solidarietà, di amicizia, di sentimento e soprattutto di piacere nello stare tutti insieme più fortunati e meno fortunati. Ascoli, che nella solidarietà vanta un indiscusso primato nelle Marche, offre anche questo. A partire dalle 20 di domenica, fino allo scoccare della mezzanotte, nella chiesa di Santa Maria Intervineas, ci sarà una grande tavolata – massimo  240 posti – per consumare un vero e proprio cenone con musica, tombola ed allegria ma anche riflessione. L’appuntamento è stato organizzato dal Comune in collaborazione con le associazioni di volontariato che operano in città e che si sono riunite di recente del Pas (Polo Accoglienza e Solidarietà). A preparare il cenone saranno i volontari di Zarepta, la mensa che ha sede poco lontano dalla chiesa, e che ogni giorno offre un pasto caldo a chi ne ha bisogno.

 «Il “Capodanno di tutti” è una festa che, in collaborazione con il Pas e la Diocesi, rinnoviamo con soddisfazione da 9 anni. – dice Donatella Ferretti, vice sindaco e assessore al sociale – E’ rivolta a quelle persone che di solito non festeggiano, che sono in difficoltà, che non stanno bene o che sono sole. Un mezzo del Comune provvederà al loro trasporto». «Zarepta si mobilita con i propri volontari utilizzando la propria cucina. -fa notare il presidente Corrado Bruni– Operiamo tutti nell’ottica dell’inclusione sociale».

«Sono invitate persone sole e famiglie», sottolinea don Alessio Cavezzi responsabile della Caritas ascolana. Ed Elisa Floridi, vice presidente del Pas in rappresentanza della Croce Rossa Italiana, lancia un messaggio particolarmente significativo, quasi il canovaccio di una rivoluzione culturale nell’approccio ai problema dei nuovi poveri : «Vogliamo trasformare l’elemosina in accoglienza. Sbagliato parlare di mensa dei poveri. Noi pensiamo a servizi, che riguardano pasti, alloggio, doccia o altro, rivolti a tutti coloro che ne hanno bisogno. La povertà colpisce sempre di più anche il ceto medio e queste persone, magari per dignità, si rinchiudono in casa. “Capodanno di tutti” invita a partecipare chiunque».

«Sarebbe bene -ammonisce il sindaco Guido Castelli- che tutte le famiglie si accorgessero di coloro che sono in difficoltà e frequentassero le associazioni di volontariato e anche il cenone di Santa Maria Intervineas fosse anche solo per un saluto». Ecco dunque che il cenone in chiesa diventa quasi il simbolo della coscienza cittadina e del prodigarsi per chi soffre.

La presentazione, questa mattina all’Arengo, di “Capodanno di tutti” è l’occasione anche per fare il punto sugli spazi a disposizione per il mondo della solidarietà. In particolare Zarepta, costretta in locali angusti e poco adatti ad una mensa, attende da molto tempo e con pazienza una sistemazione  migliore. Anche se la Fondazione Carisap ha messo a disposizione una somma importante, ancora non si riesce a trovare una soluzione. Castelli, precisando che non si riferisce al caso Zarepta, fa un annuncio: «Stiamo effettuando una ricognizione sugli edifici che possono essere disponibili per i servizi della solidarietà. Uno, ad esempio, è l’ex Ipsia Giuseppe Sacconi in via Angelini. L’immobile è di proprietà del Comune. Stiamo verificando con la Provincia, che ha occupato alcuni locali non previsti, se è possibile la restituzione. Magari una parte dell’immobile potrebbe essere utilizzata dalle associazioni di volontariato».

Anche il vice sindaco Donatella Ferretti fa un annuncio altrettanto importante per rafforzare l’azione a favore delle persone in difficoltà: «Abbiamo previsto in bilancio – dice – 200.000 euro per il 2018 e altri 200.000 per il 2019 per il “reddito di dignità” a favore delle persone in difficoltà, in particolare le donne. Penso ad esempio alle donne quarantenni senza lavoro. Il “reddito di dignità”, naturalmente, è alternativo ad altri sostegni pubblici. Prevediamo l’allargamento della fascia dei beneficiari».
La nascita del Pas, all’interno della Bottega del Terzo Settore, con la creazione di una rete tra tutte le associazioni di volontariato che operano a favore di chi è in stato di difficoltà, costituisce un nuovo modello di azione per evitare sovrapposizioni e sprechi e coprire meglio tutti i settori del bisogno.

Fanno parte del Pas dieci associazioni: Betania, Croce Rossa Italiana, S.Vincenzo de Paoli, Zarepta, Cav (Centro accoglienza vita), Acli, Movimento Diocesano, B&F, Unitalsi e Azione Cattolica. Il Consiglio direttivo è composto da Pino Felicetti di B&F presidente, vice Elisa Floridi (Cri), Mimmo Bianchini, Claudio Ricci, Emanuela Tranquilli, Luciano Gabrielli e Anita Gasparrini.


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