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Bilinguismo e biblioteca innovativa
Borgo Solestà sugli scudi
«Ma mancano i controlli sismici»

L'INTERVISTA - L'Isc che riunisce anche i plessi Ceci e Cantalamessa conta 800 alunni tra Ascoli, Mozzano e Venagrande. La dirigente Giorgi: «Tanti progetti su lingua inglese e lettura». L'avvertimento: «Manca un discorso serio sugli edifici»
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di Stefania Mistichelli 

«Le strutture hanno avuto danni, ma non ci sono stati plessi inutilizzabili, tranne una parte della “Ceci” dall’ingresso mette in comunicazione con la palestra. Proprio adesso stiamo terminando la tinteggiatura e quindi potremo ripristinare il passaggio. Però c’è da dire che in tutti i plessi mancano le verifiche di vulnerabilità sismica: è una situazione che ci accomuna al resto della città e del paese, ma che mi preoccupa perché come dirigente scolastico sono responsabile della sicurezza. Non so se è noto, ma in questo periodo noi dirigenti stiamo cercando di alleggerire la nostra situazione, perché non è facile essere responsabili della sicurezza di una struttura della quale non siamo proprietari. Difatti un discorso serio sulle strutture non viene ancora fatto. Naturalmente anche i comuni sono in difficoltà. Però sulla scuola deve essere fatto un investimento che porterebbe grandi frutti, anche a livello di formazione e di risultati finali».

Silvia Giorgi

Parole chiare, quelle di Silvia Giorgi. Parole che non girano inutilmente intorno a concetti e servono rendere il quadro della situazione su un tema delicato e, al tempo stesso, spesso difficile da affrontare, quello relativo alle strutture scolastiche ed alla loro tenuta sismica. La dirigente dell’Isc Borgo Solestà Cantalamessa, risultato dell’unione del vecchio circolo didattico Borgo Solestà e dei due plessi di quella che era la scuola media D’Azeglio: Ceci e Cantalamessa, è in carica dal 2012 ed attualmente si trova alla fine del suo secondo mandato. Dopo la premessa doverosa sulla situazione degli edifici, presenta a “Cronache Picene” le peculiarità dei plessi da lei gestiti.

«L’Isc è composto da una scuola media, in realtà dislocata su due sedi e su due quartieri diversi (Ceci e Cantalamessa, unico codice meccanografico, ndr); come scuola primaria, abbiamo “S. Serafino Galiè”, “Rodari” e “Angela Latini” a Mozzano, purtroppo in fase di decremento. Poi ci sono tre scuole dell’infanzia: “Collodi” in via Rossini, “Angela Latini” di Mozzano e “Francesco Ciotti” di Venagrande. Quindi fanno parte di questo istituto due frazioni, per un totale di circa 800 alunni. Inoltre questo è il quarto anno di attivazione della sezione primavera, associata al plesso “Collodi”: una realtà molto positiva, con eccellenti risultati, anche se faticosa da mantenere, perché è un servizio che acquistiamo con risorse che arrivano sempre in ritardo e che sono sempre insufficienti. Si chiama Piccolo Picchio».

Com’è dirigere una realtà così eterogenea?

«In questi 6 anni di dirigenza ho avuto tra gli obiettivi primari la creazione dello spirito di squadra e della leadership diffusa, nella convinzione che la crescita della professionalità e il senso di appartenenza del personale di una scuola siano un requisito essenziale per poter offrire un clima, un ambiente e un’offerta adeguata agli alunni. Credo che migliorare costantemente l’intesa e la collaborazione con lo staff docente e con la segreteria sia un impegno da non tralasciare mai. Inoltre, rinforzare il rapporto con i genitori rappresentati negli organi collegiali, in primis il consiglio di istituto, attualmente presieduto da Luca Ciuccarelli, ha sicuramente rappresentato un punto di forza».

Quali sono i progetti che qualificano l’istituto?

«Un nostro progetto contenitore che si chiama “Una scuola più grande” ha vinto l’anno scorso un premio nazionale sull’inclusione bandito dall’Irase. Per quanto riguarda l’offerta formativa in senso stretto, l’istituto ha fatto alcune scelte ben precise: la prima è puntare sulle competenze linguistiche sia nella lingua madre sia in altre lingue. Per la madrelingua stiamo attivando molti progetti finalizzati al potenziamento della lettura, per esempio “Io leggo perché”. C’è poi “Scrittori a scuola” e abbiamo risposto ad un bando per la costruzione di una biblioteca innovativa nel plesso di via Nazario Sauro. Per la seconda lingua, sono molto orgogliosa di dire che abbiamo realizzato per 3 anni il progetto “Happy school” di sperimentazione del bilinguismo nella scuola di base, finanziato dal Bim Tronto con l’appoggio dell’amministrazione comunale e che lo scorso anno ha vinto il Label europeo delle lingue. “Abbraccia mondo”, realizzato attraverso un finanziamento ottenuto dall’agenzia Erasmus Plus, per il settore relativo alla mobilità del personale scolastico. Grazie a questo finanziamento, sedici persone dello staff di questa scuola hanno svolto corsi e attività in Inghilterra per migliorare la propria competenza linguistica e farla ricadere sul miglioramento delle competenze didattiche in generale della scuola e quindi su progetti per gli alunni. Con i bambini della scuola dell’infanzia è in corso il progetto “Aggiungi un posto a tavola”, che prevede l’educazione alimentare e il vivere il momento della mensa in lingua inglese. Per i ragazzi della scuola media, sta continuando la collaborazione con l’Università del New Hampishire che manda i loro studenti che fungono da tutor madrelingua ai nostri ragazzi».

A livello di strutture avete criticità?

«Siamo in attesa della realizzazione del laboratorio di informatica presso il plesso di via Nazario Sauro che ne è sprovvisto, dove a breve dovrebbero anche essere ristrutturati i servizi igienici che in un’ala dell’edificio sono obsoleti. Per quanto riguarda il plesso di Venagrande di scuola dell’infanzia, piccolo (monosezione) ma molto vivo, sarebbe auspicabile avere una maggior cura dell’area esterna. Abbiamo delle bellissime strutture a Mozzano, dove però la primaria questo anno è rimasta con una sola classe: è un vero peccato perché il plesso è ideale. Abbiamo cercato negli anni di attirare alunni dalla città, anche promuovendo una scuola Montessori, davvero perfetta per il plesso in questione, ma con pochi risultati. Per quanto riguarda la scuola media, c’è stata una grossa azione per avere una classe prima in più presso la Cantalamessa, perché il fatto di essere un’unica scuola media dislocata su due sedi ci penalizza un po’, in quanto l’attribuzione delle classi e dei docenti viene fatta sul numero complessivo di iscritti, quando in realtà le richieste sono per due sedi. Quindi, fino all’approvazione del Decreto Sud, c’erano state date solo due prime alla Cantalamessa e due alla Ceci, a fronte di un numero di alunni che aveva scelto la Cantalamessa molto più alto. Per fortuna poi la risorsa è arrivata e spero che questa dotazione organica possa essere mantenuta. Tra i servizi aggiuntivi abbiamo il pre-scuola e il post-scuola, sempre più richiesti, ma ai quali riusciamo a rispondere parzialmente, perché abbiamo appena le risorse per la gestione ordinaria. Su questo speriamo di implementare la collaborazione con l’amministrazione comunale»


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