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La storia del cassonetto
da gettare nel… cassonetto

SAN BENEDETTO - Situazione di degrado nella zona porto dove un contenitore di rifiuti, dimenticato da tempo, è ormai in grado di raccogliere solo acqua piovana e poltiglia
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di Epifanio Pierantozzi
“Confesso che ho (molto) vissuto”, potrebbe dire – riprendendo Pablo Neruda – il cassonetto della raccolta differenziata di carta e cartone posizionato in zona porto, a due passi dal mare davanti alla Perotti Cavi. Infatti il cassone è “sgarrupato”, tutto stortignaccolo, con il coperchio che non può chiudersi.

Il cassonetto da rottamare in zona porto

Un cassone vittima della riforma Fornero poiché, a dispetto degli anni di lavoro usurante, non riesce ad andare in pensione, anzi, a farsi rottamare. Ecco, se qualcuno della Picenambiente prendesse in considerazione la sua sostituzione – ma, stante la sua posizione defilata se non nascosta, abbiamo il sospetto che prima dovrà cadere a pezzi – basterebbe gettarlo dentro un suo simile, destinato alla raccolta dei materiali ferrosi. Un suggerimento, sperando venga accolto.

Poi, sempre lungo quel ciglio di strada poco frequentata, c’è l’ennesima manifestazione di inciviltà (di chi getta i rifiuti per terra) e menefreghismo (di chi è deputato e pagato per tenere pulite le nostre strade, ma non se ne preoccupa mancando i controlli comunali). 
Tornando al cassone-rottame da rottamare, facciamo notare come, se usato per depositarvi carta e cartone, alla prima pioggia sarà pieno di poltiglia. Non certo di rifiuti da riciclare. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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