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Ecco l’Emygdius Museum,
il sogno diventa realtà

ASCOLI - Inaugurato nei locali dell'ex chiesa di Sant'Ilario, di fronte alla chiesa di Sant'Emidio alle Grotte. Opera promossa dall'Associazione Sant'Emidio nel Mondo in collaborazione con Amministrazione comunale e Provincia
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di Stefania Mistichelli

Inaugurato stamattina di fronte ad un folto pubblico l’Emygdius Museum, presso i locali dell’ex chiesa di Sant’Ilario, di fronte alla chiesa di Sant’Emidio alle Grotte. Un’opera fortemente voluta e promossa dall’Associazione Sant’Emidio nel Mondo, realizzata in collaborazione con l’Amministrazione comunale che ha concesso e ristrutturato i locali e la Provincia che ha contribuito economicamente all’opera, oltre che della Diocesi e in particolare della parrocchia del Sacro Cuore.
«Questo è l’esito di un percorso iniziato da lontano – spiega Franco Laganà, tra gli ideatori del museo insieme ad Andrea Maria Antonini e Viviana Castelli – da quando l’associazione cominciò il suo percorso partendo dall’approfondimento di un’indagine su Sant’Emidio che aveva voluto la Diocesi. Da lì proseguimmo lo studio della figura di Sant’Emidio non solo come patrono di Ascoli, ma come protettore dal terremoto, scoprendo quanto fosse diffusa la sua devozione in Italia e nel mondo. Approfondimmo, quindi, i rapporti con le città ove Sant’Emidio era venerato e, dal 2010, finiti i lavori, ci insediammo qui (ex chiesa di Sant’Ilario, ndr)». Da allora, l’associazione si occupa di aprire e tenere le visite guidate all’interno di Sant’Emidio alle Grotte, oltre che di tenere vivi i rapporto con Treviri, città natale di Sant’Emidio e gemellata con Ascoli da sessant’anni. Ma non solo. «Questo edificio – continua Laganà – era un luogo di ospitalità gestito dai Camaldolesi, dove i viandanti che entravano ed uscivano dalla città potevano sostare. Abbiamo, quindi, voluto recuperare questo aspetto allestendo una foresteria, dove ospitiamo i pellegrini del cammino Assisi-Ascoli. Inoltre, insieme alla confraternita di Compostela, ci occupiamo di prendere le credenziali anche dei pellegrini che affrontano questo cammino».
Il museo aprirà al pubblico sabato e domenica, in occasione delle giornate del Fai, per poi rispettare gli orari di apertura della chiesa di Sant’Emidio alle Grotte: il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17 (durante l’estate tutti i giorni) e su prenotazione negli altri orari e giorni ai numeri 349.8095028 e 334.3565078. «Siamo lieti che il Fai abbia accettato il nostro invito – spiega Giuseppe Bachetti, presidente dell’associazione Sant’Emidio nel Mondo – di inserire tra le aperture anche il museo e la chiesa di Sant’Emidio alle Grotte, diventato il terzo luogo più visitato in città dopo piazza del Popolo e piazza Arringo e le relative strutture. Con l’apertura del museo, adesso, il percorso espositivo è davvero completo e comprenderà la sala degli affreschi (con la visione di un video realizzato sulla giornata del 5 agosto), il museo, la chiesa di Sant’Emidio alle Grotte e le catacombe. Per promuoverlo, stiamo prendendo accordi in modo da organizzare visite guidate durante le sere d’estate da San Benedetto ad Ascoli che comincino da Sant’Emidio alle Grotte per proseguire per il centro storico».
Un museo appena nato, ma che vuole crescere anche grazie alla collaborazione dei cittadini, che possono contribuire sia con notizie sul culto del Santo sia con donazioni. «Nel mio piccolo sono molto felice di questa iniziativa – fa sapere don Emidio Rossi, ex parroco del Sacro Cuore – perché rappresenta un’opera di cultura. Appena arrivato aderii subito all’associazione, perché mi sembrò lavorasse bene e con l’intento di dare vita alla chiesa di S. Emidio alle Grotta. Ora siamo arrivati a costruire questa bella realtà, che oltretutto dà anche vivacità alla zona».
Il museo, che trova spazio al secondo piano dell’ex chiesa di Sant’Ilario, è stato concepito come itinerante. «I pannelli, numerati, sono richiudibili e riponibili in comode valigette – conclude Bachetti – in modo da essere trasportabili comodamente. Abbiamo intenzione, infatti, di portarli con noi quando ci sposteremo per nostri viaggi o di valutare prestiti qualora se ne presenti l’occasione».


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