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Anche un po’ di Quintana
al Palio della Costa Etrusca
Ci sarà anche il mito Varenne

TRADIZIONI - Ad aprile originale gara sulla spiaggia di San Vincenzo (Livorno). Si affronteranno alcuni dei migliori cavalieri in circolazione, tra cui vecchie conoscenze della Giostra ascolana come Enrico Giusti e Willer Giacomoni

Enrico Giusti

di Andrea Ferretti

Gli organizzatori stanno mettendo a punto la grande novità dell’edizione 2018 del “Palio della Costa Etrusca”. Si svolgerà sulla spiaggia toscana di San Vincenzo (Livorno) sabato 14 aprile e otto tra i migliori cavalieri in circolazione (in rappresentanza di altrettanti Comuni della costa estrusca) si sfideranno in una prova di destrezza e abilità. Tra di loro anche due fantini legati alla Quintana di Ascoli. Si tratta di Willer Giacomoni, di Faenza, che per il Sestiere di Porta Solestà vinse il Palio nella notturna di luglio 2002, e Enrico Giusti di Arezzo che ad Ascoli ha gareggiato per Porta Solestà e che attualmente è il “primo cavaliere” del Sestiere di Sant’Emidio. Due cavalieri non più giovanissimi, che hanno un palmares di tutto rispetto avendo vinto diverse Giostre in tutta Italia, comprese anche Palio del Niballo di Faenza (Giacomoni) e Quintana di Foligno (sia Giacomoni che Giusti).

Willer Giacomoni premiato lo scorso novembre ad Ascoli dal presidente del Consiglio degli Anziani della Quintana, Massimo Massetti, e dalla presidente della Federazione italiana sbandieratori, Antonella Palumbo (Foto Vagnoni)

Gli altri sei sono Jonathan Anselmicchio di Amelia (Terni) che fa parte del Terziere Santa Maria di Narni, Lorenzo Desimone di Bibbiano (Reggio Emilia) che ha difeso i colori della Contrada Trinità al Palio di San Secondo Parmense, Maurizio Frulio di Arezzo della Contrada Castell’Aicardi di San Secondo Parmense, Guido Gentili di Sarteano (Siena) cavaliere che ha corso e vinto la Giostra del Saracino di Sarteano, Alessandro Lombardidi di Pistoia che ha gareggiato nella sua città ma anche alla Giostra di Sulmona, Alberto Liverani di Faenza che nella sua città ha preso parte alla “Bigorda”. Nel ricco programma della tre giorni (13-15 aprile) di cavalli, cavalieri, amazzoni, folclore, enogastronomia, musica e cultura, anche un incontro con il grande paroliere Mogol, le evoluzioni del cavaliere-acrobata Thomas Giampieri, una parata di 50 cavalli coordinata dal Gruppo Equestre di San Vincenzo, la corsa dei fantini su mezzosangue, la Fanfara dei Bersaglieri, la corsa delle amazzoni, la musica della Filarmonica Verdi e addirittura la partecipazione straordinaria di Varenne, il mito, il cavallo più vincente della storia dell’ippica.

Roberto Parnetti (Foto Vagnoni)

Per quanto riguarda la sfida (su due tornate) degli otto cavalieri su una rettilineo di 200 metri, dovranno centrare con la lancia (2,20 di lunghezza, peso 3 kg) gli anelli appesi a metri 2,20 da terra e distanziati tra loro di 5 metri. Gli anelli hanno un diametro interno di 6 cm nella prima tornata (valore di 1 punto) e 5 cm nella seconda (2 punti). Al termine si sommano i punti: i primi due correranno una terza tornata finale per infilare anelli da 3 punti di diametro interno di 3 centimetri. Direttore della singolare Giostra sarà l’aretino Roberto Parnetti (maestro di campo nella giostre di Bagno a Ripoli, Sulmona, Monselice e Calvi dell’Umbria) ideatore del progetto “Si dia Inizio al torneamento – Giostre, Quintane e Palii d’Italia” che a novembre ha organizzato ad Ascoli il Premio al “miglior cavaliere dell’anno”, vinto da Luca Innocenzi tra le cui vittorie del 2017 spiccano i due Palii conquistati ad Ascoli per il Sestiere di Porta Solestà.

 


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