
Il cimitero di Ascoli
«Esprimo la mia solidarietà a Giovanni Orsini e al figlio Davide, appena ho saputo del fatto mi sono subito attivato affinché cose del genere non accadano più e sia garantita la massima sicurezza all’utenza. Non è possibile chiedere aiuto e non essere sentiti da nessuno». Ha destato scalpore in città la vicenda dell’uomo rimasto chiuso per sei ore, dalle 18 a mezzanotte, in uno degli ascensori del cimitero. Insieme a Orsini, 70enne residente a Borgo Solestà, c’era anche il figlio autistico. A tornare sull’argomento è l’assessore comunale Luigi Lattanzi, che ha la delega ai servizi cimiteriali.

Luigi Lattanzi
«Il cimitero chiude alle 19,30 ma nessuno ha sentito suonare l’allarme. -continua Lattanzi- Si è trattato di una serie di circostanze negative, come ad esempio il fatto che l’uomo non avesse con sé il telefono per chiamare il numero del tecnico reperibile. Inoltre, tra i due ascensori ce n’è uno senza call center atto a ricevere la chiamata d’emergenza, proprio quello su cui sono saliti Giovanni e Davide. Ad ogni modo, ci stiamo prodigando affinché questa mancanza venga risolta o attivando il call center anche nell’ascensore in oggetto, oppure facendo sì che l’allarme possa essere ascoltato h 24 da chi può intervenire, penso alla cooperativa che gestisce il cimitero o alla polizia municipale».
Oltre a questo, c’è anche il fatto che l’ascensore, a un certo punto, si è messo ad andare su e giù senza fermarsi, per ore, emettendo un forte rumore. «Un difetto a cui non sappiamo dare spiegazione, visto che i tecnici che l’hanno controllato il giorno dopo hanno confermato che funzionava perfettamente, difatti adesso l’ascensore è operativo al 100%».
Lu. Ca.
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