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Elezioni Rsu, Cisl è prima
nella sanità e nei Comuni
di Ascoli e San Benedetto

ASCOLI - All'Area Vasta 5 la Cgil perde 3 seggi. Alla Provincia invece il primo sindacato è la Uil. Tra il personale sanitario forte balzo in avanti di Nursind (il sindacato degli infermieri) e di Usb. Le liste confederali sostanzialmente hanno tenuto
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Vince la Cisl portando da 9 a 11 i suoi rappresentanti. La Cgil ne perde 3 portando i suoi esponenti  da 11 a 8. I sindacati confederali, complessivamente, tengono. Non c’è stato, nelle elezioni per il rinnovo della Rsu (Rappresentanza Sindacale Unitaria) dell’Area vasta n. 5, l’effetto politiche con la vittoria delle cosiddette “forze di protesta” che comunque hanno fatto un bel balzo in avanti. Il vento sta cambiando anche nel mondo sindacale.

Ospedale Mazzoni (foto Vagnoni)

La Cisl dunque diventa il primo sindacato nell’Area vasta 5 togliendo lo scettro alla Cgil. I votanti sono stati 2.550 di cui 2050 del comparto e 500 tra medici e dirigenti. La Cisl ha conquistata 11 seggi. Al secondo posto la Cgil con 8. Poi consistente affermazione sia del Nursind, sindacato autonomo degli infermieri, che ottiene 5 rappresentanti, e dell’Unione sindacale di base (Usb) con 4 seggi (ne aveva due ma erano transfughi dalla Cgil). Un seggio ciascuno a Nursing Up e Fials. Non ha più rappresentanza la Ugl.  Le preferenze sono così risultate: Cisl 608, Cgil 427, Nursind 253, Usb 199, Fials 60, Nursing Up 59 e  Ugl 36.

Ecco tutti gli eletti all’Av5:

Cisl: Francesco Massari, Paolo Villa, Benedetto Benedetti, Paolo Grassi, Elenio Cannella, Gianluca Aloisi, Simone Lello, Sandra Spreca, Michele Rosati, Jonatan Marchetti e Brunella Chiovini.
Cgil: Benedetto Torresi, Stefano Sudati, Simone Clerici, Luana Gaetani, Marilena Caioni, Donatella Mochi, Caterina Fiori, Giuseppina Rizzo.
Nursind: Maurizio Pelosi, Silvia Del Conte, Bonifacio Petrucci, Roberta Trasatti, Demis Camilli.
Usb: Mauro Giuliani, Walter Saienni, Sandro Domizi, Leonardo Pezzuoli.
Nursing Up: Roberto Tassi.
Fials: Fausto Menzietti

 

Per la Cisl è stato un trionfo dovunque meno che alla Provincia di Ascoli.  Vince anche al Comune di Ascoli confermandosi primo sindacato con 5 seggi (117 voti). Secondo Csa con 3 seggi (77 voti), terza la Cgil (69 voti), quarta la Ugl con un seggio (21 voti). Ultima la Uil (6 voti) che non riesce ad avere alcuna rappresentanza.

All’Arengo sono stati eletti:

Cisl: Valeriano Cinelli, Giorgio Canala, Walter Ranelli, Giuseppe Marini, Elvira Feriozzi

Ugl: Pasquale Ianni

Csa: Ugo Capriotti, Marco Bracci, Maurizio Buscaino

Cgil: Maria Antonietta Matarazo, Rocco Piscinnè, Tiziana Pistolesi

La Cisl si afferma anche al Comune di San Benedetto: diventa il primo sindacato e toglie il primato, anche qui, alla Cgil. Conquista  5 seggi con 127 preferenze, alla Cgil 3 seggi con 80 preferenze, ai Cobas 2 seggi con 47 preferenze, al Dicapp 1 seggio con  29 preferenze, al Csa 1 seggio con 6 preferenze. Nessun rappresentante per la Uil.

A completare il successo della Cisl il risultato all’Inps: 3 seggi contro i 2 dell’Usb, 1 della Cgil, 1 della Uil e zero per Flp.

La sede della Provincia

Alla Provincia di Ascoli invece, in controtendenza, è la Uil il primo partito con 67 voti, seconda la Cisl con 38 e terza la Cgil con 29 e quarto il Csa con 19 voti. Restano sostanzialmente invariate le rappresentanze nelle altre Amministrazioni pubbliche del territorio. «La Cisl Funzione Pubblica Picena esprime grandissima soddisfazione per l’eccellente risultato raggiunto attraverso i suoi qualificati candidati. – commenta Giorgio Cipollini – Nonostante si sia registrata una crescita di qualche sindacato autonomo o di categoria, il nostro sindacato confederale rappresenta il primo punto di riferimento per i dipendenti del territorio. Nel ringraziare indistintamente tutti i dipendenti per il grande consenso attribuito attraverso la loro massiccia partecipazione al voto, che ha superato il 75% degli aventi diritto, si impegna a porre in essere ogni iniziativa sindacale affinché venga arrestato il costante depauperamento dei servizi pubblici a danno dei cittadini, in particolare quelli meno abbienti, assicurando, nel contempo, la più ampia tutela dei diritti dei dipendenti sempre più gravati dai carichi di lavoro derivanti dai costanti, inaccettabili tagli alla spesa pubblica ed in particolare al personale».

f.d.m.


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