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Terremoto, ricostruzione lenta
A Comunanza si fa prevenzione
e si attendono le case popolari

SISMA - Verso il ritorno alla normalità. La geologa Sara Prati consegna al sindaco Cesaroni lo studio della "microzonazione sismica di terzo livello". Il manuale redatto dagli architetti Berardi e Germani
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La palazzina di via dell’Amicizia: si allungano i tempi per l’assegnazione degli alloggi

di Maria Nerina Galiè

Prevenzione, ricostruzione e prospettive di sviluppo sono al centro di numerose iniziative dei Comuni del cratere per favorire il ritorno alla normalità dopo il sisma. Eppure la buona volontà, insieme alle promesse di aiuti economici da parte di enti pubblici e privati, non basta: l’emergenza abitativa, prima tra tutti i disagi causati dal terremoto, non sembra si risolverà velocemente ed in modo economicamente indolore per le casse dello Stato. Nel frattempo è il caso di pensare alla prevenzione perché il terremoto non si può prevedere ma, laddove ha colpito, c’è ragione di credere che lo farà di nuovo: è opinione comune di scienziati e tecnici e lo conferma la storia.

La geologa Sara Prati

MICROZONAZIONE ATTO 2° – Nell’ordinanza 24 del maggio scorso, l’allora commissario Errani disponeva che tutti i 140 Comuni del cratere si dotassero della “microzonazione sismica di terzo livello”: un sondaggio sul territorio atto ad individuare le zone con diversa risposta sismica. Il Comune di Comunanza, in ragione dell’ordinanza n.24, ha subito incaricato per l’esecuzione dello studio la geologa Sara Prati. Il documento così predisposto, dopo l’approvazione nella forma da parte dell’Istituto superiore per la ricerca ambientale, è stato consegnato al sindaco Alvaro Cesaroni entro il termine perentorio del 25 gennaio. Il costo dell’iniziativa è di 28.100 euro, interamente sostenuto dalla Regione. La Prati spiega di cosa si tratta. «E’ un importante strumento a servizio del territorio – dice – che deve essere utilizzato dalle autorità locali per ridurre il rischio sismico nelle attività di ricostruzione, consolidamento dell’esistente e pianificazione dell’emergenza». Già nel 2014, sempre su incarico dell’Amministrazione comunale di Comunanza, Sara Prati si era occupata dello studio di “microzonazione sismica di livello uno” («livello qualitativo e propedeutico ai successivi livelli di Microzonazione» precisa lei).
«Nel 2004 – aggiunge – la comunità scientifica ha prodotto la “mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale” che esamina le caratteristiche di sismicità nelle varie zone e le modalità di propagazione dell’energia sismica a larga scala, permettendo di definire il massimo moto sismico ragionevolmente atteso in ogni punto del territorio. Però prende in considerazione un solo tipo di suolo, cioè quello stabile, per tutte le zone oggetto di studio».
Dunque le Mappe sismiche nazionali, nel rappresentare il massimo moto sismico atteso, si basano sul presupposto che anche Comunanza abbia un suolo stabile?
«Si, invece nel nostro Comune, a causa della conformazione sismo-stratigrafica presente, dobbiamo sempre attenderci un’amplificazione dell’onda sismica rispetto a quella attesa da normativa».
Ciò vuol dire terremoti più devastanti?
«No, lo scopo della “microzonazione sismica di terzo livello” è appunto quello di conoscere e quindi prevenire il rischio peggiore. Consiste nel suddividere il territorio in tante microzone omogenee in prospettiva sismica (Mops), cioè in tante aree accomunate dallo stesso comportamento nei confronti del sisma, e quantificarne la pericolosità. Quindi avremo le aree stabili, nelle quali il terremoto si manifesta con le stesse caratteristiche previste dalla carta di pericolosità sismica; aree stabili soggette ad amplificazioni locali, le cui caratteristiche modificano il moto sismico rispetto a quello definito dalla Mappa nazionale; zone instabili, nelle quali il moto sismico induce fenomeni di instabilità o modificazioni permanenti della configurazione del terreno. A seguito di tale studio – conclude la geologa – ora sappiamo con precisione in quali zone del territorio comunale dobbiamo attenderci i maggiori danni per effetto di futuri terremoti. In queste aree è opportuno pianificare e sostenere il miglioramento sismico degli edifici esistenti e di quelli che si devono costruire, dando priorità alle situazioni più critiche. Solo in tal modo si potrà rendere più resiliente il sistema territoriale nei confronti di futuri eventi sismici».

