Arquata, scoppia il caso donazioni
Petrucci accusa: «Il Comune non sa
a chi vanno i fondi delle onlus» (Video)

TERREMOTO - Duro affondo del primo cittadino contro le onlus spuntate dopo il sisma: «Chiedono soldi in nome del sisma, ma non sappiamo niente». Il presidente Ceriscioli: «Nelle Marche rimosso il triplo delle macerie dell'Aquila in meno tempo». Appello al nuovo parlamento per proroghe e cassa integrazione in deroga
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di Renato Pierantozzi

Terremoto, scoppia il caso delle donazioni. Ad aprilo è niente di meno che il sindaco di Arquata Aleandro Petrucci che “stuzzicato” da alcuni residenti, tra cui il popolare “Kortello” (alias Fabio Cortellesi) sul fatto che il Comune non darebbe ai bisognosi i fondi ricevuti dalle donazioni giunte da mezzo mondo, si è tolto dalla scarpa sassolini pesanti come macigni. Il j’accuse di Petrucci è avvenuto di fronte anche al presidente della Regione Luca Ceriscioli stamane ad Arquata per fare il punto della situazione sullo stato dello smaltimento delle macerie.

Aleandro Petrucci

Petrucci ha sparato a zero. «Il Comune non può dare fondi a privati -accusa Petrucci- Invece ci sono 18 associazioni che in nome del terremoto hanno preso soldi, ma il Comune non può sa ne quando e a chi vengono distribuiti. Bisogna che pure questo si sappia. E’ bene che pure questo si sappia. Lo dico alla stampa. Sono onlus. Io vedo quelle che cercano ma al Comune nessuno ha detto mai “ho incassato tot e ho dato tot”». Il presidente Ceriscioli, insieme alla vice presidente Anna Casini e  ha annunciato che sono state rimosse e trattate 360.000 tonnellate di macerie, di cui 310.000 riutilizzate nel circuito dell’edilizia. «Dal 14 dicembre non ci sono più macerie su aree pubbliche -dice Ceriscioli- All’Aquila in due anni erano state rimosse 103.000 tonnellate in un territorio tutto pianeggiante, nelle Marche in un anno e 9 mesi 360.000 t». Secondo i dati forniti dalla Regione le operazioni di recupero delle macerie sono terminate in 8 Comuni (San Severino, Saranno, Pioraco, Tolentino, Camporotondo di Fiastrone, Gagliole e Monte San Giusto) e sono sopra al 75% in altri centri come Visso, Montegallo, Pievetorina, Caldarola, Montefortino, San Ginesio, Castelraimondo e Muccia. «C’è anche chi vuole lasciarle per ricostruire lì -dice Ceriscioli- And oggi abbiamo una capacità di smaltimento di 1.500 t al giorno che ci permetterà di completare l’opera entro l’anno. Mancano circa 650.000 t ma rispetto alle stime la quota è già scesa di 100.000t». Dal sindaco Petrucci è arrivato un accorato appello in merito alla proroga della cassa integrazione per i dipendenti dell’Unimer di Arquata in considerazione dei lavori di ricostruzione in corso dello stabilimento che produce concimi e che insieme alla neonata Tod’s è l’unica industria del Comune. «Serve una proroga da parte della legge -dice Ceriscioli- poiché i fondi pari a 47milioni ci sono da cui si possono prendere anche quelli per la cigs. Ho scritto ai presidenti di Camera e Senato per invitarli a visitare le zone del sisma perchè solo vedendo da vicino il vilnus ci si rende davvero conto della situazione».

(servizio aggiornato alle 17,45)

Sopralluogo a Pretare (fotoservizio Andrea Vagnoni)

Ceriscioli ad Arquata

Operazioni di demolizioni a Pretare


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