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Pratiche del sisma, Casini contro Castelli:
«Ce ne sono non 30, ma 32 ferme in Comune»
Il sindaco scrive a Gentiloni e De Micheli

ASCOLI - Si fa sempre più duro lo scontro tra i vertici istituzionali sullo stato dell'arte della ricostruzione privata all'ombra delle Cento Torri. La vice presidente accusa il sindaco: «La matematica non è il suo forte». Il primo cittadino insiste: «Dati falsi»
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I dati pubblicati dalla vice presidente Casini

Pratiche di ricostruzione, è ancora scontro all’ultimo “dato” tra il sindaco Guido Castelli e la vice presidente della Regione, Anna Casini. Dopo il flash mob annunciato da Fdi con Giorgia Meloni per il 21 febbraio, la Casini aveva accusato il Comune di tenere ferme 30 pratiche di ricostruzione. Ieri aveva risposto piccato castelli dando della “bugiarda” alla stessa vice presidente e smentendo il dato. Oggi è arrivata la contro replica della vice di Ceriscioli che, sempre tramite i suoi social, ha pubblicato i dati sullo stato dell’arte delle pratiche. «Visto che la matematica per fortuna è una scienza -commenta Casini- pubblico i dati certificati dal dirigente ing. Claretti aggiornati a ieri.

Anna Casini e Guido Castelli con il premier Gentiloni

Il sindaco ha ragione, non sono stata precisa, le pratiche ferme al Comune di Ascoli non sono 30 ma…32!!!!! Ecco perché ha reagito in modo così scomposto dandomi della bugiarda e minacciando patetici coinvolgimenti di alte cariche dello Stato, che presumo abbiano ben altro da fare, se non sbaglio ha frequentato il liceo classico e la matematica non è il suo forte!
 Leggendo la tabella sotto riportata, aggiornata a ieri sera 16 febbraio, sommando le 26 pratiche in attesa di parere di conformità (competenza comune di Ascoli) e le 6 che hanno la sanatoria in corso (competenza del comune di Ascoli) si ottiene il numero delle pratiche ferme in attesa dei pareri del Comune di Ascoli: esse sono 32 e non 10. La matematica non è un’opinione…..per fortuna!»

Di fronte ai dati pubblicati dalla Casini arriva la furiosa reazione del sindaco che ha annunciato di aver preso carta e penna per mandare una lettera al premier Gentiloni e alla commissaria De Micheli per “denunciare” il comportamento della vice presidente. «Questa mattina -afferma il sindaco- ho scritto al presidente del Consiglio Gentiloni ed al Commissario De Micheli per informarli della inqualificabile condotta del Vice Presidente della Giunta Regionale che non solo divulga dati falsi e fuorvianti sulla ricostruzione ma assume un atteggiamento  così rissoso nei confronti della grande tragedia del sisma da diventare penalizzante per il sistema pubblico.
In questi mesi, parecchie volte, abbiamo provato imbarazzo per i comportamenti della Casini. La lite con due terremotate ( definite “gentaccia”) in pieno consiglio regionale, le figuracce nelle trasmissioni nazionali come in quella di Massimo Giletti, le offese gratuite agli agricoltori e le polemiche con la coldiretti, l’atteggiamento sprezzante e offensivo riservato al Sindaco di Arquata in occasione della vicenda degli sms solidali. L’ultima intemperanza, in ordine temporale, è quella della divulgazione dei dati falsi sulle pratiche di ricostruzione ad Ascoli. Obiettivo: giustificare i ritardi della regione incolpando il comune. Purtroppo per la Casini, il tentativo è stato così maldestro da trasformarsi in un clamoroso boomerang. Alla vice di Ceriscioli, infatti, hanno fornito dati sbagliati e risulta documentalmente che in realtà non si è determinato alcun ritardo imputabile al Comune. Ma quel che ho voluto precisare a Gentiloni e alla De Micheli è che il comportamento della Vice Presidente sarebbe stato gravissimo anche se i dati fossero stati corretti». Nella missiva Castelli afferma che  in “un contesto così delicato e drammatico come il terremoto impone agli amministratori che ne devono governare l’iter un atteggiamento lucido e razionale. Non è possibile che un vicepresidente della Giunta Regionale, di fronte alle oggettive difficoltà, si metta  a sparare nel mucchio cercando di scaricare le proprie responsabilità su altri livelli istituzionali. I terremotati sono già  stanchi e indignati e se la Casini, non reggendo più lo stress, si mette ad accendere inutili polemiche con i comuni, rischia di far esplodere una situazione già molto compromessa. Il sistema pubblico è da tempo sul banco degli imputati per la pessima gestione del terremoto, se poi anche uno degli attori principali della vicenda, in particolare la Regione, perde la testa e si mette a complicare il clima, il rischio è quello di una lacerazione istituzionale da cui le Marche potrebbero non risollevarsi più”

 

«Non ci sono 30 pratiche ferme», Castelli replica alla Casini


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