Gli architetti Silvia Berardi e Monia Germani

PREVENZIONE, UN MANUALE – Il sindaco Cesaroni ha incaricato l’architetto Silvia Berardi – si è avvalsa della preziosa collaborazione della collega Monia Germani – per la redazione del “Manuale per la condizione limite per le emergenze”. Il costo è 5.500 euro, di cui 2.975,40 euro finanziati dallo Stato e 2.524,60 dalla Regione spiegano all’ufficio tecnico comunale. «Il manuale – dice l’architetto Berardi – prevede il piano di emergenza per le evacuazioni in caso di situazioni critiche come terremoti ma anche esondazioni. Non si dimentichi che Comunanza dista pochissimi chilometri dalla diga del lago di Gerosa. Lo studio, tutt’ora in corso di validazione da parte della Protezione Civile, ha individuato aree di emergenza dove collocare la popolazione e aree di stoccaggio per container e quanto necessario a fronteggiare gli effetti di un’eventuale calamità».
Uno studio fatto sulla base di un’esperienza diretta appena vissuta? «Sì, abbiamo iniziato a lavorarci pochi mesi dopo il sisma. E abbiamo potuto valutare direttamente cosa può accadere nelle emergenze e quali sono le necessità».

Il rendering del Centro polifunzionle e dell’elisuperficie di Comunanza

CENTRO POLIFUNZIONALE E ELISUPERFICIE – L’area di raccolta della popolazione è stata individuata presso il futuro “Centro polifunzionale di Protezione Civile” che la Croce Rossa realizzerà a Comunanza con i proventi delle donazioni elargite durante il terremoto. La Cri ha già assegnato il progetto e i lavori partiranno entro settembre. Si tratta di una struttura di 400 metri quadrati che ospiterà uffici, sala operativa, prima accoglienza, rimessa dei mezzi, sala per corsi di formazione. Sempre nell’area a monte degli impianti sportivi sarà realizzata la base di elisoccorso, finanziata in parte dal Fondo sanitario e in parte col ricavato degli sms solidali. Il sindaco Alvaro Cesaroni spiega il ruolo chiave dell’Amministrazione in questa iniziativa: «Abbiamo ceduto in comodato gratuito alla Croce Rossa Nazionale l’area dove sorgerà il centro con il sovrastante manufatto già esistente. Alla Regione il terreno che ospiterà l’elisuperficie, predisposta anche per il volo notturno e con scarsa visibilità. Al Comune spetterà la manutenzione straordinaria della base, mentre la gestione sarà affidata al comitato locale di Croce Rossa. Proprio in funzione di quanto detto, chiederò che il servizio di primo soccorso, attualmente garantito dai volontari per 12 ore, sia esteso a 24».

Volontari della Croce Rosaa di Comunanza

EMERGENZA ABITATIVA – A Comunanza, per volontà politica, le famiglie soggette a sgombero dell’alloggio, perché ubicato in “zona rossa” o perché ha subito danni gravi (categorie E o F della scheda Aedes), sono in lista per un appartamento di edilizia residenziale pubblica. Venti ad oggi le famiglie in graduatoria, 12 già valutate idonee e 8 al vaglio dell’Ente regionale per l’abitazione pubblica (Erap). E sono altrettanti gli alloggi che sindaco e cittadini sperano siano messi a disposizione quanto prima.
Era voce comune in paese che già a dicembre sarebbero stati consegnati i primi 12 alloggi, in una palazzina nuova in via dell’Amicizia. Probabilmente avverrà, ma con tempi un po’ più lunghi. Nel decreto legge numero 8 del 9 febbraio 2017 (sancito dalla legge 45 del 7 aprile) si disponevano le procedure per l’acquisto di immobili ad uso abitativo da parte delle Regioni del cratere, quale intervento urgente in favore delle popolazioni colpite dal sisma al posto delle Sae (soluzioni abitative d’emergenza, le “casette” appunto). Nel contempo si dava incarico agli Erap regionali di individuare immobili adatti per tipologia e prezzo e ai sindaci di evidenziare il fabbisogno. E così è stato. L’Erap Marche ha emesso tre avvisi pubblici di “manifestazione di interesse” per l’acquisto di alloggi: il primo a marzo, il secondo a maggio, il terzo a novembre.

