Da Castel Trosino l’acqua per Ascoli
Un libro per celebrare i pionieri
dell’acquedotto del Pescara

ASCOLI - Quasi pronto l'impianto di soccorso a servizio del capoluogo piceno. Il presidente della Ciip spa, Pino Alati, ha presentato il volume che ripercorre la storia delle sorgenti picene e delle reti che la distribuiscono nelle case dei residenti dei 59 Comuni serviti dalla società
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Il presidente Pino Alati con il prefetto Rita Stentella (fotoservizio Vagnoni)

di Renato Pierantozzi

Una condotta lunga un chilometro per agganciare i pozzi di Castel Trosino e immettere 70/80 litri al secondo di acqua in caso di emergenza idrica. Dovrebbe essere pronto a settembre l’acquedotto di soccorso per la città di Ascoli in modo da scongiurare la chiusura dei rubinetti in caso di carenze alle sorgenti montane o rotture come quella drammatica del ponte tubo di Tallacano (2007). L’anno scorso solo le fondamentali manovre messe in atto dai tecnici della Ciip hanno permesso di evitare il razionamento della risorsa idrica nonostante una stagione di grande siccità e gli scombussolamenti derivanti dal sisma. Sul fronte delle sorgenti resta l’allarme per quella di Foce di Montemonaco, quasi dimezzata, mentre quelle di Pescara del Tronto e Capodacqua starebbero tornando a buoni livelli di erogazione. L’impianto di soccorso che erogherebbe acqua di buona qualità, seppur non come quella di Pescara, sarà poi agganciato alla rete ascolano tramite un partitore in grado di far confluire il flusso al cassone dell’Annunziata.

Pino Alati, Gino Sabatini e Piero Celani

Intanto questa mattina è stato presentato il libro monumentale (oltre 400 pagine) edito dalla Ciip (tramite la Fas Editori) intitolato “Storie di acque e acquedotti nelle province di Fermo e Ascoli Piceno”. «Lo dedichiamo ai pionieri dell’acquedotto -dice il presidente Pino Alati- che con sacrifici e idee portarono l’acqua nelle case dei cittadini. E’ un modo anche di far conoscere di più l’azienda che con 250 dipendenti opera nelle sedi di Ascoli, Fermo, San Benedetto, Maltignano. Operiamo nella massima trasparenza e gli utili della società li riversiamo nel territorio. Con gli ultimi soldi ci abbiamo fatto il libro. Siamo in attesa del via libera della Corte dei Conti per lo stanziamento dei 27 milioni per i danni del sisma». «Durante l’emergenza terremoto -fa notare il prefetto Stentella- l’azienda ha lavorato molto bene nonostante le difficoltà. Il sisma ha provocato notevoli sconvolgimenti facendo addirittura cambiare regionale a qualche sorgente». Presenti anche il sindaco Guido Castelli e il vice di Fermo, Trasatti. «La storia della Ciip sta a significare che anche il pubblico può funzionare -dice Castelli- Già nell’800 i Comuni sempre riottosi a collaborare si misero insieme per far arrivare l’acqua ai cittadini»


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