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Da una frattura nel derby
iniziò la carriera di Mazzone
il mister dei record
(Video inedito)

CALCIO - Cinquant'anni fa esatti. Era il 3 marzo 1968, aveva 31 anni e si fratturò la tibia durante Del Duca-Samb 1-0. Rozzi gli affidò la squadra giovanile, poi lo promosse in prima squadra. Le 795 panchine in A lo issano al primo inarrivabile posto di tutti i tempi
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Video inedito del derby Del Duca Ascoli-Sambenedettese del 3 marzo 1968

di Andrea Ferretti

Da un grave infortunio di gioco (frattura della tibia sinistra) nacque la carriera di un grande allenatore. E’ la storia di Carlo Mazzone. Che chiuse l’attività agonistica e, alla fine degli anni Sessanta iniziò quella di allenatore. Il grave infortunio si verificò nel derby Del Duca Ascoli-Sambenedettese del 3 marzo 1968. Esattamente oggi, 50 anni fa.

Beni (Samb) e Mazzone (Del Duca Ascoli) a centrocampo prima del fischio d’inizio

Mazzone era il difensore centrale più arretrato dei bianconeri (a quel tempo si chiamava “libero”), l’ultimo a protezione del portiere. Allenatore-giocatore della Del Duca era l’oriundo brasiliano Dino Da Costa (aveva giocato in A con Roma e Juve e segnato perfino un gol nella sua unica presenza in Nazionale) che quel giorno andò in panchina senza giocare. Il tecnico della Samb, invece, era il toscano Alberto Eliani che aveva giocato in A con Fiorentina e Roma e contava anche due presenze in Nazionale. Dopo due anni Eliani sarebbe diventato allenatore della Del Duca. Ma torniamo al derby vinto 1-0 dall’Ascoli con gol di Gasparini. Mazzone si scontrò con Urban, giovane ala sinistra della Samb. A  quei tempi non c’erano i parastinchi e l’impatto fu violento: frattura della tibia. Soccorso dai sanitari uscì dal campo, ma dopo un paio di minuti rientrò eroicamente in campo. Non c’erano ancora le sostituzioni e il capitano non voleva lasciare la squadra in dieci. Carlo non voleva mollare, ma fu costretto ad arrendersi. Aveva 31 anni. A quei tempi non c’erano i sistemi di cura di oggi e la ripresa fu molto lenta. La rieducazione dell’arto fratturato durò lunghi mesi.

Nel successivo campionato di serie C 1968-1969 Mazzone provò a giocare ancora, ma la frattura aveva lasciato conseguenze sulla gamba e fu costretto ad abbandonare. Giocò solo 4 partite, l’ultima il 27 ottobre 1968: Entella Chiavari-Del Duca Ascoli 3-0, settima di andata.

Carlo Mazzone e Costantino Rozzi: la storia dell’Ascoli

Il presidente Costantino Rozzi per premiare il suo attaccamento alla squadra  (dopo 9 anni e 221 presenze) gli affidò la formazione giovanile della De Martino, l’attuale Primavera. Quando fu esonerato l’allenatore Evaristo Malavasi, affidò la prima squadra proprio a Mazzone che chiuse al 3° posto dietro Massese e Arezzo. Nella stagione 1969-1970 Mazzone ricominciò alla guida della De Martino, poi la storia si ripetè: fu esonerato Eliani, Rozzi lo richiamò in prima squadra e lui chiuse al 4° posto. Fu allora che il presidente prese la decisione nominandolo allenatore della Del Duca Ascoli fin dall’inizio. Era il campionato 1970-1971 e la squadra bianconera chiuse di nuovo al 4° posto dietro Genoa, Spal e Sambenedettese. Nella stagione successiva 1971-1972 la Del Duca Ascoli, con Carlo Mazzone in panchina, la regia di Gola e i gol di Campanini e Bertarelli fu promossa in serie B. Per un solo punto nel successivo campionato 1972-1973 l’Ascoli Calcio 1898  – nel frattempo era cambiata la denominazione sociale- sfiorò il gran salto in serie A. Lo storico traguardo di salire nel massimo campionato fu rinviato di dodici mesi e divenne realtà nell’estate del 1974.