Il sindaco di Comunanza, Alvaro Cesaroni

Negli avvisi, contenenti l’esplicito invito ad avanzare proposte di vendita, altrettanto chiaramente era espressa la finalità: “Il presente avviso pubblico permetterà di costituire una graduatoria, distinta per Comuni, cui fare riferimento da parte della Regione o dell’Erap Marche per l’eventuale acquisto di alloggi per la finalità predetta. La proposta di vendita e l’iscrizione alla graduatoria non determineranno, per i soggetti ivi ricompresi, alcun diritto in ordine all’acquisto da parte della Regione o dell’Erap Marche”. A seguito dei primi due avvisi, l’Erap ha individuato 364 alloggi nelle Marche, tra cui 12 a Comunanza su 12 proposti. Spesa totale: qualche spicciolo in meno di 56 milioni di euro. E nel contempo ha valutato le esigenze locali rilevate dai sindaci ed approvato le graduatorie. Quindi la Regione, con decreto numero 5 del 4 gennaio 2018, ha inviato richiesta di intervento economico al Dipartimento nazionale di Protezione Civile. In soldoni, per formalizzare l’acquisto dei 364 immobili, si dovrà attendere l’approvazione, e dunque i soldi, dell’Ente nazionale. Gli alloggi offerti in risposta ai primi due avvisi erano 911, ridotti appunto a 364. Uno dei principali criteri di selezione: la congruità del prezzo, stimato dall’Erap sulla base dei dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e dei costi di costruzione dell’edilizia residenziale pubblica. Il valore al metro quadrato che ne è scaturito, ovviamente diversificato per tipologia e ubicazione degli immobili presi in esame, è stato poi confrontato con l’incidenza economica delle “casette”.

Il Municipio di Comunanza

Secondo l’Erap regionale “le Sae hanno un costo complessivo unitario di circa a 2.000 euro al metro quadrato a cui vanno aggiunti ulteriori costi che dovranno sostenersi in futuro per la demolizione, lo smaltimento ed il ripristino delle aree urbanizzate e che allo stato attuale è difficile quantificare. Ciò premesso si è ritenuto che la soluzione economicamente più vantaggiosa sia l’acquisto degli alloggi, in quanto, oltre al costo unitario inferiore, hanno carattere di investimento stabile, poiché successivamente saranno utilizzati come alloggi Erap e potranno nel tempo essere ceduti, ricostituendo gran parte della dotazione economica utilizzata, fatto questo impossibile con le Sae che dovranno essere smantellate, portando quindi a zero il valore residuo”.
Nel decreto numero 5 la Regione, su indicazione dell’Erap, ha ritenuto idonei all’acquisto, o “scartato” diversi alloggi. Nella provincia di Ascoli ha ammesso 2 alloggi nel comune di Acquasanta, su 18 offerti; 15 su 15 a Castel di Lama; zero su 4 a Castorano; 2 su 4 a Colli del Tronto; zero su 6 a Cupra Marittima; 3 su 5 a Folignano; 5 su 5 a Maltignano; 1 su 5 a Monsampolo del Tronto; 4 su 6 a Offida; zero su 16 a Pedaso; 9 su 13 a Roccafluvione; 1 su 3 a Rotella; zero su 3 a San Benedetto del Tronto; zero su ben 35 a Spinetoli; 2 su 7 a Venarotta. Nessun immobile in elenco infine ad Ascoli a fronte di 22 proposti in vendita. Sono in corso di valutazione le offerte pervenute all’Erap, in risposta al terzo avviso. Per Comunanza sono stati proposti altri 8 alloggi di nuova costruzione.


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