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Gioco d’azzardo patologico,
la Regione affida al Cnr
l’analisi della dipendenza

STUDIO – Le Marche si affidano al Consiglio nazionale ricerche per mettere a punto un sistema di monitoraggio e analisi epidemiologica dell’abuso di slot machine e video lottery. L
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Dipendenza da slot machine e video lottery, la Regione Marche affida una analisi epidemiologica sul gioco d’azzardo patologico al Consiglio nazionale delle ricerche. E’ stata stretta nei giorni scorsi una convenzione annuale da 29mila euro tra la giunta regionale e il Cnr per mettere a punto un sistema di monitoraggio e analisi della dipendenza dalle scommesse nella regione, così da avere un quadro aggiornato di quella che è considerata una vera e propria malattia.

Le slot (foto di repertorio)

In particolare, sarà l’Istituto di Fisiologia Clinica a promuovere lo studio, con la stessa metodologia di campionamento e ricerca che si utilizza per il monitoraggio dell’abuso di alcol e droga nella fascia di età tra i 15 e i 74 anni. La prima fase dello studio sarà centrata sull’invio di questionari per capire le abitudini di gioco dei marchigiani. Abitudini che emergono già con forza dai dati diffusi dalla Agenzia delle dogane e monopoli (Aams), elaborati dal settimanale Espresso a livello nazionale. Le cifre sono spaventose anche nel capoluogo piceno considerando una popolazione di 49.203 abitanti con un reddito procapite pari a 19.100 euro. Ebbene nel 2016 sono state registrate 49,28 milioni di giocate, di cui 29,1 nelle cosiddette new slot e 20,2 milioni nelle videolottery. Gli apparecchi in città sono 458, 9,3 ogni mille abitanti. Un numero superiore rispetto alla media regionale di 6,7. Nella classifica della virtuosità (intesa come bassa diffusione di macchinette) Ascoli conquista solo una “ciliegia”, il simbolo scelto nell’indagine. L’unico dato positivo è il confronto 2015-2016: sono in calo sia le giocate complessive (-1,2%) sia a diffusione degli apparecchi (-1,7 di slot e -1,9 di vlt). Confrontando Ascoli con gli altri capoluoghi emergono altri dati negativi. I fermani, ad esempio, hanno giocato a testa “soltanto” 579,7 euro (in aumento rispetto ai 568,1 euro); i maceratesi hanno puntato alle slot o alle videolotteria 628,7 euro, mentre ad Ancona si gioca più di Ascoli (1.011 euro rispetto ai 928,3 euro del 2015). Infine a Pesaro si registrano giocate pro capite per 845,7. Non migliora la situazione a San Benedetto dove si gioca più di Ascoli: 1.022,9 euro a testa. Nel 2015 ancora di più: 1.036,1 euro per ogni residente. Analizzando i dati dei comuni del piceno emergono i dati di Castel Di Lama (308 euro pro capite), Offida (356,7 euro). Record a Grottammare con 1.443,2 euro a testa seguita da Comunanza (1.422), mentre a Palmiano non risultano installate macchinette. A Rotella la spesa censita è stata di 0,8 euro a testa. Si gioca di meno a Monteprandone (“solo” 299,3 euro), Folignano (359,7), Spinetoli (505,1 euro). A livello nazionale l’esborso complessivo è di 49 miliardi per le slot, che salgono a 95 considerando anche gli altri giochi. Fuori provincia spicca il dato di Porto San Giorgio con 2.696 euro pro capite.


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