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“Chi semina verde raccoglie speranza”
Il lavoro arriva da madre natura

FORCE - Il progetto, ideato da Lella 2001 e dalla Fondazione Carisap, vuole restituire speranza a chi è senza occupazione o deve inserirsi per la prima volta. 900.000 euro di investimenti per realizzare prodotti innovativi, dagli snack biologici alle verdure essiccate
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Roberto Di Felice durante la presentazione del progetto “Chi semina verde raccoglie speranza”

di Stefania Mistichelli 

Prodotti biologici e innovativi, per restituire speranza a chi ha perso il lavoro e a chi, nel mondo del lavoro, deve inserirsi per la prima volta. Si chiama “Chi semina verde raccoglie speranza” il progetto, realizzato dalla cooperativa Lella 2001 insieme alla Fondazione Carisap, che mira a sostenere soggetti a scarso potere contrattuale attraverso la costruzione di un percorso circolare di sostenibilità che coniughi l’aspetto sociale, ambientale e produttivo.
«Siamo partiti dall’invito alla solidarietà e dalla necessità di dare uno slancio all’occupazione di cui hanno parlato sia Giovanni Paolo II sia Papa Francesco -ha spiegato il presidente della cooperativa Roberto Di Felice– Non si tratta semplicemente di un corso di formazione professionale che si concluderà con la fine del progetto, ma sarà propedeutico alla formazione di una cooperativa, Agrilella, un progetto sul quale abbiamo investito i risparmi dei nostri ultimi 15 anni e che complessivamente vale 900.000 euro». «Con l’obiettivo di dare lavoro ai ragazzi che da tanti anni seguiamo con la nostra cooperativa e alle persone espulse dal mondo del lavoro poco prima della pensione, nascerà questa cooperativa agroalimentare innovativa che produrrà una particolare verdura nel campo delle brassiche, cioè dei cavoli, la verdura a più alto contenuto di antiossidanti e antitumorali. -continua- Sarà un prodotto biologico e che noi trasformeremo, producendo una serie di verdure essiccate da poter utilizzare poi in diversi modi in cucina. Produrremo anche uno snack a base di verdure, sempre biologico oltre che sano in quanto privo di zuccheri e di colesterolo, che sarà il primo del suo genere in Italia ad essere messo in commercio. Per fare tutto ciò useremo energie rinnovabili: nessuna fonte fossile ma gli scarti della lavorazione boschiva, raggiungendo anche l’obiettivo di fare manutenzione e pulizia ai boschi. Tutta la lavorazione si terrà a Force, grazie alla disponibilità del sindaco Augusto Curti e del dottor Serafino Di Sabatino dell’Istituto Diocesano di Sostentamento del clero di San Benedetto, che ci ha dato la possibilità di utilizzare un immobile e le risorse boschive di proprietà della diocesi».
Nella prima fase del progetto saranno occupate dalle sei alle otto persone, che diventeranno quindici quando il ciclo di lavorazione sarà completo. I prodotti saranno distribuiti anche nella grande distribuzione attraverso la ditta Agrinovana, partner dell’iniziativa.
Un progetto attraverso il quale la cooperativa Lella 2001 dà una risposta occupazionale ai giovani che da anni segue, ragazzi con disagio e minori stranieri non accompagnati, oltre che al territorio, con un occhio di riguardo a chi, pur essendo prossimo alla pensione, è fuoriuscito dal mercato del lavoro e ha poche speranze di rientrarvi.
Tantissimi i soggetti che accompagneranno la cooperativa nei prossimi due anni: oltre alla Fondazione Carisap, il comune di Force, l’Università Politecnica delle Marche, la Caritas Diocesana, Spazio in formazione, la ditta Agrinovana, l’associazione Amici della Natura e il circolo di Legambiente di San Benedetto.


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