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Casa popolare occupata senza titolo
Stop a tutti i sussidi da parte del Comune

SAN BENEDETTO - Si tratta dell'alloggio presente in uno degli stabili dell'Erap all'Agraria. Ora l ’Amministrazione comunale, procederà, così come le impone la vigente normativa in materia, a sospendere l’erogazione di tutti i benefici, compreso l’inserimento della graduatoria di assegnazione degli alloggi di edilizia popolare
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di Benedetto Marinangeli

Lunedì scorso, nel corso di un controllo della Polizia locale, è risultato che un appartamento del quartiere Agraria facente pare degli immobili Erap era stato occupato abusivamente da una famiglia. I Vigili Urbani avevano accertato anche che gli occupanti avevano addirittura riallacciato, tramite contratto, l’energia elettrica all’ immobile. Di tutto ciò è stato avvertito l’Erap che ha inviato alla Procura della Repubblica del Tribunale di Ascoli Piceno tutta la documentazione relativa alla situazione dell’immobile che si trova al quarto piano di uno dei condomini popolari della zona. Allo stesso tempo chiederà spiegazioni all’ente erogatore dell’energia elettrica per capire come sia possibile che, in quell’abitazione, vuota da almeno due mesi, sia di nuovo operativo il contatore della luce.
Oggi si registra, attraverso una nota stampa, l’intervento del Comune di San Benedetto che adotta una soluzione drastica nei confronti di chi ha occupato l’appartamento.

La sede del Comune di San Benedetto

«L’Amministrazione comunale –sentenzia- procederà, così come le impone la vigente normativa in materia, a sospendere l’erogazione di tutti i benefici, compreso l’inserimento della graduatoria di assegnazione degli alloggi di edilizia popolare». Il Comune ricostruisce l’intera vicenda. «I componenti del nucleo familiare che si è reso protagonista di questo gesto -si legge- sono da tempo assistiti dai Servizi Sociali di questo Comune che hanno dato loro la possibilità di fruire di tutti i servizi, benefici e contributi messi a disposizione dei cittadini. Ad esempio, il nucleo familiare in questione da anni percepisce i contributi a sostegno della famiglia previsti dalla legge regionale 30/98, percepisce il S.I.A. – sostegno per l’inclusione attiva, oggi R.E.I., reddito di inclusione, il contributo per i nuclei con tre figli minori, l’assegno di maternità, il bonus bebè, la carta acquisti, fruisce dell’esenzione per il buono mensa, di doposcuola gratuito per il figlio minore, di contributi comunali finalizzati a sostenere il pagamento di un affitto a seguito di un primo provvedimento di sfratto. Dopo un ulteriore sfratto, la famiglia ha rifiutato la proposta di un nuovo contributo per trovarsi un’altra sistemazione. Grazie alla collaborazione dell’associazione “Ora et Labora”, impegnata sul territorio nella ricerca degli alloggi e nel supporto del canone di locazione alle famiglie indigenti, alla famiglia è stato proposto di alloggiare in un residence in cui ha vissuto dieci mesi senza partecipare in alcun modo alla spesa, nonostante risulti agli uffici che una componente del nucleo svolga un lavoro e un altro percepisca una pensione. Al termine di questo periodo, l’associazione “Ora et Labora” è riuscita a trovare un nuovo alloggio per questa famiglia e, anche in questo caso, il Comune ha pagato le due mensilità cauzionali. Più volte, la signora ha in passato manifestato l’intenzione di voler porre in essere gesti eclatanti come quello compiuto, nonostante le sia stato ripetuto che atti aventi risvolti giudiziari avrebbero compromesso la possibilità di continuare a ricevere sostegno e sussidi pubblici».
Queste, quindi, le motivazioni che hanno spinto il Comune a revocare ogni beneficio alla famiglia che occupa l’appartamento Erap.

 


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