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Con Re.Mi l’integrazione diventa arte
Prende avvio il welfare di comunità

ASCOLI -Presentato il maxi progetto che coinvolge associazioni, scuole e istituzioni del Piceno. Si parte il 4 febbraio al Palafolli, con uno spettacolo messo in scena dalla Compagnia stabile di teatro Mete ispirato all’opera di Alessandro Baricco “Novecento”.
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di Pietro Frenquellucci

Un progetto triennale che attraverso l’attività artistica, svolta insieme a persone normodotate, ha l’obiettivo di favorire l’integrazione e l’inclusione di soggetti disabili. E’ questo lo scopo di ReMi (Rete educativa Mete per l’inclusione) promosso dall’associazione Casa di Asterione e sostenuto dalla Fondazione Carisap, con il concorso economico del Bim, presentato questa mattina nella sede della Bottega del Terzo settore all’ex cinema Olimpia in corso Trieste ad Ascoli. Il progetto prevede una serie di attività specifiche invernali (teatro, canto, danza, disegno creativo e circo) ed estive (laboratori, viaggi e gite), radio web e la produzione di cortometraggi e film che raccontino lo sviluppo di ReMi. A condurre la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa è stato Roberto Paoletti, presidente dell’associazione Bottega del Terzo settore.

Roberto Paoletti

«Vogliamo creare una nuova cultura in questo campo – ha detto Paoletti – per questo abbiamo coinvolto una serie di partner che vanno dalla scuola agli enti locali, alle associazioni di volontariato. Ai vari laboratori denominati Mete – ha aggiunto – parteciperanno sempre normodotati e disabili, con le loro differenti abilità, per offrire a ciascuno la possibilità di sperimentarsi nelle diverse discipline e veder crescere la propria autonomia sociale”. Ma per cambiare cultura non si può non partire dalla scuola e alla presentazione del progetto erano presenti il dirigente scolastico e la vice preside dell’istituto tecnico Mazzocchi-Umberto I, Nazario D’Amato e Manuela Marzi. «Ho toccato con mano la validità del progetto in passato – ha detto il dirigente D’Amato – è un’attività che fa bene a tutti. Il confine tra normodotato e disabile si dissolve tra le varie abilità grazie alla mediazione artistica”. Gli ha fatto eco la vice preside Marzi: «L’impressione è stata quella di una bacchetta magica che ha dato un’iniezione positiva a tutta la scuola. Ne abbiamo beneficiato tutti».
Strategico per l’accesso al mondo scolastico è il partenariato con la cooperativa Pagefha: «I presidi sono stati molto disponibili – ha precisato il rappresentante di Pagefha Mirko Loreti – e con l’arte abbiamo visto che ci si trova di fronte a diverse abilità e mai a disabilità”. All’interno della scuola, ReMi prevede anche una serie di attività di workshop laboratoriali destinati ad assistenti e insegnanti. Oltre al Mazzocchi-Umberto I sono coinvolti nel progetto gli istituti scolastici Luciani SSFilippo e Giacomo, Don Giussani Monticelli, Ascoli centro, Borgo Solestà Cantalamessa, liceo artistico Licini, l’istituto agrario Ulpiani, l’istituto alberghiero, il professionale Ipsia, il commerciale Ceci, l’Isc Folignano Maltignano e l’Iti Fermi. Partner istituzionali sono altresì i Comuni di Ascoli, Comunanza, Acquasanta, Folignano e Monteprandone. 

«In questo modo si realizza un vero progetto di Welfare di comunità», ha sottolineato Paoletti ricordando che l’associazione Asterione, per garantire l’alto livello dell’iniziativa, mette a disposizione 15 docenti “a significare uno sforzo organizzativo davvero elevato».
Un’attenzione particolare è stata data alla realizzazione di cortometraggi, impegno affidato alla Compagnia 7-8 Chili di Offida rappresentata da Giulia Capriotti. «Nasciamo come associazione culturale – ha ricordato – con l’obiettivo di cogliere il potenziale di ogni essere umano e creare qualcosa di artistico. Con i nostri cortometraggi nel progetto ReMi vogliamo dimostrare che le diversità non esistono, anzi sono delle potenzialità».
Mitia Battistini del dipartimento Umee (Unità multidisciplinare età evolutiva) e Umea (Unità multidisciplinare età adulta) dell’Area Vasta 5 ha spiegato un altro importante obiettivo del progetto: “L’intento del nostro lavoro deve essere riabilitativo nel senso dell’autonomia: dobbiamo rendere il disabile autonomo passando, appunto, dalla riabilitazione fisica alla capacità di padroneggiare l’ambiente in cui vive».
Il presidente del Bim, Luigi Contisciani, ha spiegato le ragioni per cui il suo ente è al fianco dell’iniziativa. «Quattro anni fa quando il progetto mosse i primi passi eravamo pochissimi – ha detto – ora vedo che sono coinvolti tantissimi attori. Il Bim guarda lontano, alla scuola e al sociale e così i soldi investiti vanno a servizio della comunità a cui, poi, appartengono. Con progetti come questo crescono anche i normododati che sono al fianco dei diversamente abili”. In conclusione le toccanti parole di Alessia Simonetti, coinvolta nel progetto, che ha voluto esprimere la gioia, l’emozione, la passione di fare cose nuove e di sentire il progetto “come una casa, una famiglia».
Le iniziative di ReMi prenderanno il via il 4 febbraio prossimo, al Palafolli, con uno spettacolo messo in scena dalla Compagnia stabile di teatro Mete ispirato all’opera di Alessandro Baricco “Novecento”. Ha spiegato Paoletti: «Non solo laboratorio teatrale, quindi, ma una vera e propria compagnia che replicherà lo spettacolo in tutto il territorio».
Diversi i partner dell’iniziativa. Quelli per l’analisi del bisogno sul territorio e l’individuazione del sommerso (Umee-Umea Area Vasta, Ambito territoriale sociale XXII Ascoli Piceno, Cooperativa Pagefha, Croce Rossa, comitato di Ascoli rappresentato all’incontro da Marilisa De Iulis); quelli sociali per la sensibilizzazione giovanile (associazione Cose di Questo Mondo, Azione Cattolica diocesi di Ascoli, Movimento diocesano Opera di Maria); quelli artistici (Compagnia 7-8 Chili, Laboratorio Minimo Teatro, Palafolli, Passi sul Pentagramma, Music Academy Ascoli), i sostenitori (Bim Tronto, Acli provincia di Ascoli, Impresa Gaspari).
Il progetto, come dicevamo in apertura, è stato elaborato dall’associazione di promozione sociale La Casa di Asterione. Il sodalizio promuove e organizza percorsi di formazione di teatro sociale, teatro civile e teatro di comunità e percorsi di counseling artistico e life coaching. Favorisce percorsi di integrazione sociale attraverso l’uso dell’Arte nell’intercultura, nella disabilità, nel disagio sociale delle nuove generazioni. Realizza performance e laboratori artistici dedicando le proprie competenze specifiche ai settori della marginalità sociale e dell’emarginazione culturale.


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