Enzo Bearzot consegna a Mazzone la “Panchina d’Oro”

Carlo Mazzone, a soli 37 anni diventò, con pieno merito, emergente allenatore di serie A. L’inizio di una grande carriera che – una volta lasciato l’Ascoli – lo ha portato a girare l’Italia come allenatore di Fiorentina, Catanzaro, ancora Ascoli, Bologna, Lecce, Pescara, Cagliari, Roma, ancora Cagliari, Napoli, Bologna, Perugia, Brescia, ancora Bologna, Livorno. Carlo Mazzone, premiato anche dal settore tecnico della Figc con la “Panchina d’oro” alla carriera (uno degli innumerevoli riconoscimenti trofei che custodisce nella sua casa paragonabile ormai a un vero e proprio museo del calcio), è al primo posto nella speciale classifica delle panchine in serie A con 795. Un traguardo che appare irraggiungibile.

L’inedito video che mostriamo ai nostri lettori è stato fornito a “Cronache Picene” dal tifoso doc bianconero Vincenzo Castelli che quel giorno del derby aveva 7 anni ed era allo stadio insieme agli zii. Il video fu realizzato da chi dopo molti anni sarebbe poi diventato il suocero: il compianto Mario Allevi di Roccafluvione, padre di Pasquale ex responsabile medico dell’Ascoli. All’inizio si vede la banda dell’allora Educatorio di Ascoli, con i giovani musicisti che compiono il giro del campo ognuno con una bandiera bianconera sulle spalle. Si vede poi il lancio di palloncini e anche il popolare “Barelò” (tifoso e portafortuna dei bianconeri, al secolo Andrea Ritrecina) anche lui fare il giro del campo. Le immagini ad un certo punto mostrano Mazzone – infortunato, che lascia il campo sorretto dal massaggiatore Ivo Micucci. Poi ancora, negli ultimi secondi del video, i giocatori della Del Duca Ascoli (in questo derby in maglia bianca) portare in trionfo l’allenatore Da Costa.

Alcune curiosità sulla partita. In campo c’erano giocatori molto giovani che sarebbero poi diventati famosi giocando anche in serie A. Nella Sambenedettese l’attaccante Giovanni Urban (quello dello scontro con Mazzone nell’infortunio) che arrivò alla Samb dalla Juve (dove non aveva mai giocato in prima squadra pur fregiandosi dello scudetto nella stagione precedente 1966-1967). Successivamente Urban giocò in B col Perugia e in A con Cesena e Genoa. Poi l’altro attaccante dei rossoblù, Nicola Traini di Offida che avrebbe giocato in B con Perugia, Como, Avellino, la stessa Samb e che resta il miglior marcatore della Ternana in serie A. Traini si è stabilito a Terni dove allena i ragazzi di una squadra dilettanti. Poi ancora il portiere Roberto Tancredi che a fine stagione tornò alla Juventus nel cui settore giovanile si era formato. Nei campionati 1968-1969 e 1969-1970 Tancredi fu spesso titolare (48 presenze) battendo la concorrenza di grandi portieri come Anzolin e Sarti. Nella Del Duca Ascoli c’era invece l’attaccante Giorgio Mariani (scomparso nel 2011) che era cresciuto nella Fiorentina e che l’anno dopo tornò in viola vincendo (giocando una sola partita) lo scudetto 1968-1969. Mariani aveva già giocato in col Modena e, dopo la Fiorentina, conobbe la serie A anche con Verona, Napoli, Inter, Cesena e di nuovo la B con Palermo e Varese. Nella foto-simbolo di quel derby ci sono i due capitani Paolo Beni (Samb) e Carlo Mazzone (Ascoli). Fiorentino il primo, romano il primo, entrambi stabilitisi – fin da allora – nel Piceno: Mazzone ad Ascoli e Beni a San Benedetto. Sono stati sempre grandi amici e, quando in estate si incontrano al mare, ricordano i vecchi tempi e le indimenticabili battaglie calcistiche nei derby.

Queste le formazioni della partita che segnò la fine del calciatore Mazzone, ma soprattutto la nascita di un grande allenatore che ha lasciato un segno importante non solo a livello tecnico, ma anche di lealtà e onestà.  In una parola: un esempio.

DEL DUCA ASCOLI: Maestri, Guzzo, Capelli, Mazzone, Pierbattista, Scichilone, Gasparini, Beccaccioli, Palma, Mariani, De Mecenas. Allenatore: Da Costa.

SAMBENEDETTESE: Tancredi, Frigeri, Marchini, Romani, Beni, Bonfada, Traini, Peronace, Olivieri, Capecchi, Urban. Allenatore: Eliani.

Arbitro: Pontini di Ferrara.

Rete: 39’pt Gasparini.


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