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«Biancaneve? All’inizio parlava russo,
poi l’ho trasformata in un viado»
Al Ventidio arriva il ciclone Papa Video

ASCOLI - Il comico pescarese sarà sul palco del Massimo cittadino il prossimo 19 gennaio per presentare la maratona benefica a favore dello Iom. Le sue versioni ridoppiate dei grandi film, da "Matrix" a "Titanic", spopolano sul web
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di Luca Capponi 

Ad Ascoli, almeno ufficialmente, sarà nelle vesti di presentatore. Per quella che, parole sue, è un’ottima causa: dare una mano ad una meritoria associazione, lo Iom, che passa un momento di grande difficoltà. L’appuntamento è per il 19 gennaio al Ventidio Basso e, tra gli ospiti del gran galà benefico a favore dello Iom (in rampa di lancio alle 21), oltre a Rossana Casale, Max Paiella e Seven Sins Dixieland Orchestra, ecco il mitico Marco Papa.
Sì, proprio lui, l’esilarante doppiatore che col suo accento abruzzese ha “ribattezzato” alcuni grandi titoli della settima arte tra cui Titanic, Matrix e 300. Imperversando in lungo e in largo sul web, dove i clic, ma soprattutto le risate, si sprecano nell’ascoltare, ad esempio, gli scontri di Troy…in pescarese stretto.
«Il primo film in assoluto che ho doppiato è stato “Codice d’onore”, a metà anni novanta. Il boom, però, c’è stato proprio con “Troy”, il primo ad essere doppiato per intero. -spiega Papa- Sono un appassionato di storia e mitologia e il film è uscito nel momento in cui stavo leggendo per la ventesima volta l’Iliade, di cui sono cultore, ponendomi la stessa domanda: chissà se prima o poi ne faranno un film? Per fortuna uscì proprio in quel periodo, avevo già tutto in mente e l’ho fatto».

Marco Papa con la Ferilli

Da lì, il fenomeno inizia a diventare virale soprattutto su youtube. Anche se il Nostro lavorava nel settore già da tempo, tra tv e radio. L’anno scorso è finito nel cast del film “Omicidio all’italiana” del conterraneo Maccio Capatonda, insieme, tra gli altri, a Sabrina Ferilli.
«Diciamo che sono anche un doppiatore serio, ho prestato la voce per spot e documentari. -continua- La vena ironica però ce l’ho sempre avuta, avevo vent’anni quando ho iniziato a fare il comico, poi è arrivato l’incontro con Vincenzo Olivieri, con cui ho fatto coppia per 25 anni; il discorso del doppiaggio comico è nato lì, faceva parte di un calderone che mettevamo nei nostri programmi tv per le reti private, doppiavamo soprattutto spot. Prima di questo facevo tutt’altro, giocavo a pallanuoto a Pescara, ero nella squadra che nel ’78-’79 guadagnò la promozione in serie A».
La scelta dei film, come egli conferma, non è mai casuale. Così come le tempistiche per la realizzazione di un doppiaggio non sono proprio così rapide come si può erroneamente immaginare.
«Per “Troy” impiegai 5 mesi, ma la media di solito è di un anno, perché oltre al doppiaggio dei vari personaggi ci sono da riscrivere la storia, i dialoghi, un lavoro che faccio tutto da solo. I film anzitutto mi devono piacere, poi devo vedere se la storia, dopo alcune prove, mi porta da qualche parte. Ad esempio “Biancaneve” all’inizio non mi convinceva: le avevo cucito addosso una voce da russa che strideva, quando poi ho provato a doppiarla dandole una voce da viado brasiliano allora sì, è andata».
Per Papa si tratta della quarta volta ad Ascoli, visto che in passato si era esibito diverse volte sul palco del PalaFolli.
«Mai però al Ventidio, grande location in cui ho sempre sognato di portare un mio spettacolo. -conclude- Il prossimo film? Non so, di solito non ne scelgo uno ma ho una rosa da cui attingo. Diciamo che tra i “contendenti” c’è anche un best tratto da tutti gli episodi di “Rambo”».


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