
Parlati in azione nella gara contro il Foggia al “Del Duca”
Un grave, preoccupante, episodio di violenza, si è verificato sabato sera al ritorno del pullman che trasportava la squadra dell’Ascoli Picchio, sconfitta a Venezia. Un agguato organizzato. Premeditato. Una decina di persone, tutte piuttosto giovani, con il volto coperto da sciarpe bianconere, hanno aggredito i calciatori scesi dal pullman. Parecchi sono riusciti a dileguarsi mentre uno ha telefonato alla Questura. Un aggressore ha sferrato un pugno a Samuele Parlati che a Venezia era in tribuna: il centrocampista ha schivato il pugno ma è caduto a terra con il suo aggressore. In aiuto di Parlati è accorso Vincenzo Venditti (il terzo portiere che a Venezia era in panchina) il quale è stato colpito con uno schiaffo. Prima di dileguarsi gli aggressori hanno rivolto espressioni minacciose verso tutta la squadra. Il portiere Venditti (abruzzese di Avezzano) e il centrocampista Parlati (pugliese di Gallipoli) sono entrambi ventenni. Per diversi anni hanno militato nel settore giovanile bianconero e nella stagione in corso sono arrivati in prima squadra. Parlati nel campionato in corso conta 4 presenze e un gol.

Il portiere Venditti
LA REAZIONE DELLA SOCIETA’ – “Indignazione, sconcerto e disprezzo sono stati i primi sentimenti che hanno pervaso la società tutta nel momento in cui ha appreso del gravissimo episodio – ha commentato l’Ascoli Picchio sul proprio sito – il club bianconero, come più volte dichiarato e dimostrato, accetta ogni forma civile di critica, giustificabile quando si occupa l’ultimo posto in classifica, ma non tollera, non ha mai tollerato e mai tollererà ogni violenza, che condanna con forza e intransigenza. Da mesi il club deve fare i conti con un clima intimidatorio e di minacce, più volte segnalato alle autorità e che stanotte è culminato nella violenza fisica. Un clima alimentato ed esasperato dai numerosi commenti sui social network che si susseguono da mesi e che hanno contribuito a fomentare questo stato di violenza.
La società, che si auspica che tale episodio resti isolato e circoscritto, ha sporto denuncia contro ignoti e perseguirà legalmente anche gli autori di post intimidatori sul web che istigano alla violenza – ha aggiunto il club di corso Vittorio – l’increscioso fatto non ha nulla a che fare con lo sport, non rappresenta l’Ascoli e la città di Ascoli Piceno e finisce per apporre una macchia indelebile. Aggredire i componenti dell’Ascoli Picchio equivale a colpire l’intera società, che, pur sentendosi ferita dal vile gesto, crede fermamente nel raggiungimento della salvezza e attraverso ogni suo interprete farà di tutto per ottenerla”.
Informato dell’accaduto il presidente Francesco Bellini, dal Canada, ha dichiarato: «Sono molto amareggiato da quanto successo, si tratta di un episodio che con lo sport non ha nulla a che fare e che mina la tranquillità e la concentrazione della squadra distruggendone lo spirito. Già da mesi il gruppo deve fare i conti con un clima sfavorevole che non aiuta al raggiungimento della salvezza. Saremo vicini come sempre ai nostri giocatori, crediamo in loro e non cambieremo mai la nostra opinione su di essi, li tuteleremo in ogni modo». In serata è arrivata anche condanna della Lega B attraverso un comunicato ufficiale: «E’ con fermezza che la Lega B condanna l’aggressione di questa notte ai giocatori dell’Ascoli, Parlati e Venditti, aggrediti con pugni e schiaffi come riportano le cronache di oggi, e le minacce rivolte al resto della squadra.
Un episodio di violenza che nulla ha a che fare con il calcio e con la Serie B, che da sempre promuove valori di rispetto e di tolleranza, un fatto fra l’altro controproducente per una squadra in difficoltà di classifica che invece ha bisogno dell’affetto dei tifosi, come del resto dimostra la stragrande maggioranza della tifoseria bianconera. Il presidente Mauro Balata, in rappresentanza della Lega B, esprime la sua solidarietà al proprietario dell’Ascoli Picchio Francesco Bellini, alla dirigenza, alla squadra e allo staff tecnico»
Bru.Fer.
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