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«Sabelli fiore all’occhiello del Piceno
Ecco i frutti dell’area di crisi complessa»

ASCOLI - Il presidente della Regione Luca Ceriscioli in visita allo stabilimento ascolano: «Finalmente si ritorna alla politica industriale». Mariani e Galeati: «Qui le produzioni ad alto valore aggiunto per cui è necessaria la manualità dell'uomo»
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Da sinistra Luca Ceriscioli, Simone Mariani e Angelo Galeati

«Quando con 200.000 euro di investimento da parte della Regione abbiamo portato a casa il primo contratto di sviluppo mai fatto a livello regionale il presidente Ceriscioli non ci voleva credere».

La delegazione al Mise

E’ il retroscena rivelato oggi dalla vice presidente Anna Casini in occasione della presentazione del piano di investimenti della Sabelli (denominato LaTraZione2020″) alla sede del Piceno Consind. Un luogo simbolico, dove hanno sede anche l’ufficio speciale ricostruzione post sisma e il nucleo industriale, scelto alla vigilia della festa del 1°maggio. «C’erano anche altri contratti in ballo -rivela Anna Casini– ma alla fine questo ha riscosso grande successo perchè è basto sulla qualità, innovazione e nuova occupazione per 40 posti. Oltre all’implementazione di prodotti con il latte proveniente dalle aree del cratere sismico. Per quanto riguarda l’area di crisi ci sono 9 progetti superiori a 1,5 milioni in valutazione da Invitalia, mentre con i fondi Fesr (investimenti sotto 1,5 milioni) ne sono giunti per 6 milioni. Tornando all’accordo della Sabelli, con 200.000 euro muoviamo un finanziamento da 13 milioni: ai marchigiani costa pochissimo e dà tantissimo. Siamo molto soddisfatti dopo il negoziato al Ministero che abbiamo tenuto segreto e che andrà ad innovare un’azienda che ha tradizione e qualità importante». Soddisfatti anche gli amministratori delegati di Sabelli, Simone Mariani e Angelo Davide Galeati. «Ringrazio la Regione -dice Mariani- al di là della bontà del progetto che speriamo possa dare i frutti. C’è stato un lavoro notevole per arrivare all’obiettivo. Ho partecipato alla fase di negoziazione e ho visto come è tenuta in considerazione la Regione sin dall’area di crisi. Da parte della nostra famiglia c’è stata la volontà di investire qui nonostante la crisi, il sisma, e una competizione sempre più dura in tutti i settori. Ad esempio il nostro principale concorrente è leader mondiale del settore e c’è dunque una concorrenza ferocissima. Con questo contratto di sviluppo puntiamo su innovazione, efficienza e digitalizzazione mantenendo occupazione sul territorio. Spingiamo su automazione e produzioni artigianali con la manualità che non potrà mai essere sostituita. Non è un’ equazione scontata». Mariani svela anche alcuni dettagli del progetto triennale che sarà sviluppato fino al 2020. «Oltre 3 milioni saranno per la ricerca e sviluppo -dice l’amministratore delegato- con università del territorio e non solo per fare rimanere qui la produzione a maggior valore aggiunto e know how  anche in tempi di crisi. Le produzioni dove il centesimo fa la differenza sono destinate ad andare via. Inoltre vogliamo realizzare ambienti di lavoro sempre più gradevoli, una fabbrica intelligente con più spazi per servizi, spogliatoi, palestra aziendale e altro se ci sarà posto. Svilupperemo prodotti salutistici e sempre più innovativi mantenendo legame con il territorio. Ogni giorno raccogliamo il latte di 200 produttori che, come dice mio nonno equivalgono, in agricoltura, ad almeno almeno 4 volte tanto. Inoltre ci sono i 200 collaboratori dello stabilimento di Ascoli e quelli delle piattaforme distributive. C’è una comunità intorno a noi e come amministratori sentiamo questa responsabilità. Anche dopo le acquisizioni fatte in Slovenia, Veneto e Liguria investiamo nuovamente ad Ascoli con un messaggio importante verso la comunità per gufare al futuro». Anche Angelo Davide Galeati illustra le strategie del gruppo Sabelli. «La responsabilità sociale verso il territorio -dice- ci ha portato a studiare quali produzioni più sostenibili  fare ad Ascoli puntando quelle innovative ad alta manualità che rende sostenibile la crescita. Sono dieci anni che l’ azienda cresce più del 10% annuo ed era ora di rivedere in modo sostanziale stabilimento nato nel 1977 con la prima Casmez e che ora ha la nostra età noi volevamo avere ulteriore scatto con determinati investimenti per gestire molto meglio gli spazi». Infine le parole del presidente della Regione, Luca Ceriscioli. «Anche l’assessore Manuela Bora -afferma- che oggi non poteva essere presente ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto. Ringrazio anche la funzionaria Roberta Maestri (del servizio attività produttive della Regione, ndr). In fase di riorganizzazione della machina amministrava, premieremo la qualità. In merito all’accordo posso dire che dopo il riconoscimento dell’area di crisi ora si stanno materializzando i frutti. Si tratta di un ritorno delle politiche industriali, con la collaborazione tra pubblico e privato, che l’Italia aveva incredibilmente abdicato negli ultimi anni. Oggi programmiamo gli strumenti e poi li mettiamo a disposizione delle imprese. Restare sul territorio significa fare per tempo le scelte per fare economia vera, altrimenti se non è vera prende le ali e vola via. Personalmente posso fare anche da testimonial ai prodotti che ho assaggiato direttamente in fabbrica: sono buonissimi e fatti grazie alla manualità dell’uomo. Compriamo e consumiamo Sabelli!. Anche il camion più piccolo che trasporta il latte è il simbolo che i prodotti si fanno senza polverine o in polvere come nel nord Europa. Dai fondi post sisma può arrivare un grosso contributo alla zootecnia: le stalle provvisorie sono il doppio di quelle di prima». Mariani svela anche altri dettagli sui tempi e l’occupazione attesa. «Il progetto -dice- è per il triennio 2018-2020, ma noi siamo partiti subito sin da quest’anno con diversi milioni di investimento rispetto al monte complessivo, prevedendo subito ampliamenti e macchinari di ultimissima generazione per il laboratorio. Arriveranno anche 40 assunzioni stabili nel triennio, iniziando sin da subito. Specifico che non stavamo aspettando i fondi per farle visto che solo negli ultimi mesi abbiamo stabilizzato 20 persone. Negli ultimi 2/3 anni abbiamo stabilizzato oltre 50 persone. Prima nel sito di Ascoli eravamo 120/130/140 persone. Ora con i picchi produttivi arriviamo anche 220/230 nei periodi estivi».

r.p.